Cefali TFF

Published on Novembre 29th, 2012 | by Mariangela

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TFF30 – VI giorno, 29 novembre 2012

MARIANGELA:

Non ho l’età, sto invecchiando male. Ai concerti dopo un’ora sto lì piegata in due, e il TFF comincia a far sentire tutto il suo peso. Non ho l’età, sto invecchiando male. Dimentico anche conversazioni fatte, accordi presi. E proprio perché sto cedendo mentalmente e fisicamente, abbandono le corse da un cinema all’altro oggi e scelgo di muovermi comoda in tram con le dovute pause.

Il primo film di oggi era uno di quelli per cui avevo tante aspettative e, come capita sempre in questi casi, almeno per me, le ha deluse. Non tutte, ma gran parte.

 

 

 

28 HOTEL ROOMS non è un brutto film: la scelta stilistica della regia, le inquadrature, alcune scene sono belle. La storia piuttosto mi lascia perplessa, e i personaggi a volte sembrano banali. C’è qualcosa di un po’ troppo buttato lì che purtroppo non dà il risultato che speravo. E poi le storie di tradimento (i due protagonisti si incontrano solo in camere d’albergo finendo per restare invischiati in una pseudo relazione parallela a quella della loro vita di tutti i giorni) mi lasciano sempre in uno stato che non riesco mai a definire, qualcosa tra il voler riuscire a giustificarle in qualche modo, soprattutto se come in questo caso scatta un coinvolgimento sentimentale tra i due, e il non riuscirci mai davvero, trovarle, anzi quasi fastidiose; tra la consapevolezza che possono nascere legami incontrollabili tra le persone, e quella che tradire è un male che dovrebbe essere evitabile.

Chissà cosa avrà pensato Nanni Moretti presente in sala col suo piglio sempre così allegro (sto ovviamente ironizzando). Forse avrebbe voluto urlare “Te lo meriti Alberto Sordi!”.

 

Camminiamo quasi passeggiando verso il Massimo, con tanto di pausa pranzo, caffè e chiacchiere a caso. La sala è strapiena per il nostro secondo film, GOOD VIBRATIONS.

 

 

 

Niente da fare, lo eleggo mio film preferito del TFF30 fino ad ora. Ma non era difficile che lo fosse, tocca troppo le mie corde quando si tratta di musica, dischi e del mio passato punk adolescenziale. La storia è quella vera di Terri Hooley, proprietario di un negozio di dischi a Belfast durante gli anni di piombo irlandesi, Good Vibrations per l’appunto. Terri è uno che decide di non schierarsi, va in giro con la sua spilletta della pace attaccata alla giacca (la stessa che ho portato io per anni e che ha creato uno dei miei tanti nomignoli, Peace) e immagina la sua Belfast come fosse la Jamaica, ma senza reggae, purtroppo. Un sognatore con un occhio solo (l’altro l’ha perso da bambino) che ipoteca una casa per aprire un negozio di dischi e produrre giovani gruppi, e che vede il mondo a modo suo, e di sicuro lo vede più bello e più punk, perché signori, il punk è la soluzione e Belfast è la sua terra. Stupendo!

Usciamo per rientrare subito dopo in sala 3 dove ci aspettano Daniele Vicari e Michele Riondino per BADLANDS.

Beh, sì, non c’è da dirlo o da nascondersi dietro un dito, anzi come sempre siamo le prime a dare in pasto ai cani quel briciolo di dignità rimasta quando c’è da fare le groupies… siamo andate solo per il bel Riondino. E chi l’avrebbe detto che sarebbe stato così deludente, tanto da far dire a Carla “Mi aspettavo di trovare un toro e invece è solo un vitellino!”? (versione più colorita del classico “Pensavo fosse amore e invece era un calesse”).

Malick non mi prende, tant’è vero che finisco anche con l’appisolarmi (non ho l’età, inutile ripeterlo) e Michele durante l’intervista blatera a vuoto sulle cose che gli vengono chieste. Insomma finché reciti ti apprezzo, poi dopo ne dovremmo parlare, a partire dal maglioncino natalizio.

