Recensioni cefalo cattelan

Published on Dicembre 23rd, 2019 | by Una banda di cefali

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Consigli cefali 2019 (serie TV, film e dischi)

Sì,lo sappiamo. Neanche il tempo di superare insieme lo scoglio del “che cavolo regalo a Natale?”, che si materializza davanti a noi una nuova domanda incubo:”che cosa fai a Capodanno?”. Niente paura, perché i cefali hanno pensato anche a questo. Per cui, amic*, se anche tu – come noi – sei stanc* dei soliti veglioni, del Concertone di Fine Anno su Rai 1, e hai voglia di festeggiare il Capodanno in compagnia del divano, l’unico amico fedele che non ti chiede mai “cosa fai a capodanno?, questa classifica del meglio del meglio del 2019 in fatto di serie tv, film e dischi fa proprio per te. Buon Natale e Buon 2020 a tutti da Una Banda di Cefali!

cefalo cattelan

Carla De Felice

Serie TV

The Boys (Prime Video) – Il lato oscuro dei supereroi spiegato bene.
Modern Love (Prime Video) – Perché sotto, sotto, abbiamo tutti il cuore di panna.
How to sell drugs online fast (Netflix)  – Quando vuoi riconquistare la tua ex e decidi di aprire un sito per vendere la droga.
Peaky Blinders (series 5, BBC) – Per la prima volta ho visto Tom Shelby in difficoltà.
Russian Doll (Netflix) – W Natasha Lyonne.

Film

Storia di un matrimonio, Noah Baumbach – Un film di cui vi potrei parlare per ore.
The Irishman, Martin Scorsese – Tre ore e mezza che passano e tu manco te ne accorgi. Magistrale.
La mia vita con John F. Donovan – Xavier Dolan – Ne ho lette di tutti i colori su questo film, c’è chi lo odia e chi lo ama. Io lo amo senza mezze misure.
J’ai perdu mon corps, Jérémy Clapin – Una favola triste e romantica passata (ingiustamente) inosservata.
Dolemite is my name, Craig Brewer – Da premiare perché fa parte di quei film che  mettono di buonumore e ti lasciano un po’ di sana allegria addosso che dura per giorni.

Dischi

Nick Cave & The Bad Sees, Ghosteen –  Un disco impegnativo con un Nick Cev da brividi e degli arrangiamenti meravigliosi.
Marracash, Persona – Un disco che parla e capisce più generazioni. In loop ormai da due mesi.
Billie Eilish, When we all fall asleep, where do we go? – Ho un debole per questa donna, non c’è niente da fare.

Fabio D’Angelo

Serie Tv

Ray Donovan (Netflix) –  quello del problem solving è un duro lavoro, ma qualcuno lo deve pur fare.
When they see us  (Netflix) – A mio parere, una delle perle del 2019. Una serie che costringe lo spettatore a letteralmente un frontale con il tema della discriminazione razziale negli Stati Uniti.
Chernobyl (HBO) – La realtà che supera ogni immaginazione, spiegato bene.
How to sell drugs online fast (Netflix)  – Qui è quando alla domanda “cosa devo fare per riconquistare il cuore della mia ex?” ti rispondono “inventati una startup!”. Se il consiglio vi sembra stravagante, pensate al fatto che Facebook è nata perché Mark Zuckerberg voleva rimorchiare una tipa.
Stranger Things (Netflix)Turn around/Look at what you see/In her face/The mirror of your dreams.

Film

Selfie Agostino Ferrente – Un docufilm per chi vive all’incrocio dei venti ed è bruciato vivo.
Lo Spietato, Renato De Maria -La mala milanese, spiegata bene.
C’era una volta Hollywood, Quentin Tarantino – “dov’è il genio”, spiegato bene.
The Irishman, Martin Scorsese – un grandissimo  gangster movie in chiave gerontoiatrica.Il sindaco del Rione Sanità, Mario Martone – Martone – temerario – riscrive in chiave contemporanea un testo di Eduardo De Filippo. A mio parere, una sfida vinta.

