Le luci nelle case degli altri

Chiara Gamberale, Le luci nelle case degli altri, Mondadori, 2010, 20,00 €
Sii rara come una giraffa di città.
Le luci nelle case degli altri sono ognuna diversa. Alogene, eco sostenibili, a risparmio energetico, multi watt, giallastre, bianco latte, fulminate. Ogni luce sorprende le cose in modo diverso, si posa sulle persone illuminandone un segreto, crea un’ombra di differenti sfumature di buio. Ogni luce ci fa compagnia e ogni luce ci fa più soli, come le persone. Mandorla è troppo piccola per capire tutta questa storia di luci, segreti, bui, solitudini e troppe facce, ma ha un nome che le piace. Chi l’ha scelto non sa esattamene dove sia finita, continua ad affiorarle un Mamma sulle labbra e la ritrova solo tra le pagine di una lettera stropicciata che fa fatica a capire, che le dice Sii rara come una giraffa di città, e ci vuole un poco a decifrare questa specie di indovinello. A Mandorla sarebbe piaciuto nascere cosa, una qualsiasi, magari un’aspirapolvere per eliminare tutta la sporcizia della vita, o un ferro da stiro per togliere le pieghe alle malinconie. Quante luci ha un palazzo di cinque piani, quante scale da salire per farsi illuminare, a turno, da ognuna di esse. Che strana famiglia, piccola Mandorla, sembra una luce stroboscopica e cangiante. Sei papà, cinque mamme, tre fratelli e un cane.
” Secondo te, Mandorla, le chiavi sono felici? Cioè, ci stanno volentieri, dove sappiamo di averle messe?”
E tu, piccola Mandorla, sei felice, lì dove vieni messa ogni volta, ad ogni piano, in ogni appartamento, in ogni stanza, in ogni letto, dietro ogni luce spenta prima di addormentarti? La felicità… che cosa stravagante, quasi quanto questa famiglia allargata. Piccola Mandorla, sta’ tranquilla, dì al buio la tua preghiera al palo della piazzetta, ché un giorno chi cerchi, ti troverà.
O palo,
facciamo a cambio:
tu vieni al posto mio
qui al quarto piano,
e ti convinci che Tina
prima o poi
torna,
perché sei stanco di chi ti dice
a dopo
e invece vuol dire
a mai più.
O palo,
io intanto sto ferma,
al posto tuo,
e vedo tanti cani
come Efexor
lasciati lì,
ma vedo anche tante persone
come Lorennzo,
che passano e li prendono con loro,
quei cani,
così mi convinco che nessuno
abbandona nessuno,
ma tutti si stanno cercando,
e poi finalmente
magari
infatti
si trovano.
M.
Ho letto tutto ciò che c’era da leggere di Chiara Gamberale e trovo la sua scrittura e le sue storie belle e posate, come il viso di chi le ha scritte. Peccato per quella puntuale presenza di traditori e tradimenti, che mi ha sempre dato un leggero senso di fastidio. Peccato per i finali, perché non ce n’è uno che mi sia piaciuto.
voto: 6 –




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