Luce
Grace è una prostituta. La sua è una vita già lastricata di sofferenza ma, come se non bastasse, la ragazza ha anche dei gravi problemi psicologici in seguito a un forte shock subito da bambina. Convive, infatti, con delle voci che sente nella testa che la mortificano, la denigrano, la spingono all’autocommiserazione. Per poterle zittire almeno per un po’ Grace ha bisogno di droghe che deve procurarsi da un pusher di nome Billy.
Deve anche cercare di sfuggire al suo protettore, Dante, che la considera nient’altro che un oggetto di sua proprietà. Questa è, in breve, la trama di Luce, il nuovo graphic novel di Simone Prisco edito da Douglas Edizioni e di cui vi scriviamo in anteprima. L’autore stesso ci ha raccontato di avere buttato giù lo storyboard in una sola notte.
Rispetto ai suoi lavori precedenti, Prisco ha scelto di dare a Luce un taglio decisamente più cupo, sia dal punto di vista narrativo che dal punto di vista grafico. I personaggi rappresentano la personificazione delle miserie umane: la protagonista è una ragazza fragile, già ferita dalla vita nonostante la giovane età, senza alcuna prospettiva di un futuro diverso, che possa riservarle qualcosa di buono.
Lo si intuisce già dalle prime tavole, in cui la troviamo in compagnia di un cliente che manifesta di provare dei sentimenti profondi ma al quale Grace non vuole legarsi perché non si sente degna. Gli altri personaggi, come Billy e Dante sono dannati, hanno dedicato la propria vita alla dissolutezza e alla criminalità e trascinano Grace in questa spirale di disperazione da cui è sempre più difficile uscire.

Non si pensi, però, che Luce sia un fumetto in cui non sia presente un tentativo di redenzione, un riscatto per la protagonista. In un’ambientazione a metà fra l’onirico e il gotico, Prisco scava nella storia di Grace, svelando dettagli delle sue vicende passate e presenti e restituendole, pian piano, la sua vita, della quale non era più padrona, riportandola, come ci suggerisce il titolo dell’opera, alla luce.

Con Luce Simone Prisco si discosta nettamente anche da tutti i suoi graphic novel precedenti. Il tratto dei suoi disegni è sempre lo stesso, ma la sua tavolozza cambia completamente.
Se nel precedente , infatti, l’artista aveva dato libero sfogo a tonalità pastello, in questo nuovo lavoro viene data precedenza a tinte cupe, come il nero e il verde scuro, che si contrappongono a tinte più chiare come il giallo e l’arancio. Il risultato dà vita a tavole molto forti, che suscitano emozioni contrastanti in chi guarda.
Giorgia Recchia
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