Dischi

Angel Olsen, All Mirrors – una delle voci più belle di questo secolo.
Afterhours, Noi siamo Afterhours – Qui è quando scopri che fra meno di quindici giorni dire “vent’anni fa” non sarà più sinonimo di anni 90. Insomma, porca paletta, gli Afterhours invecchiano e tu con loro.
Giovanni Truppi, Poesia & civiltà –  C’è la più bella canzone sullo scambio di solitudini.
Niccolò Fabi, Tradizione e TradimentoAscoltato tutto d’un fiato, ne viene fuori un album lucido, emozionante, capace come poche cose successe negli ultimi anni di volare alto, altissimo e  di regalare uno straordinario e coraggioso (visti i tempi) endorsement finale: votate Empatia.
The National, I am easy to find – È una giornata in cui tutto è un casino e tu hai solo voglia di andare in vacanza anni luce lontano da qui.

Roberta Rega

Serie TV

Euphoria (Netflix) – Serie tecnicamente molto interessante, incentrata sui disturbi e le fragilità dell’adolescenza, in grado di raccontare la sofferenza dietro i lustrini.
The Affair (Netflix) – Ultima stagione per questa serie che racconta una tresca tra amanti da tanti punti di vista diversi, e dove le versioni di uno stesso evento sono discordanti e imprecise, perché è così che accade nella vita reale.
Russian doll (Netflix) – Potrei parlare da orfana di GOT e OITNB, arrivate all’ultima stagione quest’anno, ma la serie più bella che ho visto quel 2019 è Russian doll.

Dischi

Atacama!, Alessio Arena –  Cantautore letterario ed emozionante, dalla voce lunare e inconfondibile, anche in questo ultimo lavoro discografico sa parlare, con lingua sapiente, al cuore e all’intelletto.
Iodegradabile, Willie Peyote – Forse non è trascinante come il precedente album, ma credo valga la pena citarlo come una delle uscite degne di essere ricordate e recuperate del 2019. Willie sei un grande!
Torneremo ancora, Franco Battiato and the Royal Philarmonic Concert Orchestra –  Il nostro Franco Battiato, quello che abbiamo visto ai concerti o intervistato da Amanda Lear nella sua casa di Milo, non c’è più; questo forse è l’ultimo frammento di lui che dobbiamo conservare gelosamente, insieme ai ricordi di una vita passata con le sue canzoni.

Andrea Ravasio

Serie Tv

The Boys (Amazon Prime) – Dall’omonimo fumetto del veterano Garth Ennis, una serie in cui i supereroi sono depravati, intoccabili e al soldo di una multinazionale, ma qualcuno prova a mettersi di traverso.
Living with yourself (Netflix) – Grande prova di Paul Rudd che si sdoppia, letteralmente, interpretando due versioni di sé stesso: l’originale, sciatto e demotivato, contro la versione 2.0, rinvigorita e piena di entusiasmo. Ne vedrete delle belle.
Doom Patrol (Amazon Prime) – La DC sforna un piccolo capolavoro con questa squadra di “supereroi” (“disadattati” rende meglio l’idea) alle prese con una sequela di situazioni e personaggi assurdi.
Undone (Amazon Prime) – Cosa fareste se scopriste di avere il potere di modificare spazio e tempo a vostro piacimento? Soprattutto, se lo scopriste dalle parole di vostro padre, morto anni prima? Un viaggio psichedelico nella mente di Alma (Rosa Salazar), realizzato tramite la curiosa tecnica del rotoscope, che trasforma attori reali in disegni animati.

Film

Panama Papers, Steven Soderbergh – cast stellare per questo docu-film che racconta in maniera spiazzantemente chiara la vicenda dei due avvocati dietro uno dei più grandi sistemi di società di riciclaggio dei nostri tempi.
Dolemite is my name, Craig Brewer – Un Eddie Murphy in forma smagliante nei panni del comico di colore Rudy Ray Moore, salito alla ribalta negli anni ’70 con lo spregiudicato personaggio di Dolemite. Una storia sull’importanza di lottare per i propri sogni.
Come ti ammazzo il bodyguard, Patrick Hughes – Commedia-action con la strana coppia Ryan Reynolds e Samuel L. Jackson nei panni, rispettivamente, di un bodyguard caduto in disgrazia e di un killer che deve essere protetto per testimoniare a un processo. Ottimo per una serata non particolarmente impegnata.
The Irishman, Martin Scorsese – La vera storia di Frank Sheeran e della sua ascesa da semplice autotrasportatore a intermediario tra il boss mafioso Russell Bufalino e il carismatico leader del sindacato Jimmy Hoffa. Scorsese chiama a raccolta pezzi da novanta del calibro di Deniro, Al Pacino e Joe Pesci per una storia di mafia dal ritmo lento ma avvincente.

