Fumetti

Published on Maggio 16th, 2014 | by Martina Caschera

0

Nevermind – Tuono Pettinato

Sono nata a metà degli anni ottanta.

La nostra generazione c’è cresciuta, all’ombra dei  Nirvana: se avevi un minimo di buon gusto era normale, logico ascoltarli. Al liceo non se ne parlava, ma aleggiavano in giro. Un tassello fondamentale dell’educazione musicale di ognuno di noi, volente o nolente.

In qualsiasi momento di solitudine, nei lunghi pomeriggi piovosi, nel walkman prima e nell’mp3 poi, non potevano mancare. A sottolineare una condizione esistenziale comune, che però sembrava speciale. Non a consolare, ma a permettere che il dolore di certi momenti potesse riecheggiare meglio.

Ma perché mi permetto di spendere queste poche, forse superflue, parole di introduzione? Lo sanno tutti che è difficile parlare di Kurt Cobain: tante biografie, tanti articoli, retrospettive, servizi, programmi televisivi, gossip ancora oggi. E anche fumetti, perché quello che mi accingo a recensire non è il primo.

Mi permetto perché questa specie di coraggio me l’ha dato Tuono Pettinato.

Me l’ha passato come un testimone, e da questo punto di vista si tratta di un fumetto decisamente efficace sui propri lettori, che si trovano a tu per tu con Kurt, così vicino da poterlo abbracciare.

musica

 

La scelta del soggetto, e di conseguenza del titolo, coraggiose entrambe, e l’oculatezza di farlo uscire in occasione del ventennale dalla morte di Kurt, hanno attirato di certo l’attenzione della critica su questa biografia a fumetti edita dalla Rizzoli Lizard.

Tuono Pettinato però, ci prende per mano e ci accompagna nella vita del giovane Kurt, dall’infanzia agli ultimi attimi, senza alcuna pretesa didascalica e con eleganza, delicatezza.

Attraverso il personaggio de “l’amico immaginario” di Kurt, Boddah (che ha le sembianze di Hobbes, l’amico immaginario di Calvin in Calvin&Hobbes), la storia del giovane solitario, poi star della musica internazionale, ci si svela.

Ed è una storia di lotta.

loser

 

Lo stile dell’autore è perfetto per i toni intimistici e ironici della narrazione: sintesi, linee sinuose che si rimpolpano qua e là, mai a caso,  il bianco e nero. Alcuni oggetti, ritratti nel loro semplice profilo, e alcune sagome/simboli ricorrono.

Interessante l’uso della musica, le lyrics originali di vari autori (per i più sprovveduti – tipo me – non preoccupatevi, troverete le note a fine storia).

La musica è importante in questo volume, entra ed esce tramite le figure di grandi band storiche del rock e del punk, che Kurt pian piano scopre e impara a introiettare. Il punk lo aiuterà a sentirsi meglio, a trovare la propria strada e la propria realizzazione:  “Sapere di poter essere se stessi è un’enorme liberazione”.

 

sapere di

 

Tuono Pettinato si riconferma  autore assolutamente coraggioso e anticonformista.

Membro del collettivo Fratelli del Cielo, ha collaborato con strisce e rubriche per alcune riviste (ANIMALs, Repubblica XL) e cura, al momento, una rubrica per Fumettologica e una serie su Linus.

La sua opera precedente, Corpicino, tratta, con l’immancabile ironia tipica dell’autore – un’ironia che tocca talvolta vette di acuto sarcasmo – il tema dell’infanticidio. In bianco, nero e fuxia.

Candidata al Premio Micheluzzi per Migliore Fumetto, quest’opera è stata molto apprezzata dalla critica italiana proprio per la qualità della sensibilità con la quale l’autore affronta la tematica, graficamente e verbalmente.

Caratteristiche di Tuono Pettinato, come personaggio e come – s’immagina – persona, sono l’arguzia, l’ironia pungente e mai eccessiva, l’umanità.

Anche tra le pagine di Nevermind, tutto questo si riconferma: non ci sono parole di troppo, fuori posto, ma anzi i silenzi (e la musica) hanno i loro giusti spazi, il loro peso significativo.

Tuono Pettinato ci presenta un Kurt fragile e riconoscibile, grazie a frequenti flashback e flashforward che ci ricordano chi Kurt diventerà, che ci proiettano sul palco e dritto dritto nella sua testa. Scene dure, di magrezza, disagio, rabbia e violenza si alternano a delicati momenti di intimità e contatto, incarnati della figura dell’amico immaginario di Kurt.

Lo seguiamo, nelle curve strettissime del suo percorso sempre più accelerato.

Arrivato al successo, la lotta contro la società, il mondo circostante rappresentato dai mostruosi media, si fa una questione di vita o di morte.

Le icastiche riflessioni di Boddah ci aiutano a comprendere profondamente cosa sta succedendo attraverso i salti temporali e le cesure, e ci fa luce su tonnellate di non detto.

incasellare

 

Ed è forse proprio nella figura di Boddah-Hobbes la chiave di volta del racconto di Tuono Pettinato.

Una condizione di solitudine profonda, tanto reale quanto irriducibile.

 

Martina Caschera

Twitter
Visit Us
Nevermind – Tuono Pettinato Martina Caschera

Summary:

4

Voto:


Tags: , , , , , , , , , ,


About the Author



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Dichiaro di aver letto, compreso e accettato la privacy policy del sito

Back to Top ↑
  • Seguici su facebook

  • Vincitori del premio Radiolibri

    Vincitori del premio Radiolibri
  • Verità per Giulio Regeni

    Verità per Giulio Regeni
  • Giustizia per Mario Paciolla

    Mario Paciolla