Quello che mi sta succedendo – Miguel Brieva
“L’immaginazione è libera, l’uomo no” (Luis Bunuel)
Miguel Brieva, classe 1974, è un fumettista spagnolo e si occupa soprattutto di racconti e vignette politiche. Pur vantando un lungo curriculum di collaborazioni con periodici, animazioni e pubblicazioni, con Quello che mi sta succedendo – Storia di un giovane intraperdente (Lo que me estápasando. Diarios de un jovenemperdedor) realizza il suo primo racconto in forma lunga.
Il volume è pubblicato in Italia da Eris Edizioni ed è stato presentato ufficialmente al Treviso Comic Book Festival nel settembre 2015.
Il protagonista della storia, Victor, è un giovane trentenne laureato in geologia che si trova però a confrontarsi con la dura realtà contemporanea: precario nella vita e nel lavoro, passa da una professione all’altra, guarda la vita scorrergli davanti senza trovare alcun tipo di stabilità. Una mattina, nello specchio del bagno, una prima allucinazione prende forma pian piano, e sarà accompagnata da tante altre, finché Victor non riuscirà quasi più a distinguere tra reale e fantastico.

Quello che mi sta succedendosi articola in forma di diario/memoriale della durata di un mese che Victor scrive ad un “improbabile lettore”, spinto dalla sua psicologa Milagros, che gli propone questa terapia per cercare di trovare un ordine e fare un resoconto delle sue giornate. All’inizio Victor è scettico, non sa bene come riempirlo né cosa scrivere, ma progressivamente comincia ad aprirsi e di conseguenza arrivano anche le prime allucinazioni. Attraverso il diario di Victor, il lettore lo osserverà passare da un lavoro frustrante ad un altro ancora peggiore, vivrà con lui l’avvicinarsi della depressione, condividerà il suo senso di inadeguatezza fino al punto in cui vivrà egli stesso il delirio del protagonista.

“La realtà non è altro che un’allucinazione collettiva” (Frank Zappa)
Quello che mi sta succedendo può essere considerato come un vero e proprio manifesto di denuncia di una generazione che vive nel disagio, vede i suoi sogni e certezze frantumarsi e non riesce a trovare una soluzione concreta. Victor è un trentenne come tanti altri in questo periodo storico di “crisismo” dove tutto si giustifica in base alla crisi. Victor deve scontrarsi con il mondo che lo circonda, e si sente inadeguato, incompreso e questa sua fuga nel mondo onirico è sia una risposta che un vero e proprio grido di aiuto. Lui non vuole rassegnarsi ad essere come gli altri vogliono che lui sia, si sente diverso e non vuole scendere a compromessi.

L’opera di Miguel Brieva è molto complessa e riesce bene a contestualizzare un ambiente e una situazione familiare a molti di noi. Tratta anche temi come lo scontro generazionale (rappresentato, ad esempio, in una cena con i genitori dove risaltano subito le differenti percezioni riguardo il futuro lavoro di Victor in aeroporto), riesce a realizzare una critica arguta e (più o meno) velata alla società.
Non manca una giusta dose di umorismo, e i tanti giochi di parole sono resi in italiano grazie ad un’ottima traduzione, come l’intraperdente del titolo che no, non è un refuso. Il tratto di Miguel Brieva è molto preciso soprattutto nella creazione dei personaggi, predilige il colore nero lasciando pochi elementi colorati (in particolare con diverse sfumature di arancione e in generale solo per alcuni particolari). Alterna primi piani e disegni più prospettici e questo dona un ritmo dinamico alla narrazione. I dialoghi e testi sono molto ricchi ed articolati.

Per essere il suo esordio“lungo”, Quello che mi sta succedendo è dunque un’ottima partenza. Fa sorridere, riflettere, pensare e chiedersi a fine lettura: ma chi è che decide il confine tra sogni e realtà?
Carla De Felice
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