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Davide Predosin

Film

Us, Jordan Peel – Horror atipico, con elementi comici che si ispira ai grandi horror degli anni 80, con una visione, se possibile, ancora più pessimista e critica sull’America e la società occidentale in genere.
Cold War, Pawel Pawlikowski – Un film d’amore e politica e morte e amore e politica: commovente, tragico e delicato allo stesso tempo. Fotografia mozzafiato.
Parasite, Bong Joon-Ho – Splendido thriller grottesco con risvolti socio-politici agghiaccianti che analizza metaforicamente l’immobilità sociale.

Dischi

Purple Mountain, Self Titled – Uno scrittore e un poeta capace di trasfigurare sofferenza e malessere esistenziale in maniera raffinata, colta, ironica e commovente. Rip David Berman.
Kevin Morby, Oh my God – Arrangiamenti seventies con uso di fiati e percussioni, e soprattutto certi tocchi gospel che evocano il folk “ieratico” dei Timber Timbre, rendono a pieno l’unicità dell’afflato spirituale di questo cantautore.
Gang Starr, One of the best yet – Costruito da Dj Premiere a partire da una trentina di registrazioni inedite di Guru, dopo sedici anni abbiamo finalmente il piacere di ascoltare un autentico nuovo album di Gang Starr. Da leccarsi i baffi.

Giancarlo Marino

Serie Tv

Cloak e Dagger (Amazon Prime Video) – Tandy e Tyron sono due adolescenti di New Orleans che ottengono poteri speculari (lei è capace di “vedere” i desideri, lui le paure degli altri) a seguito di un incidente che lega i loro destini. Nuovo telefilm targato Marvel dall’insolita ambientazione e dai toni da teen-drama.
Stranger Things (Netflix) –  i Fratelli Duffer, con la terza stagione, ci riportano a Hawkins nella calda estate dell’85. Una serie per chi c’era nei mitici ’80, per chi li ha solo visti o sfiorati, per chi è nerd, per chi si ostina a non voler crescere, per chi ama la nostalgia, per chi certe storie… neverending!
Jessica Jones (Netflix): L’eroina a pagamento torna con una terza stagione (già cancellata prima della messa in onda in attesa dell’avvento di Disney+, la nuova piattaforma del Topo malvagio) che amplia ulteriormente il “Netflix Marvel Universe”, un canto del cigno che va visto comunque, non fosse altro che per innamorarsi ancora una volta del lato B di Krysten Ritter inguainato nei jeans.
The Tick (Amazon Prime Video) – seconda e ultima stagione per un telefilm che sviscera il tema del supereroe in maniera eroica e divertente e che avrebbe meritato una fine migliore.
Titans (Netflix) – altra serie super-eroistica con al centro il gruppo di giovane eroi capitanati niente poco di meno che da Robin, che compare in una versione parecchio oscura de “il ragazzo-meraviglia.

Film

Spiderman, Far From Home, Jon Watts –  continuano le avventure del giovane Uomo-Ragno interpretato Tom Holland, per una versione più scanzonata e meno oberata dal senso di colpa dell’“Amazing” originale ma che non mancherà di divertire come una riuscita commedia-sentimentale in salsa Marvel. Ah, e poi Jake Gyllenhaal come villain è azzeccatissimo.
X-men Dark Phoenix, Simon Kinberg – film che chiude la saga “prequel” degli X-Men targati Fox (appena acquisita, ma guarda un po’, dall’asso pigliatutto Disney, già proprietaria della Marvel), con una sempre conturbante Sophie Turner posseduta da una terribile entità cosmica e con un Fassbender (Magneto) sempre sugli scudi.
Aladdin, Guy Ritchie –  versione live-action del classic Disney che riprende la fiaba de “Le Mille e una notte”. Scenografie grandiose e tigri in computer grafica che costituiscono una vera e propria gioia per gli occhi.
Avengers: Endgame, Anthony e Joe Russo – film che tira le fila di più di dieci anni di Marvel Cinematic Universe. La sceneggiatura ne paga lo scotto con diversi buchi, contraddizioni e una spiegazione del multiverso a dir poco confusionaria. Ma a livello visivo resta un capolavoro.
La famiglia Addams, Greg Tiernan e Conrad Vernon – infine un film di animazione, ennesima riproposizione delle strisce horror-umoristiche di Charles Addams. Stavolta la terrificante famiglia dovrà vedersela niente poco di meno che con una raccapricciante quanto melensa arredatrice di interni che vuol ristrutturare l’inquietante magione degli Addams.

