Gli Stonati – Intervista al curatore Alessio Romano
Tra le ultime uscite di Neo Edizioni c’è la raccolta di racconti Gli Stonati, il cui sottotitolo è tutto un programma: Manifesto letterario per la legalizzazione della cannabis. La raccolta, a cura di Alessio Romano, è dedicata a Marco Pannella e i diritti d’autore sono destinati all’Associazione Luca Coscioni per la campagna “Legalizziamo!”. I racconti sono suddivisi in quattro sezioni: uso personale, uso occasionale, uso ricreativo, uso terapeutico. In aggiunta tre “svuotini d’autore”, ovvero tre estratti da tre opere di Gaetano Cappelli, Sandro Veronesi e Marco Vichi. Tanti gli autori partecipanti: Alessandro Berselli, Francesca Bertuzzi, Stefano Bonazzi, Romano De Marco, Federica De Paolis, Barbara Di Gregorio, Marco Drago, Corrado Fortuna, Simone Gambacorta, Yasmin Incretolli, Gianluca Morozzi, Melissa Panarello, Alberto Petrelli, Renzo Paris, Piergiorgio Pulixi, Massimiliano Santarossa, Luca Scarlini, Carlo Vanin, Paolo Zardi.
Il tema della legalizzazione è uno di quelli capaci di accendere (non fraintendete, non è una battuta) discussioni molto infuocate perciò abbiamo deciso di fare due domande al curatore della raccolta Alessio Romano.
La legalizzazione della cannabis è un tema che non passa mai di moda, eppure, nel nostro paese, nessuno aveva mai pensato di scriverne un manifesto letterario. Com’è nata questa idea?
Proprio perché ci sono già molte opere di saggistica che sposano la tesi della liberalizzazione delle droghe leggere mi andava di provare a fare qualcosa di nuovo. Raccontare storie, fare fiction per cercare di rendere evidente le ipocrisie del proibizionismo attraverso una descrizione di spaccati di vita reali. Dalla provincia alla memoria, dal racconto di genere a quello fantastico, Gli Stonati sono una sorta di romanzo corale oltre che manifesto di impegno civile.
Tra tanti editori a disposizione come mai hai scelto proprio Neo edizioni? È stato difficile convincerli?
In realtà mi sono rivolto proprio a loro sia perché sono abruzzesi come Marco Pannella a cui il libro è dedicato, sia per delle loro pubblicazioni precedenti (da La vita sobria a Guida alla vita laica) che mi sembrano manifestare uno spirito simile a quello de Gli Stonati. In più da tempo avevo voglia di collaborare con Francesco Coscioni e Angelo Biasella, che stimo sinceramente. L’idea a loro è piaciuta moltissimo e quindi il progetto è partito subito.
Come sono stati selezionati invece gli autori dei racconti? Hanno accettato tutti di partecipare?
MI sono incontrato con Angelo e Francesco a Castel di Sangro (l’incontro è passato alla storia come “il patto della genziana”) e abbiamo buttato giù una serie di nomi che piacessero a tutti e tre e che, pur nelle loro grandi diversità e originalità, esprimessero un’idea di letteratura non troppo lontana. Ho quindi buttato giù il testo di una mail uguale per tutti e ho spedito la proposta, una vera e propria chiamata alle armi. E hanno accettato praticamente tutti. Uno solo si è rifiutato perché contrario alla legalizzazione (non posso farti il suo nome!). Qualcuno aveva problemi di carattere contrattuale (non poteva pubblicare per altre case editrici in base agli accordi presi con la sua), ma esprimeva comunque pieno appoggio all’iniziativa.
Mi incuriosisce sapere se hai dato qualche direttiva per la stesura dei racconti, oppure hai dato loro libero sfogo sul tema senza censure.
Dopo il sì con qualche autore c’è stata anche una telefonata. Ma in generale ognuno ha fatto poi di testa sua. Si è trattato più di training per dare fiducia che di altro. Un paio di idee che avevo e che ho proposto a tutti non sono state usate da nessuno e chissà che non ci lavori direttamente io prima o poi.
