The night comes for us
Anno: 2018
Regia: Timo Tjahjanto
Genere: Azione
Interpreti: Joe Taslim, Iko Uwais, Julie Estelle
Durata: 121 minuti
Il ventunesimo secolo ha visto il sud-est asiatico imporsi con prepotenza nel mondo dei film d’azione. Negli ultimi anni Thailandia e Indonesia hanno sfornato alcuni dei migliori action del secolo. The night comes for us (TNCFU da ora in poi) è un film che avrebbe dovuto vedere la luce quattro anni fa.
Quando Gareth Evans girò The Raid nel 2011, oltre a rendere Iko Uwais una star mondiale, prese sotto la sua ala protettiva Timo Tjahjanto mostrandogli la via da seguire. La produzione di TNCFU si interruppe però sul nascere perché Tjahjanto adattò la sceneggiatura prima in un graphic novel e solo successivamente lo farà diventare un film.
La trama è la più classica che ci sia: un gangster affiliato alla Triade, Ito, risparmia una bambina da un massacro ordinato dalla Triade stessa. Poiché la sportività e la compassione non sono aggettivi che accompagnano le mafie, il resto della trama la lascio immaginare a voi.
Gli ingredienti per la buona riuscita di un film action sono: il protagonista, l’antagonista e i boss intermedi, il tutto condito da un po’ di sospensione dell’incredulità. Basta sbagliare il dosaggio di uno di questi ingredienti e il piatto è da buttare.
Joe Taslim, il fiero capitano in The Raid, è Ito, l’inossidabile protagonista divorato dai sensi di colpa; gigante al centro della scena, brutale nei combattimenti. Oltre alla fisicità, in combattimento Taslim fa molto uso dell’ambiente circostante rendendo protagonista l’intera scenografia.
Iko Uwais è Arian, per la prima volta non veste i panni del bravo ragazzo ma quelli dell’invidioso amico/nemico/wild card. È un peccato che Tjahjanto lo sfrutti poco, Uwais è un attore/atleta incredibile, che Evans ha saputo portare al massimo con The Raid (personalmente lo avrei fatto combattere almeno il triplo).
I comprimari sono a dir poco perfetti, sia la sgangherata banda di Ito, in cui spicca Zack Lee con una performance incredibile, che le spietate killer Alma ed Elena, che hanno carisma da vendere e si fanno amare da subito.

Se vi trovate queste due davanti sappiate che non vi resta molto da vivere
Una menzione a parte la merita Julie Estelle che, nella parte del deus ex machina dal telegrafico nome The Operator, aiuterà il protagonista a risolvere (?) la situazione e a pitturare le pareti di rosso.
Il rosso è forse il vero protagonista del film. In TNCFU non c’è eleganza, l’arte marziale è uno spietato mezzo di morte, fratture scomposte, mutilazioni e chi più ne ha più ne metta. La trama versa sangue dall’inizio alla fine senza interrompersi mai, un fiume in piena di rimorsi e rimpianti che trascina dentro tutto e tutti.
La ricetta di TNCFU è buona ma con un retrogusto un po’ amaro. La regia segue vari cliché del genere: belle inquadrature dall’alto, piani sequenza coreografici, sparatorie nei garage, ma quando prova a inserire qualche elemento virtuoso perde il punto e il risultato è piuttosto grottesco.
The night comes for us è un ottimo action movie, chi vuole il sangue lo avrà, chi vuole le botte le avrà, chi vuole un film con una trama ricercata e piena di sviluppi si guardi Incendies di Denis Villeneuve.
Un mio ultimo suggerimento è quello di prendere coraggio e di vedere il film in lingua originale ed evitare il doppiaggio da telenovela che di fatto elimina quasi del tutto i rumori di fondo rendendo posticcia l’esperienza generale.

Chi mena per primo mena due volte!
Francesco Papadia
Summary:



