Il re di Bangkok – recensione
Thailandia, questa sconosciuta
Agli occhi di chi, come me in primis, non è mai stato in Thailandia, potrebbe risultare difficile avere un’immagine di questo paese: è così lontano, diverso dal nostro. Sarà per gli scenari impressi nella memoria da alcuni film o documentari, ma l’immagine predominante è sempre quella delle isole, mete esotiche e paradisiache dal mare cristallino. Ma le città? La situazione politica? Gli abitanti? Su questi argomenti non mi ero mai posta particolari domande. Poi lo scorso anno, grazie ad add editore, mi è capitato di leggere la bella raccolta di racconti Festa in lacrime del giovane scrittore thailandese Prabda Yoon che mi ha offerto una prima panoramica diversa e originale su questo paese. Sempre grazie ad add editore, ho letto lo splendido fumetto Il re di Bangkok, un’opera densa e ricca firmata da tre autori italiani: l’antropologo Claudio Sopranzetti, la disegnatrice Sara Fabbri (tra l’altro art director di Linus) e la traduttrice Chiara Natalucci. Dopo questa appassionante lettura che offre anche una panoramica dei principali eventi storici e politici della Thailandia degli ultimi 50 anni, sono riuscita anche a capire che, per certi aspetti, la Thailandia non è poi così diversa da noi.

Il re di Bangkok, Claudio Sopranzetti, Sara Fabbri, Chiara Natalucci. ADD editore, 2019. Copertina flessibile, pp 215, € 19,50
Il re di Bangkok
Il fumetto è ambientato in un periodo che va tra gli anni Ottanta e Novanta, quando la Thailandia subì la liberalizzazione del mercato, fino agli anni 2000. Il suo protagonista, Nok, si trova a vivere in prima persona la situazione politica ed economica della realtà in cui vive. Nelle prime tavole, nella Bangkok dei giorni nostri, lo conosciamo cieco fare l’ambulante e vendere biglietti della lotteria. Ma cosa gli è accaduto? Perché gli è toccata questa sorte? Con un lungo tuffo nel passato, Nok rivive la sua vita, le sue speranze e le sue sconfitte ripartendo dal 1982, anno in cui, dal nordest del paese, si trasferisce nella capitale con la speranza di crearsi un futuro migliore. Migrante e lontano dalla famiglia, lavora come tassista e muratore, sperando di ricongiungersi il prima possibile a sua moglie e suo figlio. Non sempre compie le scelte giuste, anzi, per un periodo abusa di anfetamine e allontana le persone che gli vogliono bene e per cui sta facendo questi sacrifici. Il tutto sullo sfondo del boom economico della capitale thailandese, dell’arrivo del traffico, delle rivolte contro il regime imposto e dell’ascesa del leader politico populista Thaksin Shinawatra.

L’opera
Il racconto si sviluppa su due livelli temporali evidenziati anche dalla componente cromatica: il presente, con un Nok anziano, cieco e rassegnato, vede una prevalenza di toni cupi di grigio, nero e bianco mentre il passato, quando Nok era pieno di speranze e sogni, presenta varie tonalità di colore. I disegni di Sara Fabbri sono estremamente espressivi e presentano una grande cura nella rappresentazione degli elementi della città come palazzi e strade. La struttura delle tavole è molto varia; in alcuni passaggi che mostrano momenti salienti della storia della Thailandia, troviamo questi ultimi nella parte superiore e nella parte inferiore quelli che sono i relativi episodi della vita di Nok.

Conclusioni
Il re di Bangkok è un lavoro appassionato e curato in ogni minimo dettaglio, dall’aspetto grafico a quello della ricerca antropologica e storiografica sull’argomento. Una storia che sarà anche frutto di finzione narrativa con i suoi personaggi inventati, ma che diventa l’escamotage perfetto per presentare da una nuova prospettiva un paese sconosciuto alla maggioranza, pieno di contraddizioni, in bilico tra tradizione e modernità. Un lavoro che fa riflettere sulla storia, la migrazione, la lontananza dalla famiglia ma soprattutto sul significato e sul prezzo della libertà, che spesso diamo per scontata senza renderci conto di quando la stiamo perdendo.
Carla De Felice
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