La divisione interna invece è nata prima o dopo aver letto i racconti? Quanto è durata la gestazione della raccolta?
Quella divisione è nata subito insieme al titolo. E nella famosa mail che ho mandato era già indicata. Ne manca una (che sarebbe stata molto difficile da realizzare): se fossi stato in grado di inserire più autori stranieri, l’avrei chiamata “Spaccio internazionale”.
La copertina in stile manifesto di propaganda russa è molto affascinante. Di chi è stata la proposta?
Su questo il merito è tutto della Neo. Quando me l’hanno mandata ho avuto qualche dubbio che fosse troppo appariscente, ma il suo stile e la sua bellezza hanno conquistato subito tutti. Approfitto per ringraziare il bravissimo autore: lodi infinite ad Arturo Barbarisi.

Domanda della verità: secondo te in Italia riusciremo mai ad arrivare alla legalizzazione della cannabis? Pensi anche tu che questo danneggerebbe in modo irreversibile le criminalità organizzate?
Penso proprio di sì. Ci vorrà del tempo ma alla fine la legalizzazione arriverà in tutti i paesi occidentali, un po’ come è successo per divorzio e unioni civili. Le attività criminali come la mafia verranno sicuramente danneggiate, ma non credo che questo sarà il loro colpo di grazia. Fintanto che in Italia ci sarà complicità da parte dello stato la mafia non smetterà mai di esistere. Anche non guadagnasse con prostituzione, droga o armi, spesso sono proprio gli appalti pubblici vinti con corruzione che la finanziano.
Domanda dell’onestà: secondo te un libro come il tuo può aiutare a smuovere qualcosa in questo dibattito?
Secondo me sì. Il problema è che bisogna trovare il modo di farla leggere anche a chi non è a favore della legalizzazione. Magari potrebbe essere spinto proprio dal fatto che sono racconti. E che sono scritti davvero bene! A prescindere da come uno la pensi sul tema, questa raccolta è in grado di fare ridere e commuovere chiunque la legga.
Domanda della curiosità: quante volte ti hanno già detto che questo libro è uno sballo?
Diverse. Mi sono anche già arrivate proposte per fare libri simili su altre droghe (LSD sopratutto), ma mettermi al lavoro su “Gli allucinati” non è nei miei programmi. Almeno non quelli immediati.
Visto che sei il curatore, ci suggerisci la colonna sonora migliore da ascoltare per leggere la raccolta?
Io consiglio l’album Cold Fact di Sixsto Rodriguez, sia perché è un autore che varia dal folk al rock alla musica psichedelica (come fanno gli autori nella raccolta), sia per la sua bellissima storia raccontata nel documentario premio Oscar Searching for Sugar Man del compianto regista svedese Malik Bendjelloul (e a cui per inciso ho dedicato un racconto nell’antologia Vinyl – Morelli Editore – che esce proprio in questi giorni, ma questa è un’altra storia, oltre che un’altra antologia). È una storia che dimostra come i sogni possano davvero diventare realtà. Come il sogno di Marco Pannella della legalizzazione.
Durante le fiere, i simpatici burloni editori di Neo regalano sempre una birra a chi acquista la raccolta di racconti La vita sobria. Sono previsti doni a tema anche con l’acquisto de Gli Stonati?
Io ho proposto di regalare dei semi di cannabis. Una delle assurdità di questa legge è che mentre è reato coltivare la cannabis anche solo per fini estetici (oltretutto come dimostra la nostra copertina è davvero una bellissima pianta) non è reato vendere, acquistare o regalare semi di cannabis. Però su questo non ho avuto ancora una risposta. Vedremo alle fiere cosa succederà. E comunque c’è anche la birra alla cannabis.
Intervista a cura di Carla De Felice
Questo articolo è inserito nel circuito dell’indiecafé #BookBloggersBlabbering del mese di ottobre dedicato a Neo Edizioni.



