Film

Published on Dicembre 14th, 2016 | by Guest

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Animali notturni – approfondimento


Regia: Tom Ford
Paese: USA
Durata: 116 Min
Genere: Drammatico, Thriller
Cast: Jake Gyllenhaal, Amy Adams, Aaron Taylor-Johnson, Michael Shannon, Isla Fisher, Armie Hammer.
Sceneggiatura: Tom Ford Fotografia: Seamus McGarvey Distribuzione: Universal Pictures
Data di uscita: 17 novembre 2016

Trama: basato sul romanzo del 1993 di Austin Wright Tony & Susan. Una gallerista affermata legge il manoscritto di un romanzo, appena finito, che le ha dedicato l’ex-marito con cui non ha contatti da 20 anni. Il libro è un thriller violento che la coinvolge subito, e in cui non fatica a ritrovare le proiezioni di sé stessa, dell’ex-marito e delle dinamiche tra loro.

 

Spesso la sera, prima di addormentarsi, la mente fantastica e viaggia in luoghi apparentemente sconosciuti, dimenticati o, ancora più spesso, evitati. Ma quando soffri di un’insonnia cronica, questo turbamento dell’anima può accadere anche alla luce del sole. E capita di notare oggetti il cui valore acquista un senso nuovo, perché l’inconscio, senza le barriere del sonno, o forse il semplice istinto di sopravvivenza, sale in superficie e ci aiuta a dare un significato a quello che succede intorno a noi.

animali notturni

Quando Susan, la protagonista femminile del film, si accorge di un quadro che aveva dimenticato di aver acquistato, raffigurante la semplice scritta revenge (vendetta), siamo già a circa tre quarti della pellicola, e l’intensa vicenda cui stiamo assistendo ci ha stordito e assorto fin dall’inizio, quando il regista Tom Ford cattura l’occhio e l’attenzione con una serie di disturbanti riprese al rallenty, perfetti “quadri” della durata di frazioni di secondo, amalgamati da una intensa colonna sonora. In pochi ipnotici minuti lo spettatore si allinea allo stato mentale di Susan e il tempo e lo spazio diventano fluidi, situazione ideale per narrare una storia nella storia che non è semplice metatesto ma proiezione vicendevole tra fiction e realtà.

Susan Morrow, gallerista di successo, dopo l’inaugurazione di una mostra personale riceve il manoscritto dell’ultimo romanzo dell’ex marito Edward. La donna attraversa una profonda crisi con l’attuale compagno e, complice la sua partenza per un viaggio di lavoro, è libera di dedicarsi alla lettura dell’opera. Dal mondo patinato e freddo del lusso e della moda, passiamo in un attimo all’America rurale del Texas, delle camice a quadri e delle lunghe traversate su strade dritte e deserte. Tony e Laura Hastings, insieme alla figlia India, viaggiano in auto verso il Texas dell’Ovest alla ricerca di un po’ di serena solitudine. L’egocentrismo di Susan qui entra subito in azione: le due donne le somigliano molto, fisicamente e in alcuni atteggiamenti che il romanziere attribuisce loro. Probabilmente proprio la familiarità con la scrittura di Edward e la conoscenza del suo carattere fanno scattare in Susan una serie di flashback sulla loro relazione, introducendo un terzo livello narrativo e permettendoci di capire che le fattezze di Tony sono le stesse di Edward, sancendo di fatto la proiezione di cui entrambi, a modo proprio, volontariamente e non, sono in balia.

animali notturni una banda di cefali

Questa proiezione caratterizza ogni elemento del romanzo di Edward, intitolato Animali Notturni. La scelta del regista in merito al montaggio rende semplice passare da un livello a un altro, dando la possibilità di sfruttare i flashback del passato e l’evoluzione del presente di Susan per capire i significati più nascosti di quanto accade nel libro. Qui, la vicenda prende da subito una piega drammatica, con il regista abile a imbastire e mantenere un livello di tensione altissimo per tutta la durata della storia. La famiglia Hastings viene aggredita da un trio di bifolchi capitanati da Ray (Aaron Taylor-Johnson), che uccidono e violentano le donne, senza che un sottomesso Tony riesca a opporre resistenza, apparendo anzi incapace di reagire. L’uomo riesce a sopravvivere e aiutato dal detective Andes (Michael Shannon) cerca giustizia.

