Recensioni Summer is cefal, consigli cefali per l'estate

Published on Luglio 29th, 2020 | by Una banda di cefali

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Summer is cefal, consigli cefali per l’estate

Anche nell’anno della pandemia e del lockdown, l’estate resta sempre il momento migliore per recuperare letture, film e serie TV e ascoltare musica. Per non lasciarvi disorientati, eccovi allora una lista con i nostri consigli. Tranquilli però, quest’anno, se andremo in vacanza, sarà solo per qualche giorno!

Summer is cefal, grafica di Luigi Ferrara

Summer is cefal, grafica di Luigi Ferrara

CARLA DE FELICE

Film

Sorry we missed you, Ken Loach: ordinare un pacco online e riceverlo a casa dopo un giorno è un qualcosa di incredibile, ma dopo aver visto questo film ho deciso che posso farne tranquillamente a meno. Un pugno nello stomaco, come solo Ken Loach sa fare.
Cafarnao – caos e miracoli, Nadine Labaki: una storia drammatica e tristissima raccontata con una dolcezza disarmante.
Mio fratello rincorre i dinosauri, Stefano Cipani: una commedia dai toni leggeri e dai dialoghi divertenti che regala una storia di famiglia e affetto di grande autenticità.
Tolo, Tolo, Checco Zalone: scusatemi ma da “non ho mai visto un film con Checco Zalone perché mi rifiuto” a “devo recuperare tutta la filmografia, io amo Checco Zalone” è un attimo!

Serie TV

Skam Italia, Netflix : non fatevi ingannare dalla prima stagione che sembra una cosa pe ragazzini, andate avanti e verrete premiati. Una serie che dovrebbero vedere tutti per ricordarsi della propria adolescenza, ma anche per capire gli adolescenti di oggi, che non sono poi così diversi da quando lo eravamo noi.
Taboo, Steven Knight, BBC One – Sky Atlantic: ho cominciato a vederla perché avevo sentito che c’era Tom Hardy nudo, poi ho capito che non era l’unico motivo per guardarla.
The New Pope, Sky Atlantic: non so se è per il mio amore smisurato per John Malkovich (che può addirittura superare quello per Jude Law) ma secondo me questa stagione è di gran lunga superiore alla prima.

Libri

William Goldman, Il Maratoneta, Marcos y Marcos: William Goldman è uno di quegli scrittori di cui non puoi più fare più a meno dopo che li hai conosciuti. Il mio libro dell’estate, un thriller vorticoso carico di colpi di scena da leggere tutto d’un fiato. Sto pensando addirittura di rileggerlo un’altra volta (e l’ho finito appena da una decina di giorni). Pensate un po’.
Caterina Perali, Le affacciate, Neo edizioni: un libro ironico e pungente sulle sinergie ( a volte involontarie) che si creano tra donne diverse e sulla forza di rimettersi in discussione quando crollano tutte le certezze.
Tiffany McDaniel, L’estate che sciolse ogni cosa, Atlantide: nella stagione più calda dell’anno quale idea migliore se non leggere un libro ambientato in un’estate con un caldo torrido, asfissiante e claustrofobico? Questo libro mi ha talmente rapito che non troverò pace finché non avrò letto l’ultima pagina.
Marco Rovelli, La parte del fuoco, Terrarossa edizioni: un libro che affronta temi di scottante attualità come il caporalato, l’immigrazione clandestina e lo sfruttamento e ci insegna che il dolore non conosce età, provenienza geografica o status sociale.
Alessandro Raveggi, Grande Karma: vite di Carlo Coccioli, Bompiani: un libro appassionato di una ricerca disperata tra il Messico e Parigi sulle tracce dello scrittore Carlo Coccioli. Tra i possibili effetti collaterali: un desiderio irrefrenabile di recuperare tutto il recuperabile degli scritti di Carlo Coccioli.

Fumetti

Alessandro Martoz, Lorenzo Palloni, Terranera, Feltrinelli Comics: Martoz e Palloni sono due artisti già bravissimi da soli che insieme formano una squadra imbattibile. Un fumetto precursore dei tempi, che nell’anno della pandemia, del black lives matter sotto ai riflettori, delle polemiche sulla regolarizzazione dei migranti parla di caporalato, immigrazione e sfruttamento. Strepitoso! (E a proposito di Terranera, #staytuned)
Brian Freschi, Ilaria Urbinati, Il mare verticale, Bao Publishing: se avessi letto conosciuto India quando avevo un attacco di panico, forse mi sarei sentita meno sola.
Nicolas De Crecy, Visa Transit, Eris Edizioni: un fumetto che soprattutto nell’anno della pandemia e del lockdown, ti fa venire ancora più voglia di partire per un viaggio all’avventura senza GPS, programmi stabiliti o alberghi prenotati.
Elisa Macellari, Kusama, Centauria libri: un viaggio nell’animo combattuto dell’artista giapponese, che affronta le tappe più importanti della sua vita: la partenza dal Giappone, il successo ma anche la fase di oscurità e ricovero in un ospedale psichiatrico in Giappone.
Antonia Kühn, Radura, Diabolo Edizioni: un fumetto delicato e toccante sulla famiglia, la perdita e il dolore. Spero di scriverne presto.

