Fumetti

Published on Febbraio 9th, 2017 | by Giorgia Recchia

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In the pines

In the pines – Erik Kriek

Erik Kriek, In the pines – 5 Murder Ballads. Eris Edizioni, 2015 pp 136

 

“In the pines, in the pines, where the sun never shines, and we shiver when the cold wind blows”

 

Sapete cos’è una “murder ballad”? Io no, o meglio, non lo sapevo fino a quando non ho letto In the pines, graphic novel dell’olandese Erik Kriek, edito in Italia da Eris Edizioni, che dello stesso autore aveva già pubblicato H.P. LovecraftDa altrove e altri racconti. L’acclamato autore, classe 1966, ha vinto il prestigioso premio Stripschapprijs 2008, uno dei massimi riconoscimenti nel mondo del fumetto olandese.

Cos’è una murder ballad ci viene spiegato nella postfazione al fumetto, del giornalista Jan Donkers: si tratta di un sottogenere della ballata nella musica popolare anglosassone prima e americana poi. Il soggetto di queste ballate è sempre un omicidio. Ciò che cambia è il punto di vista di questo omicidio: a raccontarci la storia, infatti, è la vittima, il carnefice o l’occhio esterno del narratore. In origine questo genere musicale aveva uno scopo quasi ammonitore, voleva redarguire chi ascoltava a rigar dritto, o avrebbe avuto la stessa, infelice sorte dei protagonisti della storia.

Il genere è stato riproposto, in tempi molto più recenti, da artisti del calibro di Johnny Cash, gli Okkervil River oppure Nick Cave and the Bad Seeds, di cui la famosissima hit con Kylie Minogue.

Guardiamo, ora, più da vicino il romanzo grafico di Kriek. Cinque sono le murder ballads impresse nelle pagine, cinque le storie di morte e di sangue da lui riportate. Quello che, da subito, colpisce il lettore è la scorrevolezza con cui i racconti si presentano, la linearità che li rende perfette rappresentazioni grafiche della canzone che si vuole illustrare. L’autore olandese arricchisce la narrazione di vignette “di contorno” che fanno sì che il lettore si immerga completamente nella storia, ambientata nei boschi e nei villaggi di un’America di fine ‘800 che fanno da teatro a misfatti e tradimenti da cui prendono vita i racconti e i personaggi: c’è Pretty Polly che infesta una nave alla ricerca del suo assassino, Daniel Wilkin che preferisce morire piuttosto che tradire un amore, Calbert Brown che si macchia di un omicidio per non diventare egli stesso una vittima, Nellie Kane che fa strani sogni, ed Elisa McDay che dà riparo ad ospiti poco raccomandabili.

Altra caratteristica inquietante di questa straordinaria opera è il fatto che ai protagonisti della storia non sia concesso alcuno sconto, alcuna possibilità di pentimento o di redenzione. Ad aspettarli c’è solo una morte violenta o, peggio, una vita di rimorsi. Poco importano le dinamiche del delitto o le circostanze che hanno condotto ad esso.

I disegni di Erik Kriek hanno un tratto pieno, corposo. L’artista gioca con il chiaroscuro in modo da descrivere atmosfere sinistre, che quasi presagiscono il macabro finale. A ognuna delle cinque storie è assegnato un colore predominante che verrà utilizzato assieme al bianco e al nero.

In the pines non deve essere considerato come un semplice graphic novel, né come un fumetto di accompagnamento alle murder ballads: è un’opera a sé stante, completa, che funge da anello di congiunzione tra due diverse forme artistiche. Il pubblico a cui è indirizzata è vasto e variegato: gli appassionati di fumetti, gli amanti di storie noir, i patiti della musica folk americana.

Se ne consiglia la lettura con una luce soffusa e ascoltando questa playlist come sottofondo musicale:

Giorgia Recchia

 

 

 

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