Musica

Published on Ottobre 15th, 2018 | by Francesco Papadia

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High On Fire – Electric Messiah

Il 2018 è l’anno di Matt Pike.
Non contento del successo ottenuto dalla reunion degli Sleep, torna alla carica, in senso letterale, con i suoi High On Fire.
Nati nel 2000, gli High On Fire fondono nel loro sound sludge, stoner e thrash: il risultato è pura energia. Il loro stile è diretto, rugginoso, senza rifiniture inutili. Raggiungono il successo nel 2007 con il disco, ormai capolavoro del genere, Death is this communion. I lavori successivi non deludono affatto e la band diventa un vero e proprio punto di riferimento per gli appassionati.

A ottobre, per festeggiare i vent’anni di attività, gli High On Fire hanno pubblicato l’ottavo disco, Electric Messiah, e SPOILER ALERT non delude affatto le aspettative.
Il disco, come altri usciti quest’anno, possiamo definirlo antologico. Tutta la storia artistica degli High on fire è condensata nelle nove tracce che lo compongono. Riff di chitarre solidi e potenti alternati ad assoli affilatissimi e veloci, la sezione ritmica di Jeff Matz al basso e Des Kensel alla batteria è gigantesca.

Da sempre, la voce di Matt Pike è stata croce e delizia della band; paragonato da molti a sua maestà Lemmy, lo stesso Pike aveva in passato dichiarato più volte di volersi scrollare di dosso un paragone così importante. Tuttavia, in una recentissima intervista il cantante ha raccontato di un sogno in cui lo stesso Lemmy gli diceva di non provare a usurpare il suo trono, eppure Pike sembra aver accettato una volta per tutte la pesante eredità, ispirandosi per il nuovo lavoro proprio ai Motorhead.

Electric Messiah è un manifesto del metal più puro e istintivo. Alla produzione c’è Kurt Ballou, giunto ormai alla terza collaborazione con la band californiana.
Il disco parte col botto, Spewn from the earth è una vera e propria martellata. La solenne Steps of the Ziggurat/House of Enlil prende spunto dalla mitologia Sumera, la batteria marziale e i cori in sottofondo ci raccontano uno scontro tra divinità.

La titletrack, Electric Messiah, ci porta indietro all’età dell’oro del thrash. Dedicata a Lemmy, la canzone urla “Motorhead” a ogni nota. La parte centrale dell’album, con Sanctioned Annihilation e The Pallid Mask, ci riporta gli High On Fire che siamo abituati a sentire, mentre sconfiniamo quasi nel punk con la velocissima Freebooter. A chiudere l’album ci pensa la bella cavalcata Drowning Dog.
Gli High On Fire non si smentiscono, la loro formula di potere e potenza (cit.) trascende i generi musicali di riferimento. Pike si dimostra un musicista più versatile di quanto ci si possa aspettare, la chimica del trio di Oakland è pura magia.

Se avete voglia di scaricare la tensione, questo è il disco che fa per voi; se siete fan dei Motorhead questo è il disco che fa per voi; se amate le voci al whisky, questo è decisamente il disco che fa per voi.

Francesco Papadia

Tracklist

1. Spewn from the Earth
2.Steps of the Ziggurat/House of Enlil
3.Electric Messiah
4.Sanctioned Annihilation
5.The Pallid Mask
6.God of the Godless
7.Freebooter
8.The Witch and the Christ
9.Drowning Dog

 

 

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    • #Repost @ssimonadirosa with @get_repost・・・"Eravamo tutte esaltate e terrorizzate: si stavano avvicinando i mondiali ISI, la gara più importante dell'anno. Non capivo perché fosse così importante. Una vittoria non qualificava per nessun'altra competizione. Nessuna di noi sarebbe andata alle Olimpiadi. Eravamo solo prigioniere nel ciclo continuo del pattinaggio agonistico di medio livello."La recensione su @unabandadicefali, qui basti dire che questo mattone di 400 pagine si legge super velocemente (forse anche troppo) e racconta una deliziosa storia di formazione. Un primo passo per conoscere il talento di Tillie Walden anche in Italia 💙
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