Calamita Caina

Published on giugno 10th, 2018 | by Calamita

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Caina

Caina Davide Morganti

Caina, Davide Morganti, Fandango Libri 2009 (Collana Galleria Fandango) pp.163.

«La gente non sa, e non deve sapere, che i morti, se li levi da dentro ai palazzi, i palazzi se ne cadono».
Un romanzo a due voci, una figlia e una madre. La figlia fa il killer di professione, la madre è un personaggio misterioso che va scoperto leggendo il libro fino alla fine.
Due voci diverse – una “terra terra” nel senso di legata alle cose dei fatti e alla voce della strada; l’altra più colta, riflessiva, dedita anche alla bellezza delle cose dei corpi.
Una struttura costruita a regola d’arte per imbrigliare il lettore in una ragnatela di filo spinato, in un crescendo di eventi terribili e feroci: “No, è mai possibile?”, viene da pensare, ma poi andando avanti lo stupore di prima ti sembra nulla in confronto a quello che ti trovi a provare.
Vincenza, la figlia, ammazza per odio puro più che per professione: odia il mondo in cui vive; odia tutto ciò che è diverso da lei per colore della pelle, per religione, per cultura; odia anche la persona di cui si è innamorata e odia il bambino che porta in grembo perché figlio di uno straniero.
Il suo odio non ha mediazioni, lei è “una donna di viscere”, come dice Morganti, e l’amore per un egiziano la rende ancora più feroce, carnale – il suo stesso amore è fatto soprattutto di corpo, di sostanza, di dedizione profonda e sensuale.
La ferocia femminile è un tema difficile da raccontare, quasi mai toccato, o almeno non con la crudezza del testo di Morganti. Quella di Vincenza non si stempera nemmeno ai lamenti dei morti che le parlano dal cemento in cui sono stati sciolti: Vincenza, con una sua personalissima visione religiosa, pensa al Giudizio Universale come a una resa dei conti, quando la risposta di Dio sarà di una crudeltà e di una violenza maggiore di quella vissuta in Terra; e forse è per questo che la sua ferocia è senza paura, e non si piega mai davanti alle vicende della vita, perché lei sa che quello che vive nell’oggi non è nulla in confronto alla vita eterna.
Nel nero pece di questa storia, però, sono riuscito a scovare una perla, che commuove perché esplicitata e nascosta in un attimo, un dono poetico da scovare come un tesoro nascosto: «mamma, quando sentiva che tiravo la notte dalla mia parte come fosse una coperta di lana, si svegliava per il freddo, si alzava e veniva a sedersi sul bordo del letto, manco fossi ancora la bambina di una volta». Un fondo di umanità, tra una madre e una figlia, lo si ritrova sempre. Anche in Caina.

Posizione:

 Al tavolino di un bar di un lido di Licola. Pensando alla spiaggia bollente che avevo davanti quando sarebbe calata la notte.

Nota:

Al romanzo è ispirato l’omonimo film, scritto e sceneggiato da Davide Morganti e Stefano Amatucci, con la regia di quest’ultimo, e prodotto da Movieland Productions Italia.

Raffaele Mozzillo

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- brevi recensioni di libri appena letti a cura di Raffaele Mozzillo. Il Calamita è un pesce appartenente alla famiglia dei Cefali. Un segno particolare è la pinna pettorale con una macchia nera ascellare. Come gli altri pesci della sua famiglia, nel periodo dell’amore mostra il suo dentino.



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