Libri

Published on Febbraio 20th, 2015 | by Carla De Felice

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Inverno Rosso

Luca Rinarelli, Inverno Rosso. Eris Edizioni, 2014 €14,00

Luca Rinarelli, Inverno Rosso. Eris Edizioni, 2014
€14,00

Nella città della Mole, in una Torino fredda, minacciosa e buia è ambientato Inverno Rosso, il terzo romanzo del torinese Luca Rinarelli edito da Eris Edizioni.

“La Mole Antonelliana gli parve una lama di ghiaccio piantata nel cielo. Le luci artificiali la rendevano più grande di quel che era. La trovò minacciosa per la prima volta…”

Siamo nel 2009, nel periodo di dicembre. Cominciano ad avvenire morti strane e misteriose tra i senza fissa dimora. All’inizio sembra trattarsi di fatti casuali, ma il numero e le circostanze dei decessi cominciano a diventare sospetti.
Werner H. è un tedesco dell’est emigrato a Torino. Lui conosceva molti di quei barboni, alcuni erano suoi amici, e capisce immediatamente che le loro non sono morti casuali. Le vittime conoscevano bene la vita di strada, sapevano proteggersi dal freddo e dal rischio assideramento. Insospettito, comincia allora ad indagare, per giungere a una verità così grande che va ben oltre ogni immaginazione.

Ho scoperto Inverno rosso per caso ma ho capito immediatamente che non potevo assolutamente perderlo: Torino e Berlino (posti in cui ho vissuto e che conosco fin troppo bene), DDR e Vodka (e pure tanta) in un solo romanzo, cosa potevo chiedere di più?


Inverno rosso è ambientato in una Torino oscura, gelida, descritta in ogni minimo dettaglio. Luca Rinarelli rende la città più viva (e minacciosa) che mai: il lettore la respira, la vive, la annusa, la assapora e la teme. Accompagna i personaggi nelle lunghe e desolate passeggiate notturne nei vari angoli della città dal Lingotto a San Donato, da Piazza Castello alle Molinette. Cammina nella neve, si bagna, si gela, si sbronza con loro.
E’ Torino, non c’è alcun dubbio, ma le atmosfere di intrighi, complotti, spionaggi e servizi segreti la rendono al tempo stesso universale, facendola sembrare quasi come la Berlino divisa dal muro all’epoca della DDR. Anche questa Torino è divisa da muri, ma sono invisibili e dividono: benessere e povertà, lobbies internazionali a situazioni di degrado, ricche ville e gente che dorme per strada.

Il protagonista della storia, il tedesco Werner, è un uomo misterioso con un oscuro passato

“malinconico, laconico, beone. Assassino, forse vittima del mondo e di se stesso.
Incapace di cambiare la sua vita e allo stesso tempo forte e risoluto. E in fin dei conti buono…”

Un uomo che parla poco ma pensa (e agisce) tanto.

Inverno rosso è un libro che ti immerge in un’atmosfera particolarissima che ti avvolge completamente e si lascia finire tutto d’un fiato. Un thriller/noir che indaga il lato oscuro non solo dei personaggi, ma anche della società, nel pieno di una crisi che è sì economica ma soprattutto morale. Una scrittura semplice ma efficace ed incisiva a servizio di una storia cinica, spietata, accompagnata dalle bellissime illustrazioni in bianco e nero di Marco Martz sempre al posto giusto, mai ridondanti né eccessive. E un ritmo rapido e incalzante di stampo quasi cinematografico.

Inverno rosso3

Una lettura scorrevole e piacevole, con qualche imperfezione qua e là (che non ne compromette però la lettura complessiva) e che consiglio (oltre agli amanti del genere) soprattutto a tutti quelli che vogliono rivivere Torino sotto una prospettiva particolare.
Ma tenetevi al caldo (magari anche con un po’ di vodka) durante la lettura perché le atmosfere di Inverno rosso vi faranno gelare.

Carla De Felice

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L'unico vero realista è il visionario.



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