Dischi

Quest’anno, per la prima volta nella storia, sono costretta a saltare la categoria perché ho ascoltato pochissime cose nuove, e allora metto un bonus e consiglio un libro a tema:
Massimo Longoni, Good girl, Bad Guy – Il mondo di Billie Eilish, Tsunami Edizioni – io amo follemente questa donna, e questo libro è un viaggio nel suo mondo a partire dalla famiglia un po’ folle in cui è cresciuta.

FABIO D’ANGELO

Film

Sorry we missed you, Ken Loach: dentro ogni furgone Bartolini batte un cuore.
I Miserabili (Les Misérables), Ladj Ly: un film che ha travolge. Un pugno dritto in faccia.
Figli, Giuseppe Bonito: Mattia Torre, quanto mi manchi.
Il buco, Galder Gaztelu-Urrutia: per chi si chiede “meglio un libro o un coltello?”
Hammamet, Gianni Amelio: il crepuscolo degli dei, spiegato bene.

Serie TV

Ozark (Netflix): se siete di quelli che pensano che la famiglia sia l’origine del male, allora questa è la serie criminale che fa per voi. Vista dopo il lockdown
The new pope (Sky atlantic):
morto un papa se ne fa un’altro, diciamo. Vista prima del lockdown
Hollywood (Netflix):
la serie più bella vista durante il lockdown
Unhortodox (Netflix):
la seconda serie più bella vista durante il lockdown
Hunters (Prime video): la terza serie più bella vista durante il lockdown

Libri

Alfredo Palomba, Teorie della comprensione profonda delle cose, Wojtek edizioni: Cercavate per caso una seria riflessione sul presente e su tutta quest’umanità spaesata e disagiata, abituata ormai a vivere sempre sull’orlo di una crisi di nervi? Eccola, l’avete trovata.
Rosario Palazzolo, La vita schifa, Arkadia edizioni: Qui si parla del senso più assoluto della vita, e a farci lezione è un morto, che non so se avete presente, ma è una cosa che non vi capiterà tutti i giorni.
Gianni Minà, Storia di un boxeur Latino, Minimum fax: “Io vulisse avè l’agenda e’ Minà”.
Flavio Ignelzi, I punti in cui scavare, Polidoro Editore:  Indecisi se portarvi sotto l’ombrellore un giallo, un noir o un libro comico? Perché scegliere, quando con Ignelzi potete avere tutti gli stili che desiderate al costo di un libro solo?.
Gennaro Serio, Notturno di Gibilterra, L’orma editore: per chi ama viaggiare.

Fumetti

Stefano Antonucci e Daniele Fabbri,  La fattoria dell’animale , Feltrinelli comics: Insomma, non sappiamo dove andiamo, ma possiamo immaginare dove ci avrebbe potuto portare quell’estate di trucidume al Papeete.
Lorenzo Pallon e Martoz,  Terranera, Feltrinelli comics: C’è l’economia di mercato per cui se un agricoltore ha bisogno di 20 persone, non entra in un centro per l’impiego, si rivolge al caporale. Ci sono quindi il caporalato e l’agromafia e poi i migranti che vivono ghettizzati. C’è quel parallelo beffardo con i campi di frutta da raccogliere e l’offesa indelebile e beffarda nei confronti dell’umanità  del “il lavoro rende liberi”. Ci siamo noi che facciamo finta di niente.
Walter Leoni,  SS Tata, Edizioni BD: una satira gentile e acuta.

Dischi

Brunori Sas, Cip: sarà la vecchiaia, ma quando in Quelli che arriveranno Brunori canta “Che la vita è una stella cadente che illumina il cielo e poi sparisce” e poi cita Bob Dylan, io mi emoziono sempre un po’.
Niccolò Fabi, Tradizione e tradimento: un grandissimo trattato politico. Riletto tutto d’un fiato, ne viene fuori un testo lucido, emozionante, capace come poche cose successe negli ultimi anni di volare alto, altissimo e di regalare uno straordinario e coraggioso (visti i tempi) endorsement finale: votate Empatia.
Achille Lauro, 1990: non si esce vivi dagli anni 90

ELETTRA BERNARDO

Film

Jojo Rabbit, Taika Waititi: Probabilmente l’avrò già ficcato in qualche altra lista di consigliati, ma è stata la mia piccola epifania dell’anno. Grottesco, tenero, con una colonna sonora scelta a dovere, senza ammicchi eccessivi e cadute pietistiche sdolcinate. Divertente, leggero, pop e incantevole.
1917, Sam Mendes: Uno di quei film che tende ad affascinare più per la bravura tecnica di realizzazione che per la sua capacità affabulatoria. Materiale di autocompiacimento per il suo autore (che gli vuoi di?) può diventare autocompiacimento per tutti. Gioco dell’estate: dove sono gli stacchi dell’estenuante, claustrofobico, apparentemente unico piano sequenza?
Green Book, Peter Farrelly: Ho un debole per i personaggi macchietta italoamericani. Per tanti motivi, ma sopratutto perché mentre mangiano e picchiano e ruttano e vestono magliette ingiallite della salute, sono fondamentalmente buoni, dal cuore d’oro. E a me piace pensare ai fondi di verità, o meglio: mi piace credere esistano i fondi di verità (e poi Viggo Mortensen cicciotto è uno spettacolo).

