Wild
Regia: Jean-Marc Vallée
Anno: 2014
Durata: 115′
Cast: Reese Witherspoon, Laura Dern, Thomas Sadoski, Michiel Huisman, Gaby Hoffmann
Uscita nelle sale: giovedì 2 aprile 2015
Chi ha amato Into di Wild, si è commosso ed emozionato con le avventure di Christopher McCandless, apprezzerà sicuramente Wild (il parallelismo tra i titoli già la dice lunga) il nuovo lavoro di Jean-Marc Vallée recentemente acclamato per il toccante Dallas Buyers Club.
Questa volta l’avventura è al femminile, e prende spunto da un memoriale pubblicato nel 2012 da Cheryl Strayes che racconta di quel 1995 in cui decise di percorrere il Pacific Crest Trial, 1100 miglia di sentiero dal confine con il Messico a quello con il Canada, in totale solitudine.
La storia del viaggio “purificativo” intrapreso a seguito di un periodo piuttosto turbolento, sa a primo impatto di già visto. Cheryl reduce da un lutto, un divorzio, una brutta storia di tossicodipendenza, e chi più ne ha più ne metta, decide di intraprendere questo percorso-fuga per quanto poco convinta inizialmente.
Avere come inevitabile termine di paragone Into the Wild non permette di sbilanciarsi facilmente e lasciarsi andare d’impulso a grandi elogi, eppure questo film è un piccolo gioiello che a ben vedere ha come punti di forza la fantastica interpretazione di Reese Witherspoon (nomination agli Oscar come migliore interprete femminile), l’originale sceneggiatura firmata Nick Hornby, un perfetto equilibrio tra humour e tono drammatico, ed un particolare montaggio a conferirgli originalità e a renderlo un film dalla forma tutta sua che compensa il contenuto a tratti debole.
Jean-Marc Vallée organizza sapientemente il film alternando con maestria i silenzi della natura ai disordinati flashback della vita di Cheryl, presentata sotto forma di puzzle da ricomporre per arrivare a tracciarne l’intera storia. Paesaggi mozzafiato ed una colonna sonora tipicamente da “viaggio d’esplorazione” facilitano il gioco, rendendo estremamente piacevole il lasciarsi avvolgere dal connubio solitudine-natura: combinazione da sempre vincente nel cinema quanto nella letteratura.
Un film da vedere per perdersi in ragionamenti e drammi che contraddistinguono la natura umana, seguendo lo smarrimento fisico e mentale di chi porta il peso di un grosso zaino da viaggio equivalente a quello dei ricordi e del passato che spingono verso il basso nell’eterno conflitto con la forza di volontà, che vi si contrappone e alla fine riesce faticosamente a trionfare.
Sabrina D’Errico
Voto
Summary:




