La musa dimenticata – La storia di Hoffman di E. C. Perri e D. Daniels
Chiunque abbia fatto studi classici o, più semplicemente, sia appassionato di mitologia greca, sa che le muse erano divinità, figlie di Zeus e di Mnemosyne, dea della memoria, e che rappresentano la suprema ispirazione per artisti, autori, studiosi e amanti dell’arte.
È proprio a tali divinità che sono dedicati i due volumi editi da Hazard Edizioni e intitolati La musa dimenticata. La storia, ideata da Emilia Cinzia Perri e tramutata in disegni da Deda Daniels, narra di Markus Hoffman, un giovane sfuggito a un orfanotrofio e accolto in casa da un vecchio pescatore, che fin da subito si rivela estremamente talentuoso nel campo dell’arte e del disegno, tanto da riuscire a entrare in una prestigiosa scuola d’arte. Attorno a Markus ruotano una serie di altri personaggi più o meno caratterizzati e utili a costruire al meglio la vicenda: la prima fidanzata Klara, il rivale Theodor, l’amico Aron e, naturalmente, la musa Ondina.
I lettori appassionati di fumetto giapponese coglieranno di certo l’omaggio che le due autrici vogliono fare al mondo del manga, e a uno dei suoi più illustri rappresentanti: Osamu Tezuka. Non a caso la Hazard Edizioni è la casa editrice a cui si deve il merito di aver portato in Italia le opere del maestro giapponese. La tipologia di storie scritte e disegnate da Tezuka è infatti perfettamente ripresa nelle pagine di questo lavoro. Ci sono, tuttavia, le dovute differenze da prendere in considerazione: difatti, se la Perri e la Daniels tradiscono, da un lato, una profonda ammirazione per l’artista nipponico, dall’altro hanno la capacità di rendere le vicende narrate in un modo del tutto personale e più vicino al mondo occidentale. Tale personalizzazione è evidente in più di una caratteristica: anzitutto la storia non è ambientata in Oriente, ma in Occidente, e più precisamente in Germania, tra Lubecca e Amburgo, spostando, dunque, totalmente il piano d’azione in cui i personaggi si muovono, e influenzandone di contro le caratteristiche e i modi. Anche la mitologia a cui ci si riferisce è ovviamente non più quella orientale ma quella occidentale.
Un aspetto sicuramente comune a tutti questi autori è, invece, il grande interesse per il contesto storico in cui si sviluppa la trama. Tanto che si arriva addirittura alla fine del primo volume per una completa introduzione dei personaggi, preferendo prima far immergere il lettore nella storia europea tra la fine dell’800 e l’inizio del ‘900.
Le tavole de La musa dimenticata, ad opera di Deda Daniels, tradiscono il suo background da storyboardist di grandi nomi come Disney, Mattel, Pixar e Hasbro. È impossibile, quindi, anche per un occhio meno attento, non accorgersi dello stile “cartoonesco” adottato dall’artista. Tale stile sdrammatizza un po’ le parti più drammatiche della storia senza, però, mai perdere di efficacia. La divisione delle tavole ricorda un po’ più il fumetto americano che quello orientale, ponendosi quindi come ulteriore punto di rottura rispetto all’opera di Osamu Tezuka.
In conclusione La musa dimenticata è una storia scorrevole e leggera, consigliata a tutti coloro che hanno voglia di passare un piacevole pomeriggio tra storia, mitologia e disegno.
Giorgia Recchia
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