Elder – Reflection of a Floating World
Lo stoner è uno dei generi più ricchi di sfumature che esistano. Sotto questa etichetta vengono catalogate band che non hanno niente in comune tra loro. Si passa da quelle che omaggiano i Black Sabbath, a quelle che invece hanno un suono più southern; ci sono band con la voce sporca, con la voce pulita, psichedeliche o con influenze progressive.
Gli Elder hanno attraversato più o meno tutti questi passaggi.
A giugno è uscito il loro quarto lavoro in studio: Reflection of a Floating World, un disco sontuoso, nella struttura e nei suoni.
Partiti da sonorità che li avvicinavano alla scena doom e smussando i dettagli negli anni, gli Elder si presentano oggi con un disco che li avvicina ai lavori di band più conosciute come i Mastodon (anche se nel frattempo ce li siamo persi per strada).
Reflection of a Floating World è il disco della maturità, dove la ricerca compositiva è protagonista. Gli Elder ci portano in questo oscuro mondo fluttuante e lo fanno a suon di riff giganteschi.
Il disco è composto da sei tracce, che riescono ad avvolgerci con la loro lunghezza e a rendere più evocativo il cantato lontano, laconico, mistico, decisamente sabbathiano.
Sanctuary apre il disco, e lo fa con un fantastico riff che richiama i Tool, per poi regalarci dei passaggi melodici in cui la chitarra diventa étoile e danza tra i cambi di dinamica fino al finale pirotecnico.
The falling veil è il pezzo più melodico del disco, condito da tastiere che aggiungono epicità alla parte centrale, la stessa epicità viene spinta al massimo in Staving off truth dove gli Elder giocano con le dinamiche per ottenere aperture favolose, che troviamo anche nella poderosa Blind.
La seconda parte del disco si chiude a riccio e tutto diventa più cupo. Sonntag cambia completamente il tono dell’album, la chitarra si affievolisce, il suono è acido e disturbante.
A chiudere ci pensa Thousand Hands che per la struttura ricorda Sanctuary, dando al disco una composizione semicircolare.
Reflection of a Floating World è un disco solido, corposo; la lunghezza delle tracce, e dell’album, potrebbe scoraggiare gli ascoltatori meno navigati, tuttavia ci troviamo di fronte un macigno che conferma la potenza compositiva degli Elder, ormai diventati una certezza nel genere e una band sempre degna di attenzione.
Tracklist:
1.Sanctuary
2.The Falling Veil
3.Staving Off Truth
4.Blind
5.Sonntag
6.Thousand Hands
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