Aquatlantic
Di Aquatlantic se n’è parlato in lungo e in largo: già prima della sua uscita ufficiale le bacheche social degli appassionati di fumetto pullulavano di commenti entusiasti e le tavole in anteprima sono state condivise più e più volte. Oblomov, la casa editrice fondata e diretta da Igort, porta nelle librerie italiane il ritorno al fumetto di Giorgio Carpinteri dopo ben sei lustri, l’aspettativa è dunque giustificata. Infatti, dopo essere stato uno dei fautori della stagione artistica di Valvoline, negli anni ’80, Carpinteri è stato “sottratto” al fumetto dalla televisione, in cui ha lavorato per anni come direttore artistico e scenografo.
Son tre anni che Boh interpreta il personaggio comico di Ettore Patria nel mondo di Aquatlantic, un uomo di superficie (e a loro dire superficiale) che sciorina lunghi monologhi al pubblico che da sempre assiste divertito a un’imitazione di usi e costumi lontanissimi dai loro. Boh si confida spesso con la consigliera Rex, una testuggine saggia parlante che si fa carico non solo del suo bel carapace, ma anche delle inquietudini e delle insicurezze del suo confessore. Nel frattempo, avanza verso Aquatlantic una minaccia proveniente dal mondo di superficie: al pubblico in sala – e al lettore – il piacere della scoperta.
Cadrà la maschera di Ettore Patria rivelando al pubblico, se non al mondo intero (e a chi legge), le vere fattezze, fisiche e morali di chi la indossa? Come reagiranno gli abitanti, che si sentono come degli esseri mitologici, davanti allo strapotere degli uomini di superficie? Boh dovrà stare attento a quale strumento ricorrere: una scelta che farà vacillare la sua vera natura.
Giorgio Carpinteri, torna sul tavolo da disegno per una storia a fumetti dopo ben trent’anni, per dirci che due mondi apparentemente lontani possono riavvicinarsi e risolvere ogni conflitto irrisolto. Le architetture di Carpinteri sono subito riconoscibili per la magniloquenza delle forme squadrate e per i colori (di un blu molto spesso) a olio, tecnica che qui trova una massima espressione dopo Polsi sottili. Il ritorno di Carpinteri è una conferma, un genuino mettersi in gioco che si fa apprezzare per intenti e per la performance pittorica davvero mirabile, che in sole cinquanta pagine, nate dopo che l’autore aveva visto un’affascinante documentario su un fondale marino (come rivelato nella postfazione nel volume, ndr), stupisce e porta a riflettere. E con i tempi che corrono ogni racconto di questo tenore può davvero riaccendere coscienze e imporsi come mero gesto politico.
Simone Tribuzio