 

Serie TV

Skam Italia (Netflix): Anu uanu ueiiiii! No, aspè, ho sbagliato sigla. Però ci siamo, dai. Dawson meno problematici e ambientazione de noaltri per una serie divertente che si elegge simbolo della nuova generazione e ne incarna le sfaccettature. Alcune stagioni sono meglio riuscite di altre, non giriamoci attorno, ma a ogni modo un prodotto che sa intrattenere e appassionare.
Tiger King (Netflix): Avete presente quel meme del pensiero in espansione? Ogni puntata di questo assurdo documentario sarà un passo in avanti verso l’impensabile, l’assurdo, il non plausibile che si incarna nel reale. Una serie pazzesca decorata a macchie di leopardo come il sedere di Elettra Lamborghini, premi play “…e il resto scompare”.
The Last Dance (Netflix): (Messaggio al mondo: Denis Rodman, ti voglio bene) A prescindere dal tema, o dalla passione che si nutre per il tema, questo documentario è stato capace di coinvolgere anche me, che di Basket ne so quanto un salmone di deserto. Merito di una narrazione fatta ad arte, del fascino per nulla discreto delle storie vere, e della nostalgia romantica che quel “Last” del titolo porta con sè.

 

ROBERTA REGA

Libri

Gianni Minà, Storia di un boxeur Latino, Minimum fax: Se amate Gianni Minà leggetelo, se non lo amate compratelo lo stesso, leggetelo e poi amatelo. Avvincente, poetico, nostalgico, avventuroso: gli appunti di viaggio di una leggenda vivente.
Ahmed Masoud, Scomparso, Lebeg edizioni: Un bambino in cerca del padre è l’occasione per raccontare senza retorica la vita in un campo profughi in Palestina. Un romanzo di formazione  coinvolgente, doloroso, pieno di vita.
Cecilia Giampaoli, Azzorre, Neo. edizioni: Un libro da leggere tutto d’un fiato: vi innamorerete della scrittura di Cecilia, di grande intensità, profondità e saggezza.

ANDREA FEMIA

Film

C’era una volta a… Hollywood, Quentin Tarantino: Non volevo essere banale, solo che mi immagino uno che sta sotto l’ombrellone, legge questo articolo e si ricorda per qualche strana ragione che non ha potuto vedere questo film quando è uscito e poi si è sempre dimenticato di trovare uno spazio per vederlo. Ecco, sto parlando con te. Alza quelle pacche, vai a casa e vediti sto film, per favore.
Storia di un matrimonio, Noah Baumbach: Non so neanche dire se ho sofferto a vedere il film. L’idea dell’amore romantico fondato su una irresistibile chimica attrattiva si scontra con due Iceberg abnormi. L’educazione dei figli e la carriera. E vabbè, gli avvocati, ma più che di Iceberg lì si parla di meteoriti.
Cena con delitto | Knives Out, Rian Johnson: Immaginatevi di ritrovarvi con i parenti, durante le feste, per giocare a Cluedo. Soltanto che, invece del Professor Plum e del Dottor Green, ci sta James Bond. Se non vi basta non possiamo essere amici.

Libri:

Simon Sellars, Ballardismo applicato, Nero: Quelli che ne sanno la chiamano Theory Fiction e noi ci adeguiamo. Se volete perdere la testa dietro un viaggio allucinato, vi consiglio quello di un ricercatore in preda alla totale adorazione di James Ballard. Ne uscirete diversi.
Ian Manook, Heimaey, Fazi editore: Mi ero appassionato ai lavori di Manook con la trilogia di Yeruldelgger. La sua capacità di rendere protagonisti i luoghi delle storie è resa ancora più evidente dalla scelta del titolo che rende subito chiaro che i paesaggi islandesi faranno da padrone. Ancora un poliziotto a tenere alto il ritmo narrativo. La mafia lituana a fare da contraltare. Non c’è nessun motivo per non leggerlo.
Francesco Costa, Questa è l’America, Mondadori: Comprato in quarantena dopo aver scoperto il podcast dell’autore. Mi ha aiutato a capire alcune delle debolezze più profonde di quel luogo che per qualche strana ragione il mondo ha preso ad esempio.

Dischi

Desert Session – Vols. 11 & 12: Se ne sentiva la mancanza. Josh Homme dopo oltre un decennio ricorda a noialtri e a se stesso quanto è bello mischiarsi e amalgamarsi fuori dalla comfort zone. Proprio come se fosse un coach guru. Solo che lui spacca adoratamente i culi.
Father John Misty – Off-Key in Hamburg: Per una mera questione affettiva. Pochi giorni prima che registrassero questo concerto ne teneva uno a Glasgow. Per raggiungerlo, gomme forate del bus comprese, ho impiegato 17 ore. La scaletta è quella. Il suono melodico e minimale pure. Potevo mai lasciarlo fuori?
Mini Mansions – A guy walks into a bar: Semplicemente il miglior disco degli ultimi 12 mesi. Per eccesso.

