Cronache di Amebò – intervista a Valo
Valo (aka Valentina Patete) è una fumettista e illustratrice italiana nata a Isernia. Ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Napoli e successivamente alla Scuola italiana di Comix di Napoli. Lo scorso anno è uscito per Eris Edizioni Cronache di Amebò, il suo graphic novel di debutto. Un fumetto fuori dagli schemi che trasporta * lettor* in un pianeta folle abitato da strambe creature. Un trip meraviglioso, che ho ripetuto più volte sempre con effetto diverso, e perciò ho deciso di fare quattro chiacchiere con Valo per scoprire qualcosa di più.

Valo, Cronache di Amebò, Eris Edizioni 2021, copertina flessibile. PP 184, € 16,00
Ciao Valentina, benvenuta su una banda di cefali e grazie per aver accettato la mia richiesta di intervista. Partiamo subito con una domanda per farti conoscere meglio: quando hai cominciato a disegnare e com’è nata la tua passione per il fumetto?
Ciao ragazz* e grazie per questa intervista. Disegno da quando sono piccola però ho scoperto il fumetto negli anni dell’università e prima ancora l’illustrazione. I primi autori di cui mi sono innamorata sono stati Charles Burns, Carpinteri ,Scozzari , Jori e molti altri dell’epoca Frigidaire.
Cronache di Amebò, il tuo fumetto di esordio, ti è anche valso la candidatura come artista rivelazione allo scorso Treviso Comic Book Festival. Un fumetto molto particolare e per cui raccontare la trama è difficile e forse anche un po’ inutile. Io l’ho letto parecchie volte e ogni volta ci ho trovato qualcosa di nuovo. Dopo una lettura frettolosa, infatti, potrebbe sembrare tutto un po’ caotico, invece, rileggendo con attenzione si cominciano a ricostruire i pezzi e si scopre che in realtà c’è un idea e una linea ben precisa. Quindi, anche per la mia intervista, mi sforzerò di seguire una scaletta e fare un po’ d’ordine altrimenti poi mi perdo anche io 😀
Com’è nato Cronache di Amebò? Sei partita da un’idea o è stato un personaggio a ispirarti? Sono nati prima i personaggi o il pianeta?
L’idea è nata con un “inktober” (una challenge di Instagram per illustratori e illustratrici NdR) di qualche anno fa. Utilizzando parole casuali, ho cercato di creare delle tavole che avessero un collegamento. Piano piano mi sono venuti in mente i personaggi principali; i primi sono stati Zibaude, Ugo, Wàllara e Kadaklù. Dopodiché ho cucito su di loro delle storie e trovato un filo che potesse collegarle tutte. Diciamo che il mio motto era “più pazze sono e meglio è”.

Come ti sei approcciata alla stesura di Cronache di Amebo? Qual è stato il tuo metodo di lavoro e come sei riuscita a mettere insieme così’ bene tutte le idee che avevi?
Volevo che il mio fumetto fosse ironico, non-sense, pazzo e colorato; non volevo che ci fosse un solo protagonista, così, dopo aver creato i personaggi principali, mi sono dedicata alle storie verticali in cui ognuno di loro, in compagnia di altri, viveva un’avventura. Per concludere, ho trovato una storia orizzontale che collegasse bene tutte e dieci le storie. Non mi sono posta limiti e ho cercato di trovare sempre delle idee originali e diverse (come quella di frammentare la storia di Paperolla tra tutte le altre) andando avanti, anche nell’impostazione della tavola per non risultare ripetitiva. Spero di esserci riuscita almeno un po’.

