La Repubblica del Catch
La repubblica del Catch

Nicolas De Crecy, La repubblica del Catch. Eris Edizioni, 2016. p. 224
“La vostra debolezza è la nostra forza”
La repubblica del Catch è un graphic novel del Maestro francese Nicolas De Crecy pubblicato in Italia da Eris Edizioni con traduzione di Fay R. Ledvinka. L’anno scorso, sempre per Eris, era uscito anche Il celestiale bibendum, premiato quest’anno al Napoli Comicon con il prestigioso premio Micheluzzi per il miglior fumetto straniero.
La Repubblica del Catch rappresenta un esperimento molto interessante e particolare. Realizzato per il mercato giapponese (il fumettista francese è stato tra i pochi occidentali con questo privilegio), era stato commissionato dalla casa editrice Shueisha e pubblicato a puntate sulla rivista Ultra Jump tra l’agosto 2014 e il marzo 2015. Una sorta di manga “alla francese” insomma, che per chi ha già avuto modo di conoscere l’autore potrebbe sembrare quasi un ossimoro. Come può un universo così complesso, poetico e visionario come quello di De Crecy combinarsi a un mondo totalmente opposto geograficamente e soprattutto per temi, ritmi e azione?

La storia si svolge in una città non tanto diversa dalla New York-sur Loir de Il celestiale bibendum, senza colori ma con le stesse atmosfere, se non più inquietante. Il protagonista è Mario, un concentrato di tenerezza. È più basso di un gabinetto, ha il viso e gli occhiali tondi tondi e anche un po’ di riporto. Gestisce un negozio di pianoforti ereditato dai genitori ma non sa suonare né ha alcuna vena artistica. Ha solo un amico, un pinguino, musicista di grande talento che suona sempre per lui. È così buono e puro (non è neppure mai stato con una donna) che è difficile credere che la sua famiglia sia il potente e spietato clan mafioso al comando della Repubblica del Catch, uno stato la cui filosofia passa prima di tutto per i muscoli (e per la lotta). A causa della sua debolezza, Mario non è ben visto dai suoi parenti, in particolare dal nipotino, il più piccolo e sorprendentemente anche il più cattivo, che vorrebbe usare il suo negozio per attività ben più redditizie.

Il fatto che la trama sembri all’apparenza più diretta e immediata (rispetto al Celestiale Bibendum ad esempio) non significa di conseguenza che sia superficiale e meno profonda. Al contrario, dietro combattimenti, sparatorie, inseguimenti e colpi di scena si cela una sotto-trama politica e sociale con elementi di incredibile attualità. È proprio questa doppia chiave di lettura che rende La Repubblica del Catch un’opera davvero fantastica. Mario è la bontà incarnata, una personalità totalmente fuori luogo nel contesto in cui vive. Ha un animo romantico e poetico e sia per la sua corporatura che per la sua attitudine non riesce a condividere né ad adattarsi a valori e i punti di riferimento che la società (e la sua stessa famiglia) gli impongono. Gli altri, di conseguenza, lo considerano un debole da calpestare ed eliminare. Mario ha sempre sofferto questo senso di inferiorità e impotenza, ma poi scopre che ci sono tanti altri deboli come lui, e che la sua debolezza non è necessariamente una cosa negativa, anzi. Chi vincerà alla fine, i potenti e cattivi oppure i disagiati e deboli?

Anche se in bianco e nero e meno elaborati, i disegni restano comunque fedeli allo stile di De Crecy senza trascurare il suo amore per i particolari. Spesso sono proprio alcuni piccoli dettagli a caricare i personaggi di un’espressività disarmante (vedi Mario e il pinguino). La narrazione procede alternando momenti pieni di ritmo e azione ad altri più poetici e riflessivi intervallati da flashback per raccontare la storia e l’origine dei personaggi. C’è anche una colonna sonora, la musica suonata al pianoforte dal pinguino, che non si sente ma si percepisce, ed è addirittura un’arma potentissima.

La Repubblica del Catch è un graphic novel speciale, non saprei descriverlo altrimenti. Una lettura adatta a tutti, appassionati di fumetti, manga o meno, per divertirsi, intrattenersi, sognare ma anche riflettere. Un’opera da leggere e rileggere, in cui l’autore unisce due mondi geograficamente e concettualmente opposti con poesia e sensibilità, restando coerente al proprio universo e colpendo dritto al cuore di chi lo legge. E che vi costringerà addirittura a fermarvi ogni tanto per fare delle piccole “pause sospiro” a causa di eccessi di tenerezza. Promosso a pieni voti con menzione per il piccolo Mario.
Carla De Felice
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