Dischi

25Live@25, Skunk Anansie – la band capitanata da Skin ritorna con un album dal vivo che ripercorre tutti i maggiori successi di 25 anni di carriera al ritmo di rock e impegno sociale.
Noi siamo Afterhours, Afterhours – album live, complete del relativo DVD, del concerto al Mediolanum Forum di Assago per i 30 del gruppo di Manuel Agnelli. Un vero must per i fan della prima ora così come per chi li ha conosciuti solo grazie ad X-Factor.
Il nuotatore, Massimo volume – ultimo lavoro della band di Emidio Clementi che con il suo timbro “parlato” (perché, a suo dire, canta male, sic!) mette a dura prova ancora una volta le casse del nostro PC.
A night with Manuel Agnelli, Manuel Agnelli – album tratto da uno spettacolo intimo che vede l’ex giudice di talent ripercorrere le tappe della sua carriera artistica ed esistenziale con il solo ausilio del violinista degli Afterhours Rodrigo d’Erasmo. Più che un disco di cover, un vero trip ovino.
Bengala, Tre Allegri Ragazzi Morti  – ballate folk e ritmi struggenti per il nuovo disco della band di Pordenone, che con le loro maschere da Halloween continuano a “proteggere i mostri dalle persone”.

Giorgia Recchia

Serie tv

Il metodo Kominsky (Netflix) –  risate assicurate per un Michael Douglas invecchiato ma sempre in gran spolvero
Tales of the city (Netflix) – Seguito di una miniserie andata in onda negli anni 90 ma ambientata negli anni 70, è un tuffo nel mondo queer, lgbt e chi più ne ha più ne metta.
The boys (Prime Video) – anche i supereroi possono essere cattivi
Watchmen (HBO)  – come sopra con aggiunta di Alan Moore. E scusate se è poco!
NOS4A2 (Prime Video) – un promettentissimo fantasy che vi terrà attaccati alle poltrone

Film

C’era una volta a Hollywood – Quentin Tarantino – Tarantino è Dio e io lo venero
Joker – Todd Philips – un magistrale Joaquin Phoenix dà vita a un personaggio malato e inquietante e, contemporaneamente, accusa la società odierna di gravi mancanze nei confronti dei più deboli
Cafarnao – Caos e miracoli , Nadine Lebaki –  un film veramente duro la cui visione è fortemente consigliata a tutte le teste d’uovo che usano frasi infelici come “aiutiamoli a casa loro”.
Il corriere – Clint Eastwood – Tratto da una storia vera, diverte, stupisce …e preoccupa un po’!
Un giorno all’improvviso – Ciro D’Emilio – una trama struggente e intensa, una storia che non può non commuovere.

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Luigi Ferrara

Film 

6 Underground, Michael Bay – Ryan Reynolds ha capito tutto del Mondo del cinema, e Michael Bay lo asseconda. Nessuno dei due si prende troppo sul serio e il risultato è divertente e, ça va sans dire, pieno di esplosioni. Scoppiettante!
John Wick 3 – Parabellum, Chad Stahelski – il nostro assassino cinofilo inarrestabile preferito torna in servizio per poterne uscire definitivamente. Scopriamo qualcosa di più sull’organizzazione criminale di cui fa parte e troviamo una Halle Berry in grande spolvero. Cercate la scena con l’Inverno di Vivaldi in sottofondo, non ve ne pentirete.
Long Shot – Non succede ma se succede… , Jonathan Levine – Chimica stranissima ma vincente tra Seth Rogen e Charlize Theron. È una rom-com ma non troppo, non fermatevi al primo livello di lettura, ce ne sono parecchi altri!

