Fumetti

Published on Giugno 20th, 2019 | by Simona Di Rosa

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L’Ulysse di Lob e Pichard: molto più di un adattamento


Pubblicato per la prima volta nel 1974, l’Ulysse di Jacques Lob e George Pichard è comparso in Italia su Alter Linus e in edizioni introvabili per molto tempo. Un gioiello riemerso dagli abissi che Rizzoli Lizard ha recentemente pubblicato in un’edizione integrale di grande formato, con una ricca postfazione di Boris Battaglia e Paolo Interdonato.

Nel mare magnum degli adattamenti del mito di Odisseo – uno dei personaggi più significativi della letteratura occidentale –  l’Ulysse di Lob e Pichard rappresenta un caso unico nel suo genere, in cui fantascienza, erotismo e rivisitazione del mito convivono e regalano una storia nuova, pur focalizzandosi sulla parte più famosa e potremmo dire inflazionata dell’Odissea.

L'Ulysse di Lob e Pichard

Ulysse: il modello omerico

La grande storia epica di Omero o chi per lui, che racconta il ritorno a casa dell’eroe Odisseo dopo la vittoria della Guerra di Troia, si svolge infatti in ventiquattro libri che dipanano la narrazione sottoforma di intreccio: il racconto delle peripezie di Odisseo e dei suoi in mare è infatti narrato ex post da Odisseo stesso, quando si trova alla corte dei Feaci.

I libri centrali sono quindi dedicati alle mirabolanti avventure dell’eroe e dei suoi compagni in mare, per poi chiudersi – come si sa bene – con il ritorno a casa di Odisseo, l’uccisione dei Proci e il ricongiungimento con Penelope.

Mentre l’Iliade è il poema della guerra, l’Odissea è il racconto del ritorno e del viaggio stesso, con un protagonista che subisce la volontà degli dei di farlo errare a lungo, ma al tempo stesso fa esperienza dei luoghi e delle persone che incontra grazie a un’irriducibile curiosità e sete di scoperta. Quella stessa sete, che si potrebbe quasi definire “arteteca”, che lo porterà a ripartire anche dopo il ritorno a Itaca.

La versione di Lob e Pichard

L'Ulysse di Lob e Pichard

Jacques Lob e George Pichard prendono questa grande matassa epica e la trasformano in una storia sci-fi in cui l’attinenza al mito è sacrificata in favore di una interpretazione in chiave fantascientifica dell’Odissea, con gli dei rappresentati come supereroi annoiati e conturbanti. L’impostazione tradizionale del fumetto dal punto di vista strutturale e stilistico – con sceneggiature tonde e verbose e una costruzione della tavola abbastanza tipica – fa da contraltare alla portata innovativa del contenuto e del modo in cui il mito è raccontato.

Se da un lato gli dei, in una sorta di Grande Fratello ante litteram, godono nel vedere Odisseo impegnato nelle sue peripezie e cercano sempre nuovi modi per ritardarne il ritorno a casa, dall’altro lato i compagni di viaggio del protagonista biasimano il loro comandante nell’andare continuamente alla ricerca del nuovo: Lob e Pichard suggeriscono che la responsabilità del viaggio di Odisseo non sia soltanto degli dei, ma anche dell’eroe stesso, che non si lascia scappare nessuna occasione per conoscere l’ignoto – e cacciarsi nei guai.

Tra fantascienza ed erotismo: le donne nell’Ulysse

L'Ulysse di Lob e Pichard

Se il mondo fantastico e fantascientifico è la chiave di lettura principale di questo adattamento, molto spazio viene lasciato anche all’erotismo grazie agli innumerevoli corpi femminili ritratti da Pichard, che ha poi proseguito il suo cammino artistico fino a derive “pornografiche” e BDSM. Nell’Ulysse di Lob e Pichard le donne sono tra le protagoniste indiscusse: innanzitutto Atena, poi Circe, Calipso e infine Penelope, l’unica che viene ritratta in una posa naturale e intima dal disegnatore.

Tra queste, il personaggio meglio riuscito è sicuramente quello di Circe: sovrana delle sostanze psicotrope, Circe è l’antitesi esatta della casta Penelope, ed è a lei che è dedicata la copertina della curatissima riedizione di Rizzoli Lizard.

La grande assente nell’adattamento del duo francese è la giovanissima Nausicaa, ma si tratta chiaramente di un’omissione voluta: sia Circe che Calipso sono delle dee che soccombono al fascino di Odisseo, ma che allo stesso tempo lo stringono in una spirale difficilmente distruttibile grazie alla loro forza di donne adulte e onnipotenti.

Nausicaa, invece, non è così: come non è così Penelope, che alla fine della storia si ritrova accanto a un uomo che non la riconosce e che lei stessa non riesce più a comprendere. Chi vorrà leggere un ottimo adattamento dell’Odissea dal punto di vista di Nausicaa potrà tuttavia recuperare “Nausicaa: l’altra Odissea” edito da Pavesio Editore.

Old but gold

L’Ulysse di Lob e Pichard è un vero “old but gold”, dimostrazione che la sovrapposizione di novità a fumetti in libreria spesso non riesce a eguagliare la grande tradizione fumettistica, che sa essere più innovativa dell’innovazione stessa.

Una storia che incuriosirà molto gli appassionati dell’Odissea e di Omero – che nel libro è un vero e proprio personaggio di punta – ma che dovrebbe leggere chiunque ami il fumetto e cerchi qualcosa di diverso ma classico allo stesso tempo.

Simona Di Rosa

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