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Published on Novembre 14th, 2013 | by Una banda di cefali

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Legal man o Writer man, questo è il problema (o la soluzione)

geni

 

Generoso Di Biase è nato nel 1960 ad Aversa, dove vive tutt’ora con la sua famiglia. È un simpatico avvocato con una grande passione: la scrittura. La finestra verde (Edizioni Scientifiche Italiane) è il suo secondo romanzo, una storia di storie, un racconto di racconti, un crocevia di destini.

la finestra verde
Venerdì 15 ottobre alle 18:00, Generoso presenterà il suo romanzo alla Distilleria Feltrinelli Point di Pomigliano D’arco, e ne discuterà con Mario Visone (il presidente di TARE aka l’associazione del cuore dei cefali) e con Mario Rovinello (Edizioni Scientifiche Italiane). L’incontro sarà presentato dalla giornalista Lucia Allocca.
Noi cefali eravamo assai curiosi di conoscere Generoso, ma anche di farlo conoscere a voi e allora abbiamo deciso di fargli una bella intervista.

Ecco il risultato!

1. Caro Generoso, abbiamo scoperto che sei un avvocato. Le statistiche dicono che, dopo le barzellette sui carabinieri, al secondo posto ci sono le battute sugli avvocati che chiedono “che mondo sarebbe senza di loro?”, e di solito rispondono “migliore”. Negli ultimi anni c’è poi stato il boom degli avvocati/magistrati scrittori: Di Cataldo e Carofiglio sono solo alcuni nomi. Pensi che l’avvocato/magistrato scrittore sia diventato mainstream? Oppure è per il loro contatto con la gente, per cui l’avvocato è come il salumerie o il parrucchiere che “appizza” le orecchie e poi racconta le storie?

Generoso: La differenza tra gli avvocati e i magistrati è che i secondi scrivono per esigenza dell’anima, dal momento che alla fine del mese arriva comunque loro lo stipendio. Noi avvocati invece, in periodo di crisi, per mere esigenze materiali (racimolare qualcosa di soldi), sperando che qualcuno, nel vedere il libro, in particolare quello del sottoscritto, si commuova e dichiari “guarda questo che si è ridotto a fare, deve proprio essere alla frutta, facciamogli un’offerta” e lo acquisti. In merito alle barzellette sul nostro conto, vi voglio fare partecipi di una lettura giovanile, quindi di secoli fa, di un romanzo di cui non ricordo il titolo né l’autore, che dava un’interpretazione della vicenda di Giuda Escariota del tutto, almeno per me, originale. In effetti, il romanzo raccontava che Giuda era l’apostolo più amato da Dio, al punto che ne aveva chiesto l’immolazione per portare a termine un suo progetto: la crocifissione di Gesù, con la resurrezione e i consequenziali messaggi sul cristianesimo da offrire al mondo. Immaginate, Giuda si sottoponeva al volere di Dio sapendo che il suo nome sarebbe stato sinonimo di viltà e tradimento per l’eternità. Ecco, noi avvocati siamo portatori di interessi superiori, pur sapendo che saremo visti sempre come approfittanti delle disgrazie altrui, cinici. Invece, siamo noi con il nostro linguaggio e il nostro operato ad affrontare i poteri forti e ingiusti del nostro ordinamento, prendendo su di noi la loro ira e riportando con pacatezza e umanità i duri e spesso mortificanti comandamenti della legge. E non mi si dica che io sia cinico solo perché quando qualcuno viene a portarmi l’acconto per una causa di separazione io, senza essere visto, sotto alla scrivania, sfrego le mani dalla contentezza. Si immagini lo sforzo di recitare, per non turbare la sensibilità del cliente, una partecipe serietà, a trattenere il sorriso compiaciuto, mentre il pensiero vaga sulle modalità di spesa dell’acconto di cui sopra.

2. Pensando agli avvocati ci è venuta in mente una canzone molto carina dei Belle and Sebastian (un gruppo scozzese, ndr) che parla di un “legal man” che “ha dovuto provare di non essere un bugiardo”. Tu ti senti più “legal man” o “writer man”?

Generoso: Assolutamente liar man. Scriveva Pessoa nella sua più nota poesia Autopsicografia:

 Il poeta è un fingitore.

 Finge così completamente

da fingere che sia dolore

il dolore che effettivamente sente.

Io fingo, quindi, avvocato e scrittore (rectius: poeta).

3. A questo punto a scuola i professori “cazzimma” (per quelli di fuori Napoli e provincia, persone dotate di una dose di cinismo superiore alla media) avrebbero fatto la domanda a cui nessuno studente si è mai preparato, “parli di un argomento a piacere”. Marzullo (cui noi in parte ci ispiriamo) avrebbe invece detto “si faccia una domanda e si dia una risposta”. Noi che non siamo né professori, né Marzullo e né tantomeno pesci banali, ti chiediamo: Generò, in poche parole, di cosa parla veramente il tuo libro?

Generoso: Però vi dico che mi sto preparando per la possibile intervista a Marzullo. In tal caso mi porrei invece la seguente domanda “Chi ti ha dato titolo per pontificare come hai fatto nel libro?”, e io risponderei ”una forte e intima esigenza in un periodo di grave crisi personale: i figli mi ridevano in faccia, i praticanti non mi ascoltavano, per non parlare delle donne… Quelle poche che mi si avvicinavano, dopo poco mi prendevano a pernacchie, per cui non mi rimaneva che sparare nel mucchio pensando “è possibile mai non incontri qualche str… straordinaria persona che mi prenda sul serio?”

A quanto pare gli str… sono più di quanti immaginassi, atteso l’interesse intorno alla Finestra Verde.

Ma visto che volete conoscere la sinossi del romanzo, mi costringete a smettere i miei panni di persona… seria, e indossare quelli di persona seriosa.

Dunque, il romanzo descrive l’incontro di un sessantenne con una coppia di giovani ventenni. Lo scenario è dato da un panorama familiare alle genti tirreniche, caratterizzato da un piccolo lembo di spiaggia e da una finestra verde che si affacciano su orizzonti meravigliosi e, forse, ben descritti, che fanno da proiezione all’animo dei protagonisti. L’intesa tra l’uomo adulto o anziano, come sono i sessantenni per i giovani, dettata da una spiritualità molto intensa, è immediata. Entrambi cercano l’assoluto, lei nell’esperienza e negli insegnamenti dell’uomo, lui nella nettezza dell’animo di lei, non sporcato da esperienze fortemente negative. Il lettore sarà accompagnato nella lettura dal desiderio di scoprire le verità che lo scrittore lascia trasparire ma che saranno messe completamente a fuoco solo dall’inatteso finale.

4. Quali sono adesso i tuoi progetti per il futuro, oltre a farci causa per quest’intervista?

Generoso: Continuare a divertirmi sentendo la mia voce sparare… perle di saggezza, come in questo caso.

 

 

 

 

 

 

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Amore, ironia e cefalità.



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