Serie TV

Evil (Netflix) –  i figli del re dell’horror (sì, Stephen King) hanno tirato fuori una perla che indaga il lato oscuro dell’essere umano insieme a una psicologa, un quasi prete e un mago della tecnologia. Alla fine il background sovrannaturale è anche negli occhi di chi guarda: sempre presente la sensazione di angoscia tipica della produzione del padre. Le mele non sono cadute tanto lontano dall’albero.
The Marvelous Mrs. Maisel (Amazon Prime) –  vi sfido a non innamorarvi di Rachel Brosnahan nei panni della protagonista. La terza stagione è assolutamente all’altezza delle prime due, anzi la serie sembra addirittura migliorare. Midge diventerà la vostra comica preferita in pochissimo tempo.
Watchmen (Sky) –  mi sento di dire che questo adattamento del fumetto di Moore/Gibbons sia il miglior lavoro di Damon Lindelof. Sì, anche meglio di Lost. Ambientata 30 anni dopo i fatti narrati nel film di Zack Snyder (ma andate a vederlo ugualmente se non l’avete mai fatto), ci mostra un mondo pieno di supereroi che non sempre pensano solo alla giustizia, anzi spesso nascondono scheletri nell’armadio. Vi dico anche che le musiche sono di Trent Reznor e Atticus Ross.
What we do in the shadows (Fox) – cosa fanno i vampiri quando non li vediamo? Ce lo mostrano loro stessi girando un documentario sulla loro vita di tutti i giorni. Risate assicurate e cameo di altri personaggi illustri.
Good Omens (Amazon Prime video) – dalla penna di Neil Gaiman, protagonisti David Tennant e Michael Sheen. Una fine del Mondo da sventare e l’amicizia tra un angelo e un demone che, in fondo, sono diventati molto simili agli esseri umani da cui si tenevano tanto distanti. Si ride, si riflette e ci si sorprende. Tante chicche in più per chi ha letto il libro.

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Dischi
Ghosteen, Nick Cave & The Bad Seeds – un disco pieno di dolore che può aiutare a uscire da una fase triste della propria vita. A volte la tristezza infinita può scacciare la tristezza.
Fear Inoculum, Tool – dopo 13 anni sono tornati con tutta la veemenza che riuscite a immaginare. Tracce lunghissime ma a noi piacciono così.
Cuz I Love You, Lizzo – tutto ballabile e tutto pieno di doppi sensi. Stona volutamente dagli altri consigli perché ci esorta a non farci costringere dagli schemi predefiniti. E chi sono io per dire che Lizzo ha torto?

Mariarosaria Figliolia

Film

Green book, Peter Farrelly – Un musicista e il suo autista ci conducono con sé lungo un tour americano nel Sud degli Stati Uniti degli anni Sessanta del secolo scorso. Il talento del musicista è benvenuto ma purtroppo non lo è il colore nero della sua pelle.
Jules et Jim (restaurato), François Truffaut – mette in scena un triangolo amoroso dal tumultuoso destino in bianco e nero.
Joker, Joaquin Phoenix – ti pone domande, molte domande sulla follia…e se non vuoi rispondere almeno sii gentile.
Burning, Chang-dong Lee – Thriller ispirato liberamente a un racconto di Haruki Murakami, brucia lentamente i sentimenti di personaggi e spettatori.
Psicomagia, Jodorosky – visualizza le guarigioni conseguenti alle azioni che donano conforto a anime sensibili spaccate dalla vita.

Dischi

Go go diva, La rappresentante di lista – Veronica Lucchesi e il suo gruppo declamano poesie in musica elettronica.
Poesia e civiltà, Giovanni Truppi – Un viaggio per immagini in un mondo cantautoriale romantico, profondo e visionario.
Croce (singolo), La Niña – Carola Moccia sopporta e supporta la propria via crucis ritmata in lingua napoletana.

