Doom Patrol – al mio segnale, scatenate l’inferno
| Titolo: Doom Patrol
Ideatore: Jeremy Carver Genere: azione, avventura, fantascienza, drammatico, supereroi Durata: 44′- 58′ a puntata Lingua originale: inglese Stagioni: 1 Episodi: 15 Cast: Diane Guerrero, April Bowlby, Joivan Wade,Alan Tudyk, Matt Bomer, Brendan Fraser, Timothy Dalton. Distribuzione: Amazon Prime Video Prima Tv: 7 ottobre 2019 |
A volte ti capitano per le mani fumetti o serie TV in cui sembra che la parola d’ordine data agli sceneggiatori sia “fate un po’ il cazzo che volete”. E raramente si resta delusi.
È il caso, per fare un paio di esempi, di serie come Dirk Gently o Happy!, ed è anche il caso, passando da Netflix a Prime Video, di Doom Patrol, nuova serie supereroistica di casa DC, approdata in Italia verso la fine dello scorso anno.
Oddio… “supereroistica” si fa per dire.
Doom Patrol racconta le vicende di quattro persone dotate di abilità speciali, radunate in una villa e addestrate da un uomo in carrozzella.

Se il paragone con i marvelliani X-Men è immediato, le somiglianze si fermano qui. Doom Patrol, infatti, porta all’estremo il concetto di emarginazione che è tema portante anche degli X-Men. I quattro protagonisti, più che superpoteri, hanno maledizioni di cui farebbero volentieri a meno: Jane è una ragazzina instabile con 64 personalità diverse, Cliff un ex pilota Nascar ridotto a un cervello inserito in un robot tecnologico quanto una stufa di ghisa, Rita una diva dei film anni ’50 con la tendenza a diventare un blob mostruoso e Larry un pilota di caccia scampato (non in formissima) a un rogo grazie a un simbionte alieno fatto di energia negativa.
I membri della Doom Patrol, insomma, non hanno voglia di aiutare nessuno se non se stessi e, quando finalmente provano a darsi da fare, combinano più guai che altro. Così, il concetto di squadra di supereroi viene capovolto e l’attenzione, invece di andare verso le minacce che arrivano da fuori, si concentra sui problemi che arrivano dall’interno (letteralmente, nel caso di Jane e Larry).
A questo si aggiungono poi una carrellata di diavolerie, personaggi fuori di testa e situazioni improbabili che non voglio spoilerarvi nemmeno un po’ perché sono una più gustosa dell’altra.

Rispettando comunque l’origine fumettistica, a fare da collante alle vicende dei vari episodi sono anche le macchinazioni del supercattivo di turno, il misterioso Mr. Nobody, che convince pur nella sua natura peculiare di… narratore!

Follie del genere di Doom Patrol sono di quelle che vanno amate o detestate, ma sicuramente non prese troppo sul serio.
Giusto un’ultima avvertenza sulla media elevata di un intestino sviscerato a puntata, dopodiché decidete voi. Comunque vada, Doom Patrol non vi lascerà indifferenti.
Andrea Ravasio