 

Un’altra giornata è andata, forse non entusiasmante come le altre ma… TFF ti voglio bene sempre e comunque.

 

M.

 

P.S. A tutti i turisti che passano per via Montebello: nel caso ve lo steste chiedendo la Mole non morde, potete avvicinarvi!

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CARLA:

Come al solito il TFF occupa anche i miei sogni, ma almeno mi sono fatta una bella dormita e mi sveglio davvero fresca e riposata…
Arriviamo al Reposi con calma a mezzogiorno, e tra il pubblico ecco sbucare Nanni Moretti. Mi ero meravigliata di non averlo ancora incontrato…

Ma prima parliamo del film. 28 HOTEL ROOMS è la storia di due amanti, lui scrittore di successo, lei ricca business woman. I due si incontrano soltanto in stanze di albergo e lasciano libero sfogo ai loro istinti e alle loro passioni. Entrambi sono impegnati, e la storia si fa difficile quando entrano in gioco figli e sentimenti. Onestamente io ho trovato questo film noioso e banale, continuavo a guardare l’orologio sperando che finisse il prima possibile. Sì: belle inquadrature, belle immagini ma nel complesso una storia proprio scontata vista e rivista.
Ma il momento divertente è l’uscita dal cinema…
Ci sono due ragazzini appostati con il cellulare in attesa che Nanni Moretti esca. Non danno a Nanni neanche il tempo di uscire, che il tipo lo bracca e gli fa:
“Scusi, possiamo farci una foto?”
Purtroppo Nanni è di spalle, non vediamo la sua faccia, ma il tono del suo “sì” (come si dice a Napoli: “schiattato in corpo”) lascia trapelare tutto il suo entusiasmo. E non dà il tempo ai ragazzini nemmeno di dire grazie che già scappa a gambe levate verso Via Roma (forse per evitare altri convenevoli). Ah Nanni Nanni, anche se invecchi non cambi mai…

Mi sembra strano andare al Massimo con calma, passeggiando per Via Roma, arriviamo in anticipo, ci prendiamo addirittura il caffè e prendiamo i nostri soliti posti nella sala 1.

GOOD VIBRATIONS, ma che film adorabile! Io non riesco a smettere di ripetere a Mariangela: “ma che carino” “è troppo bellino” “ma che tenero”. Ogni tanto mi viene anche la pelle d’oca….

L’ultimo film della giornata è BADLANDS di Terrence Malick, per la rassegna “Figli e amanti” presentato da Daniele Vicari e Michele Riondino. Io mi sento un po’ una groupie del Michele, ma quando lo vedo ci resto un po’ male, me lo aspettavo molto più mascolino, virile, invece è piccino, magrolino, timidino….

Non avevo mai visto BADLANDS, non è il mio film preferito ma a me onestamente è piaciuto… Non tutti erano d’accordo con me, tra cui tante persone che escono dalla sala e Mariangela che ogni tanto dà segni di cedimento (ma nel suo caso è l’età forse).
Dopo il film, Vicari spiega tutti i motivi per cui l’ha scelto, e io l’ho trovato davvero interessante. Il vero disastro è Michele che non sa bene cosa rispondere. Io lo ascolto e penso tutto il tempo “mio caro, mi sa che sei andato fuori traccia”.
Mentre aspetto che Mariangela faccia i biglietti blu a Via Montebello vivo una scena meravigliosa…
Arrivano 3 turiste, hanno l’aria un po’ persa… Una di queste mi guarda e fa:
“Scusi ma questa è la Mole?”
E io: “Certo!”
E lei: “Senta ma per caso possiamo andare più vicino?”
E io, come se fosse il mio salotto: “Ma certo, prego, si avvicini pure.”
Cioè dico io: lo so che sto sempre là, ma che addirittura mi chiedessero il permesso di andare vicino alla Mole, questo non mi era ancora capitato! E morta dalle risate per questa grande esperienza, me ne torno a casa…

Carla

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