ANDREA RAVASIO

Film

Il mistero Henri Pick, Rémi Bezançon: Simpatica commedia gialla francese, perfetta per un cinema all’aperto. Il caso letterario dell’anno è un manoscritto ritrovato per caso e, apparentemente, scritto da un pizzaiolo di ben poca cultura, morto da poco. Un critico letterario non ci sta e si mette a caccia del vero autore. Buffo e piacevole.
Cattive acque, Todd Haynes: Smessi i grossi panni verdi di Hulk, Mark Ruffalo indossa quelli più impegnativi (e reali) di Robert Bilott, avvocato in lotta da anni contro la multinazionale chimica Dupont. Un film che lascia l’amaro in bocca (sperando che almeno quello non sia tossico).
Klaus – I segreti del Natale, Sergio Pablos: Consigliare un film di Natale a Natale è troppo facile, quindi ve lo consiglio a luglio. Tanto più che questo sorpresina d’animazione arrivata dalla Spagna merita davvero, davvero tanto. Per dimenticare i 36 gradi fuori.

Serie TV

Space Force (Netflix): Da buon guerrafondaio, Trump ha prima lanciato e poi concretizzato l’idea di creare una forza militare per lo spazio. Per fortuna qualcuno ha deciso di riderci su: Steve Carell e Greg Daniels, protagonista e ideatore di The Office, ci mostrano ironicamente come si lavora davvero alla Space Force!
Dispatches from Elsewhere (Prime Video): Curiosa fin dal titolo: “dispacci”, non banali messaggi, da Altrove. Una misteriosa megacompany coinvolge decine di persone (tra cui i nostri quattro eroi) in una criptica caccia al tesoro. Obiettivo: Clara, la nonchalance incarnata. Ma un’altra società segreta entra in gioco per presentare l’altra faccia della medaglia. In bilico tra giallo, suspense e surreale.
Dark (terza stagione) (Netflix): Siamo alla stagione conclusiva di quel complicatissimo caos che è Dark, ma non potevamo farci mancare pure un bel mondo parallelo. Ma noi la si guarda lo stesso, con un blocco per gli appunti di fianco, perché ormai vogliamo sapere come (e dove) andrà a finire.
The Mandalorian (Disney +): La neonata piattaforma Disney non ha molte nuove frecce al suo arco, ma il cacciatore di taglie accompagnato da Baby Yoda merita il mese di prova gratuita. Un western lontano lontano.

 

Libri

Abir Mukherjee, L’uomo di Calcutta/Un male necessario, SEM: Scozzese di origine indiana, Mukherjee sceglie di non scegliere tra le sue due “patrie” e decide di ambientare i suoi gialli storici nell’India coloniale del 1920. Le indagini del capitano Sam Wyndham si mescolano alle vicende politiche e al racconto ironico ma lucido di un periodo ancora poco esplorato.
Esi Edugyan, Le avventure di Washington Black, Neri Pozza: Il viaggio di un giovane schiavo di colore dalle piantagioni di cotone alla Londra vittoriana, fino ai ghiacci dell’Antartide. Una storia di ampio respiro, a tratti cruda e brutale, per chi ama l’Avventura con la A maiuscola.
Mikael Niemi, Cucinare un orso, Iperborea: Se Il nome della rosa fosse stato scritto da uno svedese, questo sarebbe il risultato. Un giallo ambientato nei villaggi contadini del profondo Nord della Svezia, nella metà del 19° secolo, con Laestadius, pastore rivoluzionario realmente esistito, al posto di Guglielmo di Baskerville, e Jussi, un trovatello analfabeta, al posto di Adso.

 

Fumetti

Jean-Claude Carrière, Jean-Marie Michaud, Il Mahabharata, L’Ippocampo: Il poema epico più importante (e imponente) della letteratura indiana, in una versione forse un po’ più… accessibile a noi poveri mortali. Suggestivo.
Joann Sfar, Lewis Trondheim, La Fortezza, Bao Publishing: Il secondo volume di questo fantasy umoristico e demenziale che in Francia ha macinato premi è in ritardo per colpa del maledetto Covid… il che significa che siete ancora in tempo a recuperare il primo volume!
Pascal Jousselin, Imbattibile, Comicon Edizioni: Quando pensi di aver visto un po’ tutto, qualcuno ha un’altra idea geniale: in questo caso, un supereroe in grado di sfruttare… il fatto stesso di essere un fumetto! Folle e divertente.
Mauro Uzzeo, Giovanni Masi, Il confine, Sergio Bonelli Editore: Il confine è quello tra Italia e Francia: una misteriosa sparizione sulle Alpi mette in difficoltà le polizie dei due Paesi… ma forse c’è di più. Nuova serie Bonelli in volumi cartonati, dalla narrazione già pronta per il salto verso la TV.
Jeff Loveness, Jakub Rebelka, Dal vangelo secondo Giuda, Panini Comics: Il traditore per antonomasia… ma senza di lui, come ogni buon cattivo, la storia di Gesù non funziona. E qualcuno ha deciso di raccontarci la sua versione dei fatti.

