Libri

Published on Gennaio 21st, 2017 | by Fabio D'Angelo

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Professione Drop-out

Luca De Pasquale, Professione Drop-Out. Homo scrivens, pp. 156

Un tempo, l’abitudine di chiedere un consulto alla rete era una mania quasi esclusivamente legata agli ipocondriaci da ultimo stadio, cioè quelli che ricorrono all’aiuto di Google con la stessa sicurezza di una persona normale che chiama il suo medico di famiglia. Oggi, invece, sostituire il consiglio del meccanico di fiducia, di uno zio o dello psichiatra con quello del più famoso tra i motori di ricerca è ormai una pratica diffusa e trasversale. Esempio: avete passato un brutto guaio o state vivendo un periodo difficile e non sapete come uscirne? Chiedete consiglio a Google e lui, se scegliete la giusta combinazione di parole, vi risponderà con il testo di Uno su mille, canzone di uno dei massimi filosofi contemporanei della felicità, Gianni Morandi. Nessuna ironia, perché questo è uno di quei pezzi capaci di distillare una serie di verità universali sul senso della vita e sulla capacità di sfidare le avversità senza perdere neanche un briciolo di dignità, che non è poca cosa. “Se sei a terra non strisciare mai” canta Gianni, e su questo punto potrebbe convergere persino uno come Aiace Pellicciotto, il protagonista di Professione Drop-out, di Luca De Pasquale (edizioni Homo Scrivens), che non chiederebbe consiglio a nessuno, figuriamoci a un motore di ricerca. Aiace appartiene alla categoria spesso trascurata di quelli che una volta superata la soglia fatidica della mezza età, proprio quando sono sul punto di iniziare a pensare a una stabilità e a una vecchiaia tranquilla, zak scatta l’imprevisto. Un attimo e li ritrovi tagliati fuori e a spasso con tutta un’esistenza da ricostruire. Fattore da non sottovalutare, visto che tra le categorie penalizzate, quella a cui appartiene il nostro Aiace Pellicciotto è sicuramente la più sfortunata: la distanza del fenomeno dei drop-out, ultraquarantenni ignorati dai temi mainstream del lavoro (pensioni e disoccupazione giovanile), che non hanno neppure un lessico adeguato per definirli. In questo senso, con Professione Drop-out,  De Pasquale colma in parte questo gap, raccontando con un linguaggio che per ferocia fa l’occhiolino a gente come Irvine Welsh, il percorso interiore del protagonista, che è estremamente lucido, cinico e arrabbiato.

Aiace, infatti, affronta la sua condizione con irriverenza. Che non significa indolenza e rassegnazione, ma rifiuto di qualunque convenzione, compromesso o ciambella di salvezza. Una lotta corpo a corpo che non contempla resa, autocommiserazioni o suicidio. L’unica eccezione che De Pasquale concede a Pellicciotto (che è anche io narrante dei racconti) e al lettore, è il cameo che dedica ad ogni capitolo ad un contrabbassista diverso. Il contrabbasso diventa quindi una zona franca della narrazione, ma anche la base su cui De Pasquale sviluppare la trama dei suoi racconti. Il risultato è una descrizione credibile del disagio e un personaggio, Aiace Pellicciotto, per cui, una volta giunti alla fine del libro, difficilmente il lettore non proverà una sincera simpatia.

Fabio D’Angelo

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Professione Drop-out Fabio D'Angelo

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3.5

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è una persona semplice: ama la pasta e patate con la provola, la pizza, il sole, il mandolino e la SSC Napoli 1926. Alla domanda “Progetti per il futuro?”, generalmente risponde: non sottovalutare le conseguenze di una parmigiana di melanzane.



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