Musica

Published on aprile 28th, 2018 | by Francesco Papadia

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A Perfect Circle – Eat the elephant

Quando nel 2000 gli A Perfect Circle fecero uscire Mer De Noms, il loro disco d’esordio, non sapevano che sarebbe stata la loro condanna. Il disco è un successo enorme,  è un capolavoro, mette d’accordo tutti, allora qual è il problema?
Il problema è che Thirtheen Step ed Emotive, i dischi successivi, avevano la colpa di non essere un cerchio perfetto (okay, Emotive era proprio brutto, ma non approfondiamo).
A quattordici anni di distanza è uscito Eat the elephant, un disco che si discosta enormemente dai precedenti lavori della band. La premiata ditta Maynard/Howerdel ha sfornato un disco dalle dinamiche molto elaborate, summa delle esperienze artistiche dei due musicisti.
Eat the elephant omaggia Nine Inch Nails e Smashing Pumpkins, come è normale che sia, il disco però suona delicato e solenne. C’è un uso abbondante di pianoforte e archi che lascia poco spazio all’attitudine rock che conosciamo.
La batteria gioca un ruolo determinante nell’andatura delle canzoni. Lontana e strizzata, batte un rullante piatto e asciutto mentre i piatti sono tutti davanti. Le vostre orecchie saranno messe a durissima prova e il vostro gusto personale farà la differenza. Per la prima volta un “estraneo” si è unito al processo di produzione delle canzoni. Dave Sardy si è occupato di dare uniformità ai pezzi e di rendere la batteria oggetto di discussione da qui a cent’anni.
La forza del disco sono i singoli: la titletrack, Eat the elephant, è un’apertura morbida con un Maynard suadentissimo. Disillusioned ricorda le atmosfere di Thirteen step, con una sezione centrale di grande impatto; è una delle canzoni più interessanti del disco.

The Doomed è la più ancorata al passato, con la sezione ritmica che richiama il più possibile lo stile dell’ex batterista Josh Freese.
So long, and thanks for all the fish è probabilmente la più bizzarra e inaspettata del disco, e della band in generale, io la adoro anche solo per l’omaggio alla Guida Galattica.

Altra canzone degna di nota è Deliciousin cui sono fortissimi i rimandi agli Smashing Pumpkins di cui parlavo poco fa.
Eat the elephant porta avanti più di altri dischi le intenzioni che fecero partire il progetto A Perfect Circle. Se agli inizi il materiale di Howerdel era composto, più che altro, da musiche per colonne sonore, la tracklist di questo album rende assoluta giustizia all’idea. Ogni traccia non sfigurerebbe all’interno di un film o serie tv.
Contestualizzandolo in questo modo, e smettendo di paragonare ogni disco degli APC a Mer De Noms, si riesce a soprassedere all’orrenda copertina, a qualche sbavatura di troppo nella composizione e all’inspiegabile equalizzazione della batteria.

 

Tracklist:

1. Eat the elephant
2. Disillusioned
3. The Contrarian
4. The Doomed
5. So long, and thanks for all the fish
6. Talktalk
7. By and down the river
8. Delicious
9. DLB
10. Hourglass
11. Feathers
12. Get the lead out

 

 

 

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A Perfect Circle – Eat the elephant Francesco Papadia

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3.5

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