Musica

Published on Febbraio 15th, 2019 | by Francesco Papadia

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Sharon Van Etten – Remind Me Tomorrow


Sharon Van Etten, per chi non la conoscesse, appartiene alla vastissima schiera di cantautrici con la chitarra. In un genere in cui è difficilissimo risultare originali e capaci, Sharon suona un (indie) folk di intensità e qualità rara.

Nonostante il suo primo disco sia datato 2009, Sharon Van Etten si è fatta conoscere al grande pubblico con  Are We There del 2014. Pubblico e critica applaudono, le sue canzoni finiscono in molte colonne sonore, David Lynch la vuole sul palco del Roadhouse in Twin Peaks: the return, insomma, meglio di così…

Remind me tomorrow è il titolo del suo ultimo disco, uscito il 18 gennaio. Sharon Van Etten ha spiazzato tutti, perché questo non è un disco folk e lei ha cambiato il modo di cantare, di suonare, i tempi e le sonorità.

Usare il termine sperimentale potrebbe essere eccessivo, non c’è niente di “nuovo” o mai sentito prima d’ora, anzi, i rimandi ad altre cantanti si trovano più o meno ovunque, tuttavia il disco mostra un’incredibile voglia di cambiamento. Sharon Van Etten non è più solo una cantante con la chitarra ma può fare quello che vuole quando vuole.

Il risultato è un disco ascoltabilissimo, delicato, mai noioso, elegante, in cui la precedente oscurità lascia spazio a un amore folle e profondo.

La prima traccia,  I told you everything, è un’intima dichiarazione di amicizia e amore. Due persone, un pianoforte languido e la voce di Sharon che racconta come i sentimenti siano stratificati su molti livelli.

È con No one’s easy to love che le atmosfere cambiano completamente. Sharon ruba i synth a Trent Reznor e suona un rock elettronico con un ritornello arioso più che mai, in cui quattro piccole note di pianoforte vi entreranno nel cervello e non se ne andranno mai più.

La parte centrale è composta dai tre singoli Comeback Kid, Seventeen e Jupiter 4. In Seventeen, Sharon parla a sé stessa ragazza conscia del futuro che la aspetta, uscire indenni dal testo è impossibile. L’amore, tema principale dell’album, torna potente in Jupiter 4, un pezzo dall’andatura e sound quasi britannici.

Hands è un pezzo sensuale e dissonante, la voce di Sharon ricorda quella di Aimee Mann nell’impostazione della strofa, mentre nel ritornello si allontana e si perde tra le distorsioni.

La dolcissima Stay chiude il disco, la voce si sdoppia e si assottiglia, il testo ci parla delle aspettative e dei cambiamenti durante la recente gravidanza della cantante.

Remind Me Tomorrow è un bellissimo disco, con le giuste contaminazioni e la giusta quantità di canzoni paracule. Sharon Van Etten è un’artista che ha alle spalle una discografia di enorme rispetto, ormai entrata di prepotenza tra le mie cantanti preferite.

Francesco Papadia

Tracklist

1.I Told You Everything
2.No One’s Easy To Love
3.Memorial Day
4.Comeback Kid
5.Jupiter 4
6.Seventeen
7.Malibu
8.You Shadow
9.Hands
10.Stay

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