DONATELLA DE TORA

Serie TV

Midnight diner :Tokyo stories (Netflix): Ogni notte gli avventori della taverna si preparano a terminare la loro giornata gustando i piatti offerti dal proprietario. Davanti al cibo ognuno di loro srotola la propria vita. Una serie delicata e imperdibile, autenticamente giapponese.
Ducktales (Disney): Il remake del cartone che ha fatto un’epoca, in una rivisitazione moderna, colorata, veloce e riuscitissima.
Atypical (Netflix): La storia di un ragazzo autistico, della sua famiglia e dei suoi amici. I personaggi non sono del tutto credibili, ma sono assolutamente speciali e vorrei essere amica di ognuno di loro.

 

 

Libri

Aldo Putignano, Vita di Schiele, Homo scrivens: In una Vienna ancora imperiale, si svolge la vita del celebre artista. Il romanzo, ben documentato, ci riporta in quel tempo. Impossibile evitare qualche lacrima e qualche riflessione sulla condizione dell’outsider e sul sacrificio che l’arte richiede.
Davide Orecchio, Mio padre la rivoluzione, Minimum Fax: Una raccolta di piccoli quadri che tratteggiano con un linguaggio inconsueto e originale le figure e le vicende della Rivoluzione russa.
Frances Hodgson Burnett illustrato da Minalima, Il giardino segreto, ippocampo: Un classico dell’infanzia impreziosito dalla magia della cartotecnica. Un libro-oggetto che regala stupore sorpresa dopo sorpresa.

Fumetti

Mariko Tamaki e Rosemary Valero O’Connell, Laura Dean continua a lasciarmi, Bao publishing: Una storia d’amore tossico tra due ragazze adolescenti resa delicata dall’uso del rosa che contrasta il nero e il bianco delle tavole. I disegni hanno linee pulite e contemporanee.
Sio e Nicola Bernardi, Storie migranti, Feltrinelli comics:In questo libro ogni foto è accompagnata da un mini fumetto che racconta la storia vera o inventata del suo protagonista. Un progetto serissimo raccontato con la solita ironia dei due autori che hanno raccolto queste testimonianze nei centri di accoglienza straordinaria della provincia di Imperia.
Lorenzo Ghetti, Dove non sei tu, Coconino press: In un mondo dove è possibile andare a scuola rimanendo a casa e usando un proprio avatar che si muove nel mondo attraverso una tuta, nasce l’amicizia tra due studenti. Sembra un fumetto semplice semplice e invece è pieno di questioni etiche e filosofiche che già iniziano a riguardarci da vicino.
Zerocalcare, Kobane Calling – Oggi, Bao publishing: Non so se ci sia qualcuno che ancora non lo ha letto, ma se ci fosse allora tanto meglio recuperare questa versione aggiornata. Un viaggio tra le storie dei curdi siriani e della loro terra contesa, il Rojava.

FRANCESCO PAPADIA 

Film

The Lightouse, Robert Eggers: Un film adattissimo al periodo di reclusione forzata che abbiamo vissuto quest’anno. Se amate le storie gotiche e le atmosfere marinaresche è il film che fa per voi.
The Vast Of Night, Andrew Patterson: Cinema e dramma radiofonico si fondono in questo gioiellino fantascientifico che omaggia Ai Confini Della Realtà.
Parasite, Bong Joon-Ho: Se non avete potuto vederlo al cinema recuperatelo ed entrate nel meraviglioso e malato cinema coreano. Parasite ha scoperchiato il vaso di pandora.
Da 5 Bloods, Spike Lee: Vietnam, reduci e black lives matters. Spike Lee getta sale sulla ferita più dolorosa degli Stati Uniti e lo fa con un film a metà tra un war movie e un documentario.

 

Dischi

Phoebe Bridgers, Punisher: Se avete voglia di coccole musicali, una voce giovane e delicata, un disco leggero ma non banale, Punisher è il disco che fa per voi.
Yves TumorHeaven To A Tortured Mind: Yves Tumor si conferma uno degli artisti più interessanti in circolazione, c’è tanto soul, c’è tanto Prince e c’è Kerosene che è una canzone meravigliosa.
October Drift, Forever Whatever: Disco piacevole da ascoltare e disimpegnato, un buon indie rock per l’esordio di una band chiamata a dare ancora di più.
Elder, Omens: Gli Elder tornano dopo un disco e un EP che li ha catapultati sotto i riflettori. Omens è meno brillante dei lavori precedenti ma garantisce cinque tracce di heavy-psych concreto e  mai cervellotico.
Fiona Apple, Fetch The Bolt Cutters: Vabbè dai…Che ve lo devo dire io?

