Fumetti

Published on Novembre 24th, 2016 | by Simona Di Rosa

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Amore di lontano

Amore di lontano

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Martoz, Amore di lontano. Canicola edizioni, 2016 pp 274

Amore di lontano (Canicola Edizioni) è il secondo, bellissimo libro di Martoz, all’anagrafe Alessandro Martorelli, illustratore e fumettista che con Remi Tot in STUNT (MalEdizioni), lo scorso anno, ha sorpreso pubblico e critica distinguendosi come uno dei più talentuosi tra gli artisti italiani contemporanei.

Amore di lontano è una delle opere più belle che ho avuto la fortuna di conoscere da quando ho iniziato a leggere fumetti – e, probabilmente, da quando ho iniziato a leggere in generale. È un volumone di quasi 300 pagine che si legge tutto in un fiato perché, una volta cominciato, non sembra esserci nessun valido motivo per interromperne la lettura. La bellezza della narrazione, unita alla straripante potenza evocativa del disegno, crea una storia che affonda le sue radici nell’antico ma che non risulta mai inattuale, noiosa o scontata.

Oltre a Quenau, i cui Fiori blu erano di certo nella mente (e sulla scrivania) di Martoz durante la stesura della storia, un altro riferimento esplicito è nel titolo del libro. Amore di lontano è infatti il nome di un componimento miliare della storia della letteratura occidentale: l’autore è Jaufre Rudel, un poeta provenzale del XII secolo che scrive nell’epoca dell’amor cortese in Francia, antesignana del nostro Dolce Stil Novo. Nella concezione cortese la donna, vista come donna angelicata, è praticamente irraggiungibile, ma nessuno prima di Rudel si era spinto tanto. Il poeta, infatti, nel suo Amore di lontano, dichiara di amare una donna che non ha mai visto in vita sua. Una leggenda, inoltre, narra che si mise in viaggio verso l’Oriente per combattere i Mori insieme al suo re (i poeti cortesi erano innanzitutto dei cavalieri!) e per incontrare la donna amata: quando la trovò, finalmente felice, morì.

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Mostra Martoz. Credits foto: Parione9 Gallery

Ma veniamo alla storia di Martoz: Antares, cavaliere medievale in viaggio verso l’Europa orientale per sconfiggere gli Arabi nel 1147, si divide la scena con Jaf, girovago in un tempo non ben definito che ama tante donne in lungo e in largo ma non sembra essere mai completamente appagato. È nella dimensione onirica che Antares e Jaf si incontrano e scoprono in un certo senso di appartenersi e di cercare la stessa persona, la stessa redenzione. La narrazione è permeata di simbologia fin dalla copertina, sta al lettore ritrovare nelle (favolose) tavole di Martoz i segni e i simboli che anticipano ciò che verrà dopo, in un continuo gioco di rimandi. Dal punto di vista narrativo, Amore di lontano è una storia ben fatta ma a maglie non troppo strette, che lascia sempre un margine evocativo e di non detto che trova la sua realizzazione nei maestosi e multidimensionali disegni di Martoz.

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Ecco, la parte più spettacolare: i disegni. Lo stile di Martoz è molto vicino al cubismo, ma con un’attenzione quasi matematica alle forme e alle dimensioni in alcuni momenti della storia. Disegni così potenti non si ammirano tutti i giorni. Una pagina prima c’è il romanzo storico, nella pagina dopo guardiamo dal buco della serratura Jaf che ama una delle sue donne, in un susseguirsi di linee, corpi, scene in cui centinaia di cavalieri si scontrano o due corpi si uniscono in un modo che svincola il romanticismo dal pudore, e che incarna tutta la potenza fisica e sessuale dell’essere umano.

Le donne di Martoz sono tutte imponenti, gigantesche, più grandi dei loro uomini. Le sfumature del blu, del rosa, del verde e del giallo predominano su tutte le scene, di certo l’inchiostrazione e i colori rendono più vivace e accattivante il volume, ma tolgono qualcosa alle splendide matite di Martoz, che in alcune tavole si perde in ghirigori stupendi, che fanno venir voglia di un’edizione in bianco e nero, fatta di sole matite e layout.

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Amore di lontano non è una storia facile: il lettore è sempre all’angolo, deve sgomitare per capire, osservare per vedere bene. In fondo, parliamo di un’opera avanguardistica, che di certo non rappresenta la corrente principale della produzione fumettistica nostrana, ma che richiede uno sforzo maggiore del semplice leggere i testi, osservare le immagini, avere qualche nozione preliminare di narrativa e prevedere fin da subito come la storia finirà – cosa che, alla lunga, stufa.

Onore quindi a Canicola Edizioni, un’associazione culturale bolognese che da anni dà spazio alle nuove correnti fumettistiche e ai nuovi talenti italiani, proponendo titoli di alta qualità. Una casa editrice più “grande” avrebbe magari proposto il volume in una veste editoriale diversa (una copertina più rigida, magari con alette), e forse avrebbe eliminato la traduzione in inglese del testo, posta a piè di pagina; ciononostante, Amore di lontano è promosso a pieni, pienissimi voti perché regala emozioni tutt’altro che ovvie, e che vanno molto oltre la dicitura di “porno romantico” che qualcuno ha affibbiato a questa storia. Non resta che recuperare la produzione precedente di Martoz e attendere la sua prossima gemma.

Simona Di Rosa

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