Ti chiamo domani, o forse no?
(Mai) fidarsi degli sconosciuti
“Non conosco la tua storia, ma mi sa che se c’hai avuto voglia di scappare non va proprio bene, eh.”
Per una serie di meccanismi inspiegabili della nostra mente, alcune volte è più facile aprirsi e parlare in onestà con chi non ci conosce che con chi ci sta intorno. Perciò può capitare che persone del tutto sconosciute ci aiutino a trovare risposte su noi stessi che cercavamo da tempo. Sono sicura che per molti (me compresa), almeno una volta nella vita, un incontro casuale si sia tramutato in una folgorazione o una svolta sulla propria esistenza. Proprio come nel caso di Chiara, la giovane protagonista di Ti chiamo domani, il primo graphic novel da autrice unica della fumettista romana Rita Petruccioli pubblicato a maggio da Bao Publishing in un bel cartonato a colori.

Rita Petruccioli, Ti chiamo domani, Bao Publishing
La storia
Qualche mese dopo la fine del suo Erasmus a Tolosa, Chiara decide di ritornare per qualche giorno in Francia per rivedere gli amici e respirare quell’aria di libertà, svago e indipendenza che le sembra svanita da quando è tornata a vivere con i genitori a Roma. Nel viaggio di ritorno in Italia, Chiara approfitta di un particolare servizio di car-sharing (che in questo caso potremmo chiamare tir-sharing) e trova un passaggio con Daniele, un camionista che lavora per Borghetti, la ditta di suo padre (il cui logo, spesso visibile sui camion, è stato realizzato dal collega fumettista LRNZ).

Daniele e Chiara
Daniele e Chiara sono due persona totalmente diverse: lui è molto più grande di lei ed è un tipo taciturno, riservato e misterioso mentre lei, oltre ad essere più giovane, è molto più espansiva e comunicativa. Ad un primo impatto, Daniele potrebbe anche risultare a tratti inquietante e Chiara snervante per questa sua apparente esuberanza. Eppure, nonostante siano pressoché due sconosciuti, Daniele e Chiara si troveranno a trascorrere insieme due giornate di viaggio e, tra chiacchiere, racconti e flashback, tra i due si instaurerà un dialogo profondo e speciale, che li porterà a prendere decisioni importanti sul proprio futuro.

Il deserto dei Tartari
Durante il viaggio Chiara sta leggendo non a caso Il deserto dei Tartari di Dino Buzzati. Questo romanzo diventa subito una sorte di espediente letterario per creare parallelismi tra i protagonisti del fumetto e quelli del romanzo. Drogo, il protagonista di Buzzati, finisce, suo malgrado, per rifugiarsi nella fortezza, mentre i personaggi del nostro fumetto sono entrambi prigionieri di una fortezza metaforica interiore da cui non riescono a trovare il coraggio per uscire.

I disegni
Prima di essere fumettista, Rita Petruccioli è una bravissima illustratrice e il suo stile grafico dal tratto minimale ed essenziale è ben riconoscibile anche qui. Con semplicità e aiutata anche dalla palette dei colori, l’artista riesce a raccontare e mostrare ogni tipo di emozione sul volto dei personaggi, efficaci ed intense anche nelle pagine prive di dialogo.

Conclusioni
Ti chiamo domani di Rita Petruccioli è un fumetto delicato sia dal punto di vista narrativo che grafico. Una lettura che non si esaurisce una volta conclusa, ma che lascia nel lettore una serie di spunti e riflessioni sulla propria vita e sul futuro. Spesso non ci rendiamo conto che siamo noi stessi ad auto-imprigionarci in situazioni che ci fanno stare male e fuggire dalle fortezze interiori che ci paralizzano e dare una svolta alla propria vita è più semplice di quel che sembra, bisogna solo avere il coraggio di fare il primo passo.
Carla De Felice

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