Fumetti

Published on Ottobre 24th, 2019 | by Andrea Ravasio

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Gli anni migliori & Sospeso: adolescenze asimmetriche

“Brutta roba, l’adolescenza, eh?”
“Ma no, dai… in fondo è stata divertente…”
“Parla per te”

Ecco, questo è grosso modo il dialogo che avremmo se i protagonisti di Gli anni migliori e Sospeso si incontrassero.
Due graphic novel targate Tunué che parlano dello stesso argomento: l’adolescenza, appunto.
Vista ovviamente dalla parte non dei fighi, ma degli sfigati. Una categoria in cui molti di noi si riconosceranno, credo. Dai, su, non vi offendete… se siete lettori abituali di fumetti, è molto probabile che non siate (o non siate stati) i quarterback e le cheerleader della vostra scuola. Quasi un dato di fatto.

Adolescenza, dicevamo, è il tema.
L’adolescenza dei bulli, delle amicizie, dei primi amori, dei desideri segreti, della voglia di trovare il proprio posto nel mondo.
Ma le somiglianze finiscono qui: i due fumetti, infatti, parlano dello stesso argomento ma guardando le facce opposte della medaglia.

Da un lato, in Gli anni migliori, Stefano Casini (Nathan Never, Di altre storie e di altri eroi) affronta l’adolescenza serena e spensierata di Max e Saverio, due amici che vivono in un generico paesino toscano negli anni delle lotte sindacali e dei movimenti studenteschi. Che però restano giusto sullo sfondo, incorniciando le giornate di un’estate fatta di avventure in discoteca, giri in motorino, invidia per quelli più “fighi” ma soprattutto più grandi e di amori inconfessati. Più che un racconto con inizio e fine, una panoramica sfumata attraverso la lente nostalgica del ricordo, che dimentica con un sorrisetto le angosce di quegli anni a favore invece dei momenti belli. A dare questo effetto contribuiscono anche i toni caldi e delicati delle vignette, con una netta prevalenza di un color rosa chiaro – seppia che ricorda molto quello delle vecchie foto.

Dall’altro lato, invece, Giorgio Salati e Armin Barducci in Sospeso, l’adolescenza la riprendono dal vivo. Quella di Martino e Pasquale, per l’esattezza. Qui, altro che sguardo nostalgico: i disegni dal tratto più “underground” e i colori decisamente più freddi ci catapultano dritti in mezzo ai turbamenti di un ragazzino dei giorni nostri che non riesce a ritagliarsi il proprio spazio vitale, schiacciato tra ragazzi grandi che lo bullizzano, genitori piuttosto assenti e la cotta per una compagna che comincia già a sembrare adulta e che in realtà ne approfitta candidamente per avere i compiti fatti.

L’unico rifugio di Marty è il walkman (i vari capitoli hanno una vera e propria colonna sonora consigliata), il quale diventerà anche l’inaspettata arma della sua rivincita. Ma la parabola sarà tutt’altro che ascendente. Anzi. E mi fermo qui, per non rovinare il gusto della lettura.

Gli anni migliori & Sospeso

Adolescenti, insomma, lo siamo stati tutti. Qualcuno spadroneggiava (e non sarà qui a leggere fumetti, nel 99% dei casi), noi altri ci si arrangiava. A qualcuno è andata tutto sommato bene, a qualcun altro sarà andata peggio.
Gli anni migliori e Sospeso ci restituiscono due sguardi diametralmente opposti, dovuti anche alla scelta di parlare l’uno del passato, l’altro del presente, abbracciando così da entrambi i lati una delle fasi più complicate della nostra esistenza.
E voi, siete più Max o più Marty?

Andrea Ravasio

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