Martina Caschera

Film 

Marriage Story, Noam Baumbach – Ottima performance di Driver, ma anche la Johansson non scherza (finalmente un po’ di espressioni, direi), ma soprattutto ottima scrittura. Gli ingredienti per piangere ci sono tutti, però raccomando questo film anche per riflettere su come si costruisce la narrazione di una storia d’amore, che in fondo è la storia di come due individui si raccontano la vita.
Joker, Todd Philips – Batman non c’è, ma si sente tutto il disagio del mondo senza eroi e senza giustizia nel quale il cavaliere oscuro proverà a fare la differenza. Distopico, allucinato e allo stesso tempo piuttosto credibile, un “making of” che è un superhero movie e non lo è, allo stesso tempo. Tutti hanno sentito della performance stupefacente di Phoenix, e non posso che unirmi al coro.
Dolor y Gloria, Pedro Almodovar – I film di Almodovar sono un piacere intenso per gli occhi, è un dato di fatto. Quest’opera, nello specifico, è un viaggio nei ricordi di bambino e nelle idiosincrasie di mezz’età di un (ex) regista famoso. Costruito bene, recitato meglio.

Dischi

All mirrors, Angel Olsen – Bella voce, folk con rimandi al sound anno Ottanta che tanto ci piace Divertente e profondo allo stesso tempo: brava.
Whan we all fall asleep, where do we go?, Billie Eilish – Play non appena scendo di casa, dà la carica giusta per andare contro la corrente di gente che scende da Montesanto.
I am easy to find, The National – Un abbraccio e una piccola spinta all’introspezione. Classic The National.

Noemi Borghese

Serie TV

Undone (Prime Video) – psicologia e onirico spennellati, una tecnica cinematografica quasi inedita e un cast di tutto rispetto: la migliore miniserie dell’anno (da poco confermato il rinnovo per la seconda stagione).
The Boys (Prime Video) – In un mondo distopico dove si applica alla lettera il concetto di “who watches the watchmen”, i supereroi possono essere uno strumento di potere cruciale e pericoloso.
Good Omens (Prime Video) – irriverente, esilarante e commovente, i due protagonisti fanno il 90% dei motivi per cui non perdersi assolutamente questo gioiellino tratto dalla mente geniale di Neil Gaiman.
The Mandalorian (Disney +) – attendiamo il termine della prima stagione per una recensione accurata e precisa, ma possiamo dire già adesso che, rispetto alle uscite al cinema degli ultimi episodi di Star Wars, questa serie sta conquistando il pubblico per una rivoluzione dell’immaginario di Lucas: The Mandalorian è un western, ambientato in quella galassia lì e con due protagonisti improbabili, che si ritrovano fianco e fianco e che hanno già dato vita a migliaia di meme facendo impazzire i giovanissimi nerd. Baby Yoda is the new Ghizmo e ci piace tantissimo.
Modern Love (Prime Video) – menzione speciale a una serie che ho guardato con estrema calma, dedicando tempo a ogni singolo episodio. Forse un po’ chiusa all’interno della solita bolla di newyorkesi lib-dem, costringe in ogni caso l’interlocutore a domandarsi sulla propria vita sentimentale in modo netto e delicato al contempo. Al pari di un paio di sedute dallo psicologo, a cui comunque non si dice mai no.

Film

Joker, Todd Philips – non rientro nelle file degli haters e dei bastiancontrari, e mi dichiaro completamente pazza della versione di Joker di Joaquin. In un mondo ingiusto comprendere le ragioni dei cattivi, dei folli e soprattutto di quelli che non sanno ridere, è un atto di responsabilità civile.
Once upon a time in Hollywood, Quentin Tarantino– anche in questo caso faccio parte dei fan del film: l’estetica tarantiniana c’è tutta ed è al suo top, il cast è spettacolare (persino tra i personaggi minori), l’episodio reale reinterpretato e il finale rivisto di un momento che ha cambiato la storia del cinema (e dell’America) era un esperimento rischiosissimo: e solo Quentin poteva riuscirci così.
Parasite, Bong Joon-ho – il genere tragicomedy è irresistibile, unisce un gusto perverso per la sorpresa e l’impotenza assoluta dell’essere umano di risolvere sé stesso. Parasite unisce estetica orientale e senso dell’assurdo occidentale. Guardatelo e amatelo.