GIORGIA RECCHIA

Film:

Ultras, Francesco Lettieri: il confine sottile tra la tifoseria organizzata e la delinquenza in un film a tratti un po’ estremizzato ma comunque da vedere.
Il buco, Galder Gaztelu-Urrutia: un’angosciante storia di un mondo che “potrebbe essere” dai risvolti inquietanti e a tratti filosofici.
Parasite,  Bong Joon-ho: strapremiato film coreano che ha sbancato ai botteghini e che ci introduce in un assurdo, verosimile e malato mondo pieno di contraddizioni ed esagerazioni volute. Imperdibile.
Storia di un matrimonio, Noah Baumbach: un’analisi neutrale e oggettiva su cosa succede quando, all’interno di una famiglia, finisce l’amore ma non le responsabilità. Molto vero e a tratti toccante.

 

Serie TV:

Dracula (Netflix): interessante e originale rivisitazione del classico di Bram Stoker. Nonostante l’argomento sia trito e ritrito riesce ad essere affrontato in una maniera nuova che lascia incollati alle poltrone.
Locke and key (Netflix): serie fantasy che parla di fratelli, chiavi magiche, porte misteriose e poteri oscuri. Adoro le trame che ti fanno tornare bambino.
I’m not okay with this (Netflix): una serie che unisce disagio adolescenziale e poteri magici in un crescendo eguagliabile solo da “Carrie. lo sguardo di Satana”. Pollice altissimo.
Tiger King (Netflix): se non sono folli non ci piacciono. e lui ci piace da morire. Nb: se avessi potuto votare nelle elezioni per il governatore della California la mia preferenza sarebbe stata decisamente per lui.
Unhortodox (Netflix): il confine tra religione, libertà di pensiero, espressione, parola e libera scelta in una serie dura, difficile e molto cruda.

 

Fumetti:

Conxita Herrero, Grande coppa di gelato (Hoppipolla): prima pubblicazione di questa illustratrice spagnola, è una raccolta di storie e racconti coloratissimi su amori strampalati e amicizie fuori dal comune.
Emilia Cinzia Perri/ Deda Daniels, La musa dimenticata (Edizioni Bd): un omaggio all’autore giapponese Osamu Tezuka, una storia a puntate che mischia creatività, ispirazione, amore e chi più ne ha più ne metta.
Giangioff, Il futuro nei denti, (Fumetti di Cane): senza alcuna ombra di dubbio il fumetto più bello letto quest’anno. Dolore, sofferenza, tentativo di rivalsa, tutti concentrati nei disegni di questo giovanissimo artista. Letteralmente imperdibile.

LUIGI FERRARA

Film

Palm Springs, Max Barbakow + Andy Siara: Andy Samberg e Cristin Milioti (che sposerei anche domani) sono i protagonisti di questo prodotto insolito che inizia come rom-com e poi diventa sci-fi. Colpisce nel segno anche perché mi ha ricordato tanto il periodo di lockdown, ma non dico più niente per non fare spoiler. Risate assicurate, e se siete sensibili, forse anche un piantino.
Psych 2 – Lassie come home, Steve Franks: Per i fan della serie ma non solo. Shawn e Gus sono tornati con tutta la banda al completo, pure il cane! C’è come sempre un crimine da risolvere, facendo un sacco di confusione. Special guest: inside joke a non finire, puro fan service, ma fatto bene!
Eurovision Song Contest – The story of Fire Saga, David Dobkin: Will Ferrell le azzecca tutte! Questa volta lo vediamo negli improbabili panni di aspirate popstar islandese, che partecipa all’Eurovision insieme alla sua amica d’infanzia interpretata da Rachel McAdams (spettacolare come sempre). Miglior film che ho visto nel 2020 finora!

Serie TV

Brave New World (Peacock): dall’omonimo romanzo di Aldous Huxley. Una distopia fortissima in cui la società è controllata da un’intelligenza artificiale, gli esseri umani sono divisi in classi e le emozioni vengono soppresse in maniera sistematica tramite farmaci assunti come caramelle. Ma a un certo punto arriva l’elemento di disturbo…
Black Monday (Showtime): anni ’80, il periodo in cui tutti volevano lavorare a Wall Street. Cocaina a fiumi, imbrogli, intrallazzi e la prima agenzia di trading gestita da un afroamericano (Don Cheadle). A ogni episodio l’eccesso aumenta.
The Morning Show (Apple TV+): dietro le quinte di un talk show americano. L’anchorman (interpretato da Steve Carell) perde il posto dopo uno scandalo di molestie sessuali e la sua collega (Jennifer Aniston) si ritrova una rivale in studio (Reese Witherspoon). Cast stellare e trama avvincente, nonostante sia un drama abbastanza classico. Non ve la perdete!
High Fidelity (Hulu): adattamento ai giorni nostri del romanzo omonimo di Nick Hornby. La protagonista (quanto è meravigliosa Zoe Kravitz?) ripercorre mentalmente la playlist delle storie d’amore peggiori della sua vita e inevitabilmente ripensa alla vita, i sentimenti, le frustrazioni. Vale la pena anche solo per la colonna sonora!
Penn & Teller Fool Us (Netflix): forse non è proprio una serie, ma se vi piace la magia date un’occhiata assolutamente a questo show! Prestigiatori e illusionisti da tutto il Mondo si esibiscono davanti alla coppia di colleghi più longeva e famosa di oggi, per vincere devono fare in modo che Penn e Teller non capiscano il trucco!

