Locke & Key – Consumarsi preferibilmente entro la quarantena
| Ideatore: Chris Ryall Genere: Horror, fantasy-drama Durata: 50’-60’ (a episodio) Lingua originale: inglese Stagioni: 1 Episodi: 10 puntate Cast: Darby Stanchfield, Connor Jessup, Emilia Jones, Jackson Robert Scott, Petrice Jones Produzione: Netflix Prima Tv: 7 Febbraio 2020 |
Durante la quarantena, dicono, si possono fare tante cose: ascoltare musica, leggere un buon libro (stando chiaramente attenti all’effettiva bontà del suddetto altrimenti non vale e non possiamo postare le righe più cariche di significato sui social), rallentare i nostri ritmi quotidiani, e, ovviamente, guardare la TV. Film e serie da recuperare, in primis, perché le vite frenetiche che vivevamo tutti prima di questo periodo ci hanno inevitabilmente lasciati indietro, costretti a rispondere all’amico informato, durante la birretta del venerdì che oggi ci sembra un lusso: “no, non l’ho ancora visto, me lo consigli?” e ritrovandosi a rimpiangere i momenti in cui avevamo tanto tempo da trascorrere per seguire tutti gli aggiornamenti delle serie più chiacchierate.
Ebbene, oggi voglio consigliarvi una serie perfetta per la quarantena, ed è una serie perfetta per due motivi: innanzitutto è tratta da un fumetto; il secondo è che NON è per niente una serie bella, ma è perfetta per il bingewatching a cui, volenti o nolenti, siamo quasi forzati.

These keys, they’re our legacy.
Cominciamo dal primo motivo: l’autore del graphic novel è Joe Hill, nome d’arte di Joseph King, figlio di Stephen. La serie di fumetti, cominciata nel 2008 e proseguita fino al 2013, ha avuto un gran successo nel mondo degli amanti del genere horror-fantasy, che ne ha apprezzato lo stile crudo e le atmosfere dark. Se deciderete di interessarvi alla faccenda, potreste decidere di andare a leggere le recensioni della serie da parte di chi i fumetti li ha letti, come ho fatto anche io.
Se però vi interessa il parere di una persona che non conosceva i fumetti, ha letto le recensioni e solo dopo ha deciso di guardare la serie, fidatevi di me: in un qualunque altro momento non avrei mai proseguito nella visione, ma in questi giorni ho deciso di farlo e non me ne sono pentita.

The reason why she doesn’t remember is because she’s a grown up. That’s how this stuff always works. Only kids can get into Narnia.
Il secondo motivo per cui è una serie che cade a fagiolo in questi giorni dipende dalla congiuntura di eventi che stiamo vivendo: appena è uscita su Netflix, a inizio febbraio 2020, mi ha incuriosito, forse anche in virtù del fatto che mi era piaciuta molto The Haunting of Hill House, con cui Locke & Key condivide il produttore esecutivo. Mi sono fatta incuriosire dal trailer, poi ho letto qualche recensione, e ho pensato “meh”.
Questo perché, soprattutto le recensioni scritte da persone che conoscevano la storia, tendono a stroncare Locke & Key, e tutte per gli stessi motivi: la serie non ricalca i toni e lo stile del fumetto, la storia risulta spolpata di quella crudezza – oltre a presentare una serie di falle nella trama che ci sottopone spesso a spiegoni espliciti o meno – e acquisisce, di contro, un mood da teen drama, e quando al genere horror fantasy ci applichi il teen drama schizza fuori violentemente dal nostro cervello il trauma che credevamo superato di tutta la serie di Final Destination o di perle come Trappola in fondo al mare e compagnia bella.
Insomma, questa specifica combinazione tira fuori tutto quello che, per fortuna, sembra morto e sepolto degli anni ’90. Ma allora, direte voi, perché vi sto consigliando di guardare questa serie? Ottima domanda.

It’s okay to lose yourself in this, just as long as you can find yourself again.
Entrando nel merito della storia, la serie parla di una famiglia sconvolta da un lutto che decide di trasferirsi in una casa, la classica casa che fa paura. Tra i membri della famiglia c’è l’immancabile figlio piccolo più sveglio degli altri, la mamma distratta, i fratelli adolescenti che ci trasportano al liceo con le loro sfide quotidiane tra armadietti, allenamenti sportivi e lunghi momenti di socialità in abiti colorati, che è praticamente, ormai, la firma di tutte le produzioni Netflix.
La storia del quotidiano si intreccia alla storia della casa, alle chiavi magiche che i personaggi trovano, ai mostri, ai fantasmi, ai ricordi di un passato nascosto, al coraggio dei più piccoli e alle paure dei più grandi.
La serie, insomma, si basa sì su una storia complessa perché tratta da un ciclo di fumetti tutt’altro che banale – è inevitabile che saranno prodotte nuove serie, la notizia non è ufficiale ma la produzione è già al lavoro – ma anche se complessa, infarcita di elementi che conosciamo benissimo, estremamente familiari.
Io non so se vi piacerà la serie, non ci metto la mano sul fuoco come mi è successo più volte con altre recensioni: so però per certo che durante una quarantena, poche cose da fare siano più piacevoli del bingewatching, e per fare bingewatching spesso è necessario incollarsi a un prodotto di puro intrattenimento, interessante ma non troppo, bello ma non troppo, divertente ma non troppo.
So, anche questo per certo, che i produttori della serie – sempre se non saranno bloccate tutte le attività degli studios anche negli USA, ipotesi non troppo remota – stanno già raccogliendo feedback del pubblico di fedelissimi, a tratti spaesato e non troppo entusiasta del risultato della serie. Da questi feedback potrebbero emergere drastiche modifiche dello stile e del mood, facendo cambiare idea persino ai fan più esigenti.
In attesa del grande boom, non facciamoci trovare impreparati: il vero seriofilo guarda le cose prima che piacciano a tutti.
Perché guardare Locke & Key?
Perché gli attori sono tutti belli, perché ho bisogno di fare bingewatching, perché tra trama e stile scelgo sempre la trama, perché non ho nient’altro da fare, perché se mi consigli una serie dicendo che non è niente di che devo per forza seguire il consiglio.
Perché non guardare Locke & Key?
Perché ho paura degli horror, perché ho ancora più paura del teen drama, perché i personaggi delle serie Netflix sono tutti vestiti come nei cataloghi di Forever21, perché sono uno di quelli che ha letto i fumetti, perché non è prevista la Boobs Key.
Noemi Borghese
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