In un film Mario Merola diceva “I figli so piezz e cor” e immagino che sia lo stesso anche per i personaggi di un fumetto. Allora ti faccio una domanda difficile: hai un personaggio preferito tra tutt* quell* di Cronache di Amebò o c’è qualcun* a cui ti senti più legata?
Il trio Zibaude-Ugo – Kadaklù mi piace un sacco, per come sono fatti, per i loro caratteri e mi piace la loro amicizia. Però tutti mi paragonano a Stortina anche se continuo a dire di non essere lei; forse i miei amici lo notano più di me e magari è vero, l’ho creata pensando alla mia persona più di tutti quanti gli altri (ognuno di loro ha un pezzetto di me).
L’idea di strutturare il tuo fumetto in episodi mi ha fatto pensare alle puntate delle serie TV. Da dove nasce l’idea di dividerlo così? C’è qualche serie a cui ti sei ispirata o che ti ha fornito delle idee?
Adoro le serie tv e ne ho viste parecchie di tutti i tipi. Sicuramente l’idea degli episodi è derivata da questo tipo di narrazione, anche in modo inconscio. Guardo serie in continuazione, anche mentre disegno, sono drogata di serie quindi per una forza oscura più grande di me, Cronache di Amebò nasce dalle serie tv ahah. Non mi sono ispirata a delle serie in particolare, però molte persone hanno paragonato al fumetto serie come Midnight Gospel e Adventure Time. Una che mi viene in mente proprio in questo momento è DirkGently: la velocità e il dinamismo di ogni puntata mi fanno pensare agli episodi di CdA.

Ho amato molto il tuo fumetto per il suo essere così dinamico e soprattutto fuori dagli schemi: nessuna pagina è uguale alla precedente, i personaggi si muovono anche tra le vignette. Ci sono fumettist* o artist* che ti hanno ispirato?
Sì, nomino sempre Jesse Jacobs, ma anche altri fumettisti della cerchia di Eris Edizioni come Davide Salvemini, e Michael DeForge.
Nell’ultima pagina del fumetto c’è un QR code che rimanda ad un link audio per ascoltare il brano Creo un nuovo mondo del dottor Trap. L’hai scritto tu? E la musica? Ti è balzata per la testa l’idea di farne un videoclip? Sarebbe fantastico!
LOL, l’ho scritta io, infatti è il testo della prima storia e consiglio di ascoltarla leggendola come fosse un audiolibro. La musica è mia e l’ho fatta in una settimana (e si sente): è fatta male, è trash (ed è giusto che sia così). Se dovessi rifarla, credo che non ne sarei in grado. Per la parte rappata ho praticamente costretto il mio ragazzo. Ci penso spesso a farne un video animato, ma non sono molto brava con l’animazione e ci vuole molto tempo. Prima o poi comunque lo farò e troverò un modo.
Restando in tema musicale, nel tuo fumetto si percepisce l’influenza di musica e videoclip. Che ruolo ha svolto la musica nel processo creativo? Se dovessi fare una playlist delle canzoni che ti hanno accompagnato durante il tuo lavoro, quali canzoni inseriresti?
La musica è la chiave di lettura per capire il mio lavoro, più di qualunque significato che i lettori cercano nel fumetto.
Questa è la playlist del mio fumetto in ordine per ogni storia del fumetto:
1 Creo un nuovo mondo- Dottor Trap
3 Thievery Corporation- Heaven’s gonna burn your eyes
6 Charles Bradley – You put the Flame on it
8 Princess Nokia – Crazy House
9 Dj Shadow e Run the Jewels- Nobody speak
10 Maviphoenix – Yellow (storia di Paperolla)
Com’è stato lavorare con Eris Edizioni? Com’è nata la collaborazione con loro?
E’ bello lavorare con Eris, sono una boccata di aria fresca e con loro mi sento libera di poter esprimermi al meglio. Li ho conosciuti con il bando JobArf al quale ho partecipato nel 2017 (o 18, non ricordo più) per l’Arf festival. Presentai una bozza di Cronache specificando di voler lavorare con loro. Si sono subito interessati a me ed è nata una bella intesa. Ci siamo sentiti per mail e messaggi per un paio di anni durante la lavorazione del fumetto per poi vederci e conoscerci meglio durante la presentazione a Torino a fine Settembre 2021 e a Lucca a Ottobre.
Ultima domanda di rito: progetti in cantiere?
Si ma non ne parlo per ora 😀
Grazie mille e viva Amebò! <3
Grazie a voi, un bacio e un abbraccio illegale in questo periodo.
Intervista a cura di Carla De Felice



