Musica

Published on Luglio 18th, 2019 | by Francesco Papadia

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Torche – Admission

I Torche sono una band americana nata intorno al 2005, Admission è il loro quinto album in studio e presenta molte novità per stile e composizione. Originari di Miami, i Torche hanno attirato l’attenzione di pubblico e critica nel 2008 con il bellissimo album Meanhandertal e con il successivo Harmonicraft.

Lo stile dei Torche è una contaminazione che unisce sludge, stoner e punk. I suoni sono sporchi e grezzi, il cantato è pulito, molto riverberato e la struttura dei pezzi è spesso breve se paragonata a quella di altri gruppi sludge che superano abbondantemente i dieci minuti.

Admission è il secondo album che esce per la Relapse records, etichetta che nel precedente Restarter aveva puntato su una produzione invadente che appiattiva un po’ tutto. Stavolta la musica cambia, lo stile dei Torche resta intatto ma ci sono canzoni che presentano morbidezze inaspettate.

Far from here apre il disco energicamente, rullate potenti e serrate corrono per un minuto e mezzo. La voce di Steve Brooks è più profonda, ricorda vagamente i ritornelli melodici dei Mastodon.
Slide è il primo singolo estratto. Il riff delle chitarre cammina energico e noi ci siamo seduti sopra fino all’apertura del ritornello che arioso ci porta in alto.

Time Missing è una canzone sludge vera e propria, accordi aperti e andatura trascinata, il cantato però le dà un’atmosfera delicata. Inizia la parte in cui i Torche che conosciamo cominciano a cambiare e a diventare più emozionali.

Admission è il secondo singolo, nonché title track, ed è il pezzo di rottura col passato. In passato non erano mancati pezzi melodici, ma questo è l’incontro dello sludge con lo shoegaze. Vi confesso che se i Torche dovessero avere un’evoluzione verso questo tipo di canzoni, potrei amarli incondizionatamente per tutta la vita.

La parte centrale del disco, con AdmissionReminder ed Extremes of conscoiusness è la più immediata. On the wire frena bruscamente la corsa, torna il sound paludoso e sporco. Infierno calca ancora di più la mano, i bpm scendono ulteriormente. Le chitarre ma soprattutto il basso metteranno a dura prova le vostre casse, provare per credere.

Changes Come chiude il disco, ritroviamo suoni più cari alla scena rock, la canzone è ascoltabile e lineare con un finale che punta verso il cielo in modo sognante.

Admission è un grande disco; il lavoro che è stato fatto, specialmente sulle chitarre, eleva i Torche a una dimensione che potrebbe portarli a un pubblico più vasto. È sicuramente un disco con suoni pesantissimi ma non è difficile da ascoltare, le undici tracce scorrono via senza neanche accorgersene. Perfino le canzoni più sludge non affaticano e sono alla portata di ascoltatori casuali.

Dopo il passo falso di Repeater, i Torche sono tornati alla grande, anche se i fan della prima ora potrebbero storcere il naso di fronte alla svolta emo della band. Personalmente, spero che l’evoluzione della band non si fermi e che ci regali altri dischi così.

Francesco Papadia

Tracklist:

  • From Here
  • Submission
  • Slide
  • What Was
  • Times Missing
  • Admission
  • Extremes Of Consciousness
  • On The Wire
  • Infierno
  • Changes Come

 

 

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Torche – Admission Francesco Papadia

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