Libri libro di emma

Published on Marzo 17th, 2020 | by Simona Di Rosa

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Il libro di Emma: la storia di Emma Reyes in ventitré lettere

il libro di emma

Emma Reyes, Il libro di Emma, Edizioni Sur


Ripubblicate da Edizioni Sur con il nuovo titolo Il libro di Emma (quello originale era “Non sapevamo giocare a niente“), le epistole che la pittrice colombiana invia all’amico Germàn Arciniegas dal 1969 al 1997 raccontano l’infanzia traumatica e singolare di Emma Reyes, una delle artiste sudamericane più importanti di tutti i tempi.

Con la prefazione di Teresa Ciabatti, il libro segue la piccola Emma da quando aveva meno di cinque anni fino alla fine dell’adolescenza, attraverso mille peripezie, cambiamenti di rotta e continui traumi. Emma e la sorella Helena, figlie di una relazione illecita, non sanno cosa vogliano dire una mamma e un papà. Durante la loro infanzia vengono cresciute da diverse matrigne e soprattutto dalla signorina Marìa, che a un certo punto sceglie di abbandonarle. I primi anni di vita sono ricordati da Emma nelle lettere iniziali inviate a Germàn: è la miseria e la quasi mancanza di rapporti affettivi il trait d’union delle prime epistole, dove non si gioca mai e quindi tutto diventa gioco, dalle palle con il fango in discarica a un incendio che divampa nella città.

La volontà costante di Emma è quella di vivere in una famiglia normale, nonostante il fatto di non averne coscienza perché non ne ha mai avuto esperienza. L’anaffettività della signorina Marìa viene compensata dalla presenza della serva Betzabè e dalle cure verso il Bambino, fino allo sgretolarsi di questo focolaio anomalo ma più o meno simile a una famiglia vera. Le porte chiuse a chiave, la solitudine e l’abbandono diventano la normalità per Helena ed Emma, anche quando attraversano un lungo viaggio e vengono portate all’interno di un convento di clausura.

Ed è lì, tra le mura alte del chiostro, le statue delle Madonne e i battenti chiusi con cento lucchetti, che Emma trascorre più di dieci anni della sua vita; il convento è uno spazio dove la protagonista e la sorella vivono separate dal “mondo”, immaginando una sola vita che inizia dal convento e finisce nel regno dei cieli.

In ogni suora Emma rivede le madri e le matrigne, le storture e i pregiudizi del mondo, lo specchio di una società rigida e immutabile, per certi aspetti il suo futuro, che sarà invece dinamico e ricco di incontri ed esperienze. Ed è proprio al convento, nel lavoro incessante delle più di cento bambine che si pagano così la gloria di Dio, che Emma impara l’arte del ricamo fino a confezionare un regalo per il Papa. Quella stessa arte che applica nelle sue opere d’arte in un momento diverso della sua vita, quando nei salotti di Parigi conoscerà i più grandi della sua epoca.

In questa sua continua ricerca ed evoluzione nonostante la miseria, Emma Reyes racconta la sua storia a diversi decenni da quando i fatti sono avvenuti; ciononostante il ricordo delle sensazioni e degli eventi è vivido, e viene raccontato senza pietismi verso la bambina che fu, con delicatezza e rigore, aprendo tutte quelle porte che altri volevano tenere sbarrate grazie a una voce nostalgica, autoironica e tenera insieme.

Simona Di Rosa

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