Il cefalo ripescato

Published on settembre 8th, 2018 | by Francesco Papadia

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Crash Of Rhinos – Distal e Knots

Per la rubrica “Il cefalo ripescato” stavolta non dobbiamo fare grandi salti indietro nel tempo, ci fermeremo al 2011.
Oggi vi racconto la discografia completa dei Crash Of Rhinos, band Emo inglese sconosciuta a molti.

Una folta schiera di persone, quando sente band Emo, automaticamente pensa a ciuffoni lunghi, trucco pesante, piercing a profusione e ragazzine in lacrime con lo smalto nero scheggiato. Non sto parlando di quella Emo, costola del punk californiano e del pop, ma della musica Emo che ha origine dalla scena post-hardcore di Washington e che dalla fine degli anni ottanta ha avuto un’evoluzione e una produzione costante fino a oggi ma sempre sottotraccia.

Crash Of Rhinos

I ciuffonissimi Crash Of Rhinos

La formazione dei Crash of Rhinos è bizzarra: cinque voci, due chitarre, due bassi e  batteria. L’impatto sonoro è devastante, il cantato è un coro da stadio seduto su un muro di suono e chi segue il calcio (io no) sa che nessuno batte gli inglesi a cori da stadio.

La struttura delle canzoni è veloce e tendente all’entropia, la batteria è ipercinetica, accostando allo stile emo una fortissima influenza math. Raccontandolo così sembrerebbe un gran casino, invece non c’è niente lasciato al caso, ogni nota è al posto giusto, sempre.

Distal del 2011 è il perfetto connubio di questo incontro di stili, sette tracce mozzafiato che costruiscono una montagna russa fatta di salite, discese e brusche frenate, lunghe sezioni strumentali quasi a voler sconfinare nel post-rock, tutto questo senza mai abbandonare morbide linee melodiche che si incastrano perfettamente nel frastuono generale.

Senza analizzare tutte le tracce, perché voglio lasciarvi la curiosità, dirò solo che Stiltwalker ha una degli intermezzi/chiusura più belli degli ultimi dieci anni e che amo cantare Lifewood a squarciagola coi finestrini dell’auto abbassati.

Dopo un tour europeo (stupendo) i Crash Of Rhinos tornano in studio e nel 2013 esce Knots. I cambiamenti rispetto a Distal sono pochi ma si fanno sentire. La produzione è più incisiva e si perde l’aspetto punk che aveva l’album precedente. Anche il cantato cambia, la curva degli hooligans si divide, lasciando davanti una voce protagonista (tra le cinque disponibili) e le altre quattro dietro.

Nessuno di questi è un reale difetto, Knots è un disco maturo, complesso, potente come nella bellissima Sum of all parts o intimo e doloroso nella spiazzante Lean Out.

I Crash Of Rhinos si scioglieranno un anno dopo l’uscita di Knots per motivi che non sappiamo. Ci rimangono due capolavori di musica emo e la speranza che magari i cinque casinari di Derby abbiano di nuovo voglia di fare musica insieme. Recuperateli perché meritano di uscire dalla bolla indie in cui sono nati, cresciuti, maturati e ingiustamente dimenticati.

Distal Tracklist:

1. Big Sea
2. Stiltwalker
3. Wide Awake
4. Lifewood
5. Gold on red
6. Closure
7. Asleep

Knots Tracklist:

1.Luck has a name
2.Opener
3.Everything is
4.Interiors
5.Sum of all parts
6.The reason i took so long
7.Impasses
8.Mannheim
9.Standards & Practice
10.Lean out
11.Speeds of Ocean Greyhounds

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