animali notturni cefali

Nei flashback, scopriamo che la relazione tra Edward e Susan termina per l’incapacità della donna di stare al fianco di uno scrittore allora principiante – accusato di essere insicuro, inetto e debole – diventando quasi vittima di una profezia auto-avverante di stampo shakespeariano pronunciata dalla madre, cinica e disillusa. Il tutto sfocia in un tradimento con il futuro secondo marito e con l’aborto del figlio di Edward, che Susan portava in grembo. In una magistrale inquadratura di Ford, Edward sorprende la compagna con l’amante all’esterno della clinica abortista: l’abilità del regista sta nel non indugiare a lungo sull’espressione di Edward, staccando appena prima di poterla cogliere in pieno, lasciando il dubbio sull’entità della sua reazione.

Il detective Andes, nella intensa e inquietante interpretazione di Shannon, rappresenta la rabbia di Edward/Tony, il lato cattivo mai veramente esplorato per via del suo carattere pacifico e riflessivo. A ogni evoluzione dell’indagine Andes contatta Tony, che appare quasi riluttante, ancora sotto shock. Queste telefonate, alla luce del finale del film, sembrano una trasposizione dei tentativi inutili di Susan di ricontattare sporadicamente l’ex-marito nel corso degli anni dopo la rottura: Edward/Tony forse vuole provare ad andare oltre, non crogiolarsi nella rabbia e nel rancore, ma Susan costringe Edward a riaprire le vecchie ferite così come Andes spinge alla vendetta Tony: quando questa si compie, ci rendiamo conto che Andes è scomparso. Ma a questo punto, cosa sarà di Edward/Tony? Il finale delle due storie, nel libro e nella realtà, lo spiega bene.

animali notturni cefali

Anche gli assalitori guidati da Ray appaiono come i demoni che hanno distrutto il rapporto tra Edward e Susan, “violentando” e “uccidendo” quello che avrebbe potuto essere. Ray dice di sé: “Se mi accusi di essere uno stupratore, io ti stupro!”, richiamando in qualche modo l’evoluzione di Susan, pronosticata espressamente dalla madre, in cui finisce per trasformarsi. Amy Adams è bravissima a rendere fin da subito la disperazione del suo personaggio, vittima del proprio egoismo e dell’inquietudine che sfocia nel non apprezzare mai ciò che le sta attorno, finendo per trasformarla in una persona fredda e costruita.

Jake Gyllenhaal è molto credibile come Edward/Tony. Riesce a esprimere la serenità del personaggio e il suo sembrare a volte distratto, non presente, al limite dell’autismo, incapace di gestire il dramma che i personaggi devono affrontare, quasi spaventato da emozioni che non gli appartengono e che altri vorrebbero scatenare in lui, giudicandolo.

animali notturni

Michael Shannon disturba e destabilizza lo spettatore fin da subito. Diventa impossibile fare un tifo spassionato per il suo detective, troppo intensa la rabbia che sprigiona dal suo ghigno e dagli occhi enormi che risaltano nel viso duro e scavato. La sua è una presenza sempre malevola, e contribuisce a tenere alta la tensione della vicenda narrata nel libro.

Ford si dimostra abile a gestire diversi registri. L’aggressione agli Hastings è violenta ed efficace dalla prima inquadratura. L’incontro tra Edward e Susan dove sboccia l’amore è delizioso e perfettamente equilibrato, nei dialoghi e nell’interpretazione degli attori, e aumenta il disagio dello spettatore alle prese con lo stillicidio della loro relazione, corroborato dalla violenza fisica della storia nel libro. L’intera pellicola diventa un flusso che il regista sembra tenere sempre sotto controllo, senza dare tregua, rendendo impossibile predire cosa succederà volta per volta. I tre livelli narrativi confluiscono naturalmente verso il finale senza perdere in intensità ma rafforzandosi a vicenda.

Il film mostra perfettamente quale dovrebbe essere il processo creativo alla base di un buon racconto: il narratore rielabora eventi e situazioni – personali o meno – donando loro una valenza utile all’evoluzione della storia, individuando gli strumenti per capirne direzione e significato.

Il valore di questo film sta anche nel suo prestarsi a interpretazioni diverse, a volte diametralmente opposte, rimanendo coerente, garantendogli così lunga vita.

Luca Ferrara

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