Dischi

23 6451, Tha Supreme – Davide è un ragazzo de Roma nato nel 2001, è della generazione Z e fa rap, non trap (anche se a noi boomer ricorda la trap e poi canta “7rapper ma1” ), è diventato famoso perché ha prodotto il singolo Perdonami di Salmo e spopola tra i regazzini. Se amate Rick & Morty guardatevi i suoi video.
Jesus is King, Kanye West – Il merito di quest’album sono principalmente il grande hype che si è creato dopo i continui rinvii dell’autore per l’atteso release. L’album in sé non è particolarmente meritevole, ma respect per il team marketing che ha creato un vero e proprio caso mediatico intorno all’uscita di un disco, cosa non proprio semplicissima nel 2019.
Natura viva, Eugenio in via di gioia – Non si può non voler bene a questo gruppo torinese, sono come gli amici intelligenti a cui chiedi di spiegarti le cose e che riescono a farti ridere. Cioè sono il mio equivalente musicale.

Paolo Guazzo

Dischi

Incassini, Larssen – Sotto lo pseudonimo di Larssen si cela Gabriele Panico, polistrumentista e arrangiatore salentino che ha da pochissimo tirato fuori dal “cassetto” il suo ultimo lavoro, Incassini, disco dalle atmosfere cinematiche con basslines profonde e sintetizzatori analogici. Un’avventura elettronica ispirata dal ventennale viaggio intorno Saturno della sonda Cassini. Three… two… one…go!
La Batteria II, La Batteria – La Batteria è tornata con un doppio album che è davvero un pregevole miscuglio di prog-rock, funk, hip-hop, musica classica, elettronica, ritmi latini, italo-disco, psichedelia e hard rock. Tanta tradizione quindi, quella delle colonne sonora all’italiana, ma anche una bella dose di modernità, a conferma del talento di questa band romana che con i Calibro 35 divide il primato di realtà migliore nel campo dell’alternative-rock strumentale italiano.
Love’s Last Chance, Taylor McFerrin – sono passati cinque anni dall’esordio di Taylor McFerrin con EarlyRiser, disco che era uscito per l’etichetta Brainfeeder di Flying Lotus (e nel quale c’era un certo Thundercat a suonare il basso). Con Love’s Last Chance il figlio di Bobby McFerrin torna a muoversi tra elettronica, hip-hop, soul e jazz con il solito savoirfaire che contraddistingue la sua musica. Ooo-oohoohoo-oohdon’tworry, be happy!

Simone Tribuzio

Dischi

Il figlio di Scar, Barracano – la nuova furia casertana si abbatte sul paese con uno street rap, e come non se ne sentiva da tempo. Il ragazzo ne ha di rime da vendere, tra manifesti di quartiere e ritratti di madri si muove con un flow agile e tagliente. Complici i beat di simooo, e di Crookers più Nic Sarno; questi sulla traccia già culto Vodka feat. Chicoria.
Aquario, Coco – stranamente non se n’è parlato negli ambienti e tra gli addetti ai lavori: eppure è – con grande sorpresa – tra i dischi più belli dell’anno che sta per volgere al termine.
Acquario è il viaggio R’n’B conscious dell’artista partenopeo che solleticherà i palati più fini, arrivando infine a un pubblico più esteso con brani come Carillon (feat. Luchè).
Guadalupe, Mòn – che rumore fa la natura? Più o meno come suona questo grande ritorno.I ragazzi romani consegnano al pubblico un secondo lavoro più sfaccettato e unico nel suo genere. Dal vivo sono imperdibili, garantisce chi scrive!
40, Quentin4040 è l’opera prima di un talento vero, di una penna che annusa l’old school e flirta con le nuove tendenze (e qua ci mette la mano pesante Dr. Cream). L’outsider del rap italiano stupisce gli addetti ai lavori, tanto da arrivare a Night Skinny e nel suo producer album Mattoni.

Articolo a cura di Carla De Felice e Fabio D’Angelo.

Il nostro fantastico Cefalottelan della copertina, è opera di Luigi Ferrara, che ringraziamo di cuore.

 

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Amore, ironia e cefalità.



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