Dischi

Dua Lipa – Future Nostalgia: Lo dice il titolo stesso se vogliamo. Un ritorno prepotente al sound anni ’70-’80, 10 e lode! Giri di basso, ritornelli travolgenti e un paio di pezzi che resteranno nelle classifiche per moooooolto tempo (non a caso è la prima artista con 4 pezzi dello stesso disco che hanno raggiunto 1 miliardo di ascolti in streaming).
Tame Impala – The slow rush: Ne ho parlato in maniera più estesa anche qui. Un viaggio egli ultimi 30-40 anni di musica, tra rock psichedelico, disco ed elettronica. Grazie Kevin Parker, per averci rallegrato il lockdown!
Aurora – A different kind of human: Un po’ Enya, un po’ Bjork, un po’ Florence Welch. Aspetto da elfa e voce da sirena. Il grande pubblico l’ha conosciuta dopo la partecipazione in Frozen 2, ma tutta la sua produzione merita assai. Forse una delle pochissime cantanti degli ultimi anni in grado di farmi emozionare.

MARTINA CASCHERA

Film

Parasite,  Bong Joon-ho: Il regista coreano porta a galla le contraddizioni della rigida stratificazione sociale del suo paese, in un mix di generi e con una raffinata cura estetica che riproduce nello spazio la malvagità delle maglie dello status quo. Qual è il prezzo del riscatto? E quale la relazione tra vendetta e libertà? In questo film l’oriente e l’occidente convergono, smantellando anche questo ultimo pregiudizio: non siamo per nulla lontani.
Figli, Giuseppe Bonito: Fa ridere, ma fa anche pensare. Commedia leggera e ben recitata, a tratti un po’ eccentrica (con qualche forzatura), che porta sullo schermo i discorsi che letteralmente facciamo tutti i giorni.
Dolemite is My Name, Scott Alexander: ricordatevi tutti i film che fanno parte della vostra infanzia e aggiungete questo piccolo tassello al mito intramontabile di Eddie Murphy, che qui sembra cresciuto un po’, sia dal punto di vista attoriale che umano. Il biopic sulla vita del comico Rudy ray Moore ci presenta un personaggio a noi sconosciuto, offrendo anche tanti spunti di riflessione sulla continuità di alcune dinamiche e sulla necessità di lasciarcele invece alle spalle. Nonostante qualche nota profonda, è un film che mira a divertire, e riesce.

Serie TV

Dark (Netflix): ultimo scampolo di una tra le serie più complicate mai prodotte da uomo. Perfetta per chi ama utilizzare le proprie meningi in maniera costante, per chi ama i lunghi silenzi e la pioggia incessante, per i curiosi della fisica ma anche per chi riesce a sospendere il giudizio quanto basta per riconoscere la cura nel dettaglio.
Snowpiercer (Netflix): Per chi non conoscesse la storia: si tratta della società contemporanea in un futuro distopico, trapiantata su un treno che corre corre nella neve. La serie è piena di colori e dettagli curiosi, una sorta di Omicidio sull’Orient Express, ma muore più gente. Adrenalinico e politico. Poi c’è Jennifer Connelly <3
Little fires everywhere (Amazon prime): Una giornalista perfettina (chi se non Reese?) e un’artista  senza fissa dimora (per scelta). Splendido esteticamente, ambizioso e ben riuscito, la serie riesce a conservare una tensione costante, un’atmosfera di mistero e fascino, pur portando a galla questioni fondamentale (di genere, di classe), tanto care al discorso di oggi.

Libri

Giuseppe Lupo, Breve storia del mio silenzio, Marsilio: Come si diventa scrittori? E perchè? Seguendo il filo di queste domande, Giuseppe Lupo decostruisce e disseziona il suo rapporto con le parole, rivelando tutta la delicatezza delle connessioni poetiche che formano un esser eumano. Ci presenta la sua famiglia, la sua casa, luoghi d’Italia apparentemente lontani dalla Storia, nello spazio e nel tempo, e invece così importanti per la crescita umana del nostro Paese. Il dono di questo libro è la delicatezza con cui viene rivelato che la vita stessa è l’unico principio di organizzazione di una storia.
Ocean Vuong, Brevemente risplendiamo sulla terra, La nave di Teseo: “A volte, quando non ci penso troppo, mi viene in mente che una ferita è anche il punto in cui la carne rincontra se stessa, chiedendo all’altra estremità: dove sei stata?”. Ocean Vuong si racconta come un figlio di una donna Vietnamita priva di parole americane, in America. Le difficoltà delle seconde generazioni ci vengono snocciolate come perle preziosissime, grazie ad un occhio e ad una sensibilità non comuni. Qualcuno parla di questo libro come del nuovo grande romanzo americano. Di certo è figlio di una realtà che non possiamo permetterci di ignorare.
Stefano Benni, Gianluca Folì, La bambina che parlava ai libri, Feltrinelli: Benni è lo scrittore della mia adolescenza, Folì l’illustratore dei miei vent’anni. Questo bel libro illustrato, dato in omaggio con l’acquisto di tot libri di talune marche alla Feltrinelli, doveva essere mio. Dedicato a Inge Feltrinelli, erede della grande impresa, di recente mancata, voleva essere un dono ai lettori affezionati. La storia è quella di una bambina che parlava ai libri, che diventa una donna capace di costruire, fisicamente e non, mondi e legami. Consigliato ai cuori tenerelli e agli occhi in cerca di colore.

