L’uomo in blu
La cosa che più colpisce di L’uomo in blu di Alessandro Mazzarelli è la verità che racconta. Nell’epoca del “so’ tutti uguali”, Mazzarelli ci svela che nella stanza dei bottoni, nei centri di poteri, in fin dei conti non ci sono alieni o mostri ma uomini in carne e ossa – con i loro errori, i loro sentimenti, le loro debolezze, ma anche di talento e desiderosi di cambiare le cose. L’uomo in blu è un romanzo che oltre a svelare una realtà molto spesso nascosta e arroccata – quella del dietro le quinte dell’attività politica – si trasforma, andando avanti con la lettura, in un testo che parla di relazioni umane, delle conseguenze che può avere la dedizione al lavoro sui sentimenti e sulla vita di coppia, e di amore (tanto amore: per le persone, per gli oggetti, per gli ideali); ma diventa soprattutto una riflessione sul rapporto tra uomo e potere, e su come questo potere possa intaccare tutti, nessuno escluso, indifferentemente e involontariamente, in modo positivo e/o negativo. Un libro importante, in un momento storico in cui la distanza tra centro del potere e cittadini si fa sempre più enorme, non senza la responsabilità dell’“uomo comune” che, animato da un ingenuo complottismo infetto, vuole prendere le distanze proprio da questo potere, quasi lo rifiuta, perché ci siamo messi in testa che il “potere” – virgolettato perché in questa parola ormai ci ficchiamo tutto – è il male che ci affligge, il nemico da abbattere, ed è tutto in mano ad alieni che sono scesi in Terra per colonizzare il nostro pianeta, i “cattivi”, insomma, mentre noi vittime siamo sempre dalla parte giusta, dalla parte dei “buoni”, senza renderci conto che la vita vera è ovunque e in quell’ovunque ci sono solo e soltanto le persone, persone come noi.
Posizione:
Linea FL1 Orte/Fara Sabina-Fiumicino, tratto Roma Tuscolana-Roma Trastevere a/r. Spesso in piedi.
Raffaele Mozzillo




