Yellowjackets, le signore delle mosche
Titolo: Yellowjackets
Anno: 2022
Ideatori: Ashley Lyle, Bart Nickerson
Regia: Vari
Genere: Teen Drama, Horror, Thriller
Stagioni: 1
Episodi: 10
Durata: 60 min.
Interpreti: Melanie Lynskey, Ella Purnell, Juliette Lewis, Christina Ricci
Distribuzione: Showtime
Nel 1996, una squadra liceale di calcio femminile del New Jersey parte alla volta dei campionati nazionali. L’aereo su cui viaggiano le ragazze precipita nella profonda foresta canadese dove resteranno per ben diciannove mesi. A venticinque anni di distanza dall’incidente, seguiremo le vite delle sopravvissute, costrette a riaffrontare il proprio passato, che torna violento a tormentarle.
Yellowjackets è una serie che punta molto in alto come dimostra l’episodio pilota in cui succede tutto: vengono introdotti tutti i personaggi della storia, vengono scoperte quasi tutte le carte. Eppure ci sono ancora tonnellate di segreti da svelare.

Ricordiamole così.
La serie si snoda su due binari narrativi, come un libro di Stephen King. Nel passato, vedremo le giovani protagoniste cercare di sopravvivere nell’inospitale foresta, abbandonando lentamente la loro parte umana e venendo più a contatto con l’istinto. Qui, il rimando al capolavoro letterario “Il Signore delle Mosche” di William Golding è evidente. Tuttavia, se fra i ragazzini del romanzo l’attrito era più politico (democrazia vs totalitarismo), in Yellowjackets le ragazze sono mature, competenti e organizzate. Ne consegue che il conflitto tra i personaggi è quasi sempre etico/morale piuttosto che pratico o di leadership. A mettere benzina sul fuoco ci saranno la fame, la fede e l’animismo.
La regia esalta il distacco dalla realtà dei personaggi, disegnando traiettorie allucinate con la telecamera. La serie è esplicita nel raccontare il quotidiano delle ragazze, il sangue scorre a fiumi. La fotografia, nonostante la foresta rigogliosa, tenderà sempre a smorzare i colori e a rendere tutto l’ambiente più cupo e spaventoso. Il cast di giovani attrici è all’altezza di un compito non facile. Spiccano le performance di Ella Purnell, Sophie Tatcher e Courtney Eaton.

Ma andiamo avanti.
Nella linea narrativa del presente cambia tutto. La trama diventa investigativa, le sopravvissute si vedono ricattate e dovranno scoprire cosa si cela dietro a quello che sembra un complotto ordito contro di loro. Stavolta la regia si muove in maniera più canonica ma sempre interessante. Nel cast vedremo riunite le “cattive ragazze degli anni ’90”: Christina “Mercoledì” Ricci, Juliette “Mallory Knox” Lewis e Melanie Lynskey, l’indimenticabile Pauline Parker di Creature del Cielo. Loro sono il solido motore di Yellowjackets. Il presente e il passato si fonderanno e stravolgeranno la vita delle sopravvissute ormai reinserite, chi più chi meno, in una società civile.
La forza della serie sono proprio i personaggi. Se la trama infatti si presta all’archetipizzazione, nessuno di loro ne esce stereotipato. Ogni personaggio è ricco di sfumature, luci, ombre. La sceneggiatura riesce a dare dignità anche ai ruoli secondari, che aprono spunti importanti per la composizione della trama.
Il tappeto musicale detta i tempi e gli stati d’animo. Una colonna sonora, con tanti brani degli anni ’90, nostalgica ma mai ruffiana, sempre puntuale e soprattutto emozionante.
L’unico difetto, se proprio lo vogliamo cercare, è il finale super aperto, che lascia intendere l’arrivo di altre stagioni, salvo imprevisti. Ci consola il fatto che Yellowjackets è stata girata nel 2019 e distribuita successivamente a una “pausa pandemia”. È probabile che la seconda stagione (già confermata) arrivi già per la fine del 2022.

A presto
Perché vedere Yellowjackets?
– Perché mi piace andare a passeggiare nei boschi, se ci scappa il morto non fa niente.
– Perché adoro Il Signore Delle Mosche.
– Perché un teen drama così non si è mai visto.
Perché non vedere Yellowjackets?
– Perché sto ancora aspettando i soccorsi sulle Ande.
– Perché le donne non devono giocare a calcio.
– Perché sono allergico ai funghi.
Francesco Papadia



