Pescabolario – Andrea Bersani – NPE Edizioni
Antonino Cannavacciuolo, il cuoco televisivo pluristellato dalla pacca sulla spalla facile, come molti di voi ben sanno, oltre che partecipare come giudice a Masterchef o salvare cucine improponibili in giro per l’Italia, ha nel suo curriculum televisivo anche un programma di quattro puntate dal titolo evocativo: ’O mare mio.
Direte voi: “bene, e quindi?”
Niente, avete presente la trasmissione? Perché le puntate iniziano sempre così: un memorabile Cannavacciuolo a bordo di peschereccio che frigge al momento e, ovviamente, mangia una quantità industriale di pesce appena pescato.
“Embè?”, ribatterete voi.
Avete ragione, però qui, per dirla semplice, è un po’ come il fatto dell’appetito che vien mangiando, ma sia chiaro, in questo caso l’interesse è dovuto esclusivamente alla curiosità.
E il punto dove volevo arrivare è proprio questo. Insomma, avete visto le puntate, vi siete fatti fregare dai movimenti ipnotici con cui lo chef governa la frittura mista, e manco foste stati vittima come Iva Zanicchi a Domenica In degli occhi di Giucas Casella, sentite l’esigenza impellente di scoprire gli elementi della frittura, ma sia Google che il pescivendolo di fiducia non riescono a soddisfare la nostra fame di conoscenza? Niente paura, perché per uscire dall’ipnosi arriva in vostro aiuto il Pescabolario di (edizione NPE). Sottotitolo: Un vero falso manuale di pesca, con tanto di lemmi, bigattini e tutto il resto.
Come suggerito dal nome, Il Pescabolario è una sorta vocabolario sulla pesca, in cui le etimologie dei termini sono sostituite da aneddoti e riflessioni sulla pesca e sulla vita in generale. Ad arricchire e rafforzare il concetto, una serie di illustrazioni niente male dello stesso Bersani.
Faccio un esempio:
Moglie
È la morosa di prima, almeno per me, e non poteva che finire così. Vi ha, mi ha, sopportato per anni tollerando benevolmente la passionaccia, e il matrimonio alfine ha coronato tanta dedizione. Da sposato continuerete a pescare con la consapevolezza che all’amo non finiscono solo i pesci, rinnovando così il rispetto, sempre avuto, nei loro confronti. Amo i pesci e mia moglie: poteva finire diversamente?
Il Pescabolario è uno di quei volumi curatissimi che sono belli da tenere nella propria libreria. Ma, al netto della forza estetica, a rendere interessante questo libro illustrato è soprattutto la funzione pedagogica del vocabolario. E affermare questo, per quelli della mia generazione, non è una cosa da poco. È un po’ come ammettere, a malincuore, che aveva ragione la maestra quando ci diceva che il nostro migliore amico non era il pallone di Holly Hutton, ma il vocabolario in tutte le sue forme: una delle poche cose che quando noi abbiamo bisogno, lui c’è. Sempre.
E te ne accorgi quando seguendo il percorso alfabetico (dalla A di Amo alla Z di Zanzara) proposto da Bersani, ti ritroverai catapultato in modo semplice, divertente e spassoso proprio lì dove nasce e si nasconde la passione profonda del pescatore. Che per un cefalo è un fatto niente male. E qui non per citare Sun Tzu e l’Arte della Guerra, ma date le condizioni, pare a tutti alquanto evidente il fatto che se conosci il nemico come te stesso, la tua probabilità di scansare gli ami della vita ed evitare qualunque trucco da pescatore è molto alta.
Fabio D’Angelo
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