Libri Scomparso - La misteriosa sparizione di Mustafa Ouda

Published on Gennaio 14th, 2020 | by Roberta Rega

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Scomparso – La misteriosa sparizione di Mustafa Ouda

Scomparso - La misteriosa sparizione di Mustafa Ouda

Ahmed Masoud, Scomparso – La misteriosa sparizione di Mustafa Ouda, Lebeg edizioni (2019).

Crescere è davvero complicato, doloroso, avventuroso, ed è per questo che i romanzi di formazione sono così affascinanti e inesauribili, e ci riportano da lettori a quei sentimenti passati come se ce li fossimo lasciati alle spalle solo il giorno prima. Anche Scomparso (Lebeg Edizioni 2019, traduzione di Pina Piccolo) rientra nella categoria dei romanzi di formazione, opera narrativa d’esordio di Ahmed Masoud, scrittore e regista teatrale cresciuto in Palestina, trasferitosi a Londra dal 2002. Scomparso racconta la storia di Omar, un bambino che vive a Gaza con sua madre e che indaga sulla scomparsa del padre, avvenuta in circostanze misteriose e mai del tutto chiarite, nemmeno dalla famiglia. Ma è il 1982, e Omar vive nel campo rifugiati di Jabalya, dove un comando militare israeliano fa il bello e il cattivo tempo, e intanto la Resistenza si organizza in clandestinità. Non è chiaro se il padre si sia allontanato da casa per motivi familiari, visto che la madre e lo zio rispondono sempre in maniera vaga alle insistenti domande del ragazzo, o se giace in qualche prigione israeliana per motivi politici. Per cercare risposte, Omar si mette sulle tracce del padre con una ingenuità disarmante (che ci ricorda costantemente che è pur sempre un bambino), attirando l’attenzione delle truppe d’occupazione israeliane ed entrando in un gioco più grande di lui, in un momento politico molto delicato. Da quel momento, viviamo con Omar tutto lo struggimento e la confusione generati dalla sua condizione, entrando nel vivo di una situazione che da politica diventa prima di tutto umana.

Gridai forte come tutti gli altri pensando a tutti i miei sacrifici, a un bambino cresciuto senza padre, che in qualche modo era diventato un traditore, poi un eroe che aveva rischiato la vita nel campo di battaglia. Sebbene tutto fosse finito e ci stessimo dirigendo verso casa, continuai a gridare con Ahmed, e la gente si univa a noi nelle nostre grida di giubilo. Non eravamo più ragazzini, improvvisamente eravamo nati di nuovo in quel momento, nuovi adulti con le cicatrici dell’occupazione.

Il fatto che la vicenda sia ambientata in Palestina negli anni della prima Intifada non deve trarre in inganno: non si tratta del solito plot politico veicolato da una struggente storia di riscatto. Omar è un personaggio vivo, come la sua storia, e prende la scena con tutta la prepotenza e la vitalità della sua età. È un ragazzino curioso, che sfida le regole e le verità imposte, e che attraversa con grande dignità i momenti di disperazione e fragilità.

La dimensione della vita nel campo di Jabalya, che il romanzo restituisce in maniera intima e realistica con i continui coprifuoco, la violenza arbitraria dei militari e le uccisioni all’ordine del giorno, non scalfisce la tenerezza e l’empatia suscitate dal protagonista, che non viene scritto come personaggio strumentale alla causa, e non perde nemmeno per un momento la sua carica umana e veritiera. Le implicazioni inevitabilmente politiche di una storia ambientata a Gaza non tolgono la scena a un intreccio che coinvolge il lettore fino all’ultima pagina; la storia di Omar non è un mero espediente narrativo, bensì un racconto di grande coraggio e onestà, a tratti davvero doloroso e insopportabile, che si regge su una solida architettura fatta di antagonisti, aiutanti e personaggi chiave.

Se qualcosa di nuovo si può ancora dire su quello che accade in Palestina (nel silenzio della comunità internazionale, ricordiamolo), si trova sicuramente in Scomparso, dove senza retorica veniamo messi in contatto con la realtà viva dietro tutte le analisi politiche di questi anni.

Roberta Rega

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"Era un mondo adulto, si sbagliava da professionisti"



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