Storie del barrio
Di solito le prime cose che vengono in mente pensando a Palma di Maiorca sono l’estate, il sole e il mare. Questo prima di imbattersi in Storie del barrio, romanzo grafico scritto da Gabi Beltrán, disegnato da Bartolomé Seguí ed edito da Tunué. Questo graphic novel è stato anche vincitore del Primo Premio de Cómic Ciutat de Palma nel 2011.
Leggendo questa storia, resa perfettamente dalla traduzione di Diego Fiocco, si viene a contatto con una Palma di Maiorca totalmente sconosciuta ai più, fatta di vita di strada, di droga e di delinquenza. Beltrán ci racconta le storie della sua infanzia, turbolenta e intrisa di solitudine. La sua famiglia è totalmente assente e costringe il giovane, un po’ come tutti i suoi amici e coetanei, a trascorrere le giornate per le vie del quartiere, vivendo di espedienti e abituandosi a bighellonare tra una sigaretta e una prostituta. Il sobborgo a cui appartiene sembra assorbire completamente il protagonista con i suoi abitanti che, come Beltrán lascia trasparire senza mezzi termini, sembrano non avere la minima speranza nel fatto che la vita possa essere vissuta diversamente, né appaiono pervasi da uno spirito di rivalsa che possa spingerli ad essere migliori.

Il sentimento di rivincita, invece, comincia ad crescere nel cuore del giovane protagonista nel momento in cui, per sfuggire agli orrori della propria quotidianità e incoraggiato da una nuova amica – diversa da quelli incontrati sino a quel momento – comincia a dedicare il proprio tempo ad attività più edificanti come la lettura o il disegno che, se da un lato gli permettono di evadere, dall’altro rendono possibile la visione di un futuro diverso, di una felicità non più irraggiungibile, ma reale e tangibile.

Il giovane Beltrán si alterna nel ruolo di protagonista con i personaggi che più lo hanno colpito, nel corso della sua adolescenza, in positivo ma, soprattutto, in negativo, fornendoci un’analisi dettagliata e anche piuttosto lucida della vita dei ragazzi dei quartieri “difficili”. Alle varie illustrazioni si alternano degli stralci di memoria dell’autore, che ricostruisce il complicato e a tratti tragico rapporto col padre, che non smette di essere tale nemmeno dopo la sua morte.
Dal punto di vista grafico il racconto di Gabi Beltrán è reso perfettamente dal suo più giovane compaesano Bartolomé Seguí. I suoi disegni, infatti, riescono a sdrammatizzare la durezza dei temi affrontati con un tratto poco realistico, che si pone in contrapposizione con la crudezza dei ricordi dell’autore senza sminuirne la potenza evocativa, tanto da poter essere considerati un’opera a sé stante e da essere fortemente espressivi anche senza il testo ad essi associato.

Storie del barrio è, in definitiva, un graphic novel che riesce a suscitare in chi legge sentimenti contrastanti: sgomento e frustrazione da un lato, speranza e resilienza dall’altro in una miscelleanea di storie che diventano un unico memoriale dai tratti fortemente intimisti e viscerali e che lascia nel lettore un senso di amarezza e al contempo di aspettativa nel futuro.
Giorgia Recchia
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