Cefalee no image

Published on Giugno 4th, 2011 | by Mariangela

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Press Play on Tape

Le cassette mi piacevano di più, perché con le cassette la musica la ascoltavo meglio.

Non è una questione di nostalgia o una romantica ostentazione di appartenenza ad un’altra epoca. E’ un fatto pratico. Prima di internet e dell’mp3 l’unico canale di diffusione della musica era il mercato. Se volevo un disco lo dovevo comprare, prima su vinile, più tardi su compact disc, o direttamente in cassetta (vera o mixed by erry, sempre di mercato si trattava, nel senso che dovevi sganciare dindini per avere la musica). Oppure porgevo la cassetta vergine all’amico danaroso che provvedeva a riempirla di musica. Mia madre, dai gusti più commerciali dei miei, paradossalmente svolgeva un lavoro più impegnativo. Passava ore ad ascoltare la radio in attesa delle canzoni desiderate, con la famigerata cassetta vergine pronta a catturarle come farfalle. Cassette che cominciavano con Madonna e finivano con i Ricchi e Poveri. Ogni tanto ci scappava pure qualche speaker o stacchetto fra un pezzo e l’altro, ma questa è un’altra storia.

Tornando a noi, ottenere la musica costava soldi, lavoro e tempo. Fra il conseguimento di una cassettina e un altro passavano settimane. Settimane di ascolto assiduo, ripetuto, a volte ossessivo. Ho imparato più inglese da una compilation dei Doors che dagli elenchi di phrasal verbs. Ho sviluppato un temporaneo sdoppiamento della personalità ascoltando i Nirvana sul lato A e i R.E.M. sul lato B. Ho prodotto messaggi subliminali post-moderni piazzando who wants to live forever dopo hanno ucciso l’uomo ragno. Ho passato più tempo a registrare compilation da gita scolastica di quanto ne abbia trascorso impegnato nelle relative gite. E anche passare una canzone dal cd alla cassetta obbligava all’ascolto della stessa.

 

Sono mesi che ho l’intera discografia di Guccini su mp3, “ottenuta” in poche ore. E ascolto sempre e solo Cyrano.

 

Roberto

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    • #Repost @ssimonadirosa with @get_repost・・・"Eravamo tutte esaltate e terrorizzate: si stavano avvicinando i mondiali ISI, la gara più importante dell'anno. Non capivo perché fosse così importante. Una vittoria non qualificava per nessun'altra competizione. Nessuna di noi sarebbe andata alle Olimpiadi. Eravamo solo prigioniere nel ciclo continuo del pattinaggio agonistico di medio livello."La recensione su @unabandadicefali, qui basti dire che questo mattone di 400 pagine si legge super velocemente (forse anche troppo) e racconta una deliziosa storia di formazione. Un primo passo per conoscere il talento di Tillie Walden anche in Italia 💙
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