 

NOEMI BORGHESE

Serie TV

The Mandalorian (Disney+): I veri appassionati l’hanno guardata prima che Disney+ fosse disponibile in Italia tramite strumenti poco ortodossi, ma adesso è legale e possiamo parlarne: quello che l’universo di Star Wars non riesce più a restituirci nelle trame della famiglia Skywalker & co (che hanno anche parzialmente stufato, al netto della lacrimuccia nostalgica) riesce a darci con tutti gli interessi con gli spin off. The Mandalorian conserva ambientazione, elementi chiave e tante vibes della galassia lontana lontana che ci piace, ma introduce storie, personaggi e anche pianeti, finalmente, nuovi di zecca: era ora.
Space Force (Netflix): Godibile, scorrevole e spassosa, da pochi giorni è arrivata la conferma della seconda stagione in arrivo: Steve Carell e John Malkovich in coppia fanno scintille, e fanno una intelligente e satira contro Trump e la sua amministrazione ormonale e ben poco lucida. Perfetta per un weekend di binge spensierato all’insegna dell’attualità politica (o per i social media manager).
Locke & Key, (Netflix): Tratta da una serie di romanzi, in questa prima stagione si presenta la famiglia Locke e tutti i drammi carichi di mistero che una casa misteriosa e le sue innumerevoli chiavi magiche porta con sé. Anche questa molto poco impegnativa, e va giù veloce come poche altre serie. No, in estate è vietata la roba pesante ché poi si suda.
The Politician (Netflix): Decisamente perfettibile anche questa, eppure gli appassionati di politica e dei temi tanto tanto cari a Netflix e alla generazione Z – almeno secondo il palinsesto Netflix – non potranno non apprezzare la storia di un giovane diciottenne privilegiato disposto a tutto per arrivare a ricoprire la carica di Presidente degli Stati Uniti. La strada è lunga, e più i privilegi cadono giù, più si fa in salita: ma chiaramente tutto questo non è che materiale per le future stagioni. Aspettiamo la terza!

PAOLO GUAZZO

Musica

Lucio Corsi, Cosa faremo da grandi?: salutiamo il ritorno del piccolo David Bowie della Maremma, alla sua terza prova convincente dopo i primi due album, Altalena Boy/Vetulonia Dakar e Bestiario musicale. Collaborazioni di prestigio (vedi Francesco Bianconi) per un disco/conchiglia dentro cui ascoltare il rumore del mare e delle onde, sporcarsi i piedi con la sabbia, sognare mentre si inseguono ragazze trasparenti. Pronti a salpare?
Sault, Untitled (Black is): il misterioso collettivo dell’underground londinese, composto da afrodiscendenti, è arrivato già al terzo album. In Untitled (Black is) trovate venti pezzi che sondano l’universo delle sonorità black, tra soul, spoken word, funk e trip hop. E a conferma della loro militanza, oltre alla copertina che ritrae un pugno alzato, anche numerose citazioni, da Malcom X alle Black Panter. «Revolution has come but you won’t put down the gun.»
Roberta Finocchiaro, Save Lives With the Rythm: se a produrvi un disco è Steve Jordan, batterista di John Mayer e turnista di altri giganti come Eric Clapton o Neil Young, vuol dire che la strada che state seguendo è quella giusta. E così la giovanissima cantante e chitarrista catanese è volata a New York per sfornare il suo terzo album, Save lives with the rhythm, tra un riff di chitarra e un arancino fumante. Chista è a vita!
Khruangbin, Mordechai: «Houston abbiamo una soluzione!» A fornircela sono i tre texani dagli occhi di ghiaccio, Laura Lee, Mark Speer e Donald Ray “DJ” Johnson Jr, che con Mordechai ci servono su un piatto d’argento il disco giusto per uscire dal loop del Covid. Il giro del mondo ve lo fate su un piccolo aeroplano (questo vuol dire Khruangbin in tailandese) che trasporta pacchi di soul, funk, surf e psichedelia.
Nicolas Jaar,  Cenizas: mentre in pieno lockdown me ne sto barricato in casa a interrogarmi sul senso di quello che sta succedendo, mi arriva la notizia dell’uscita di Cenizas del maestro Jaar. A precedere il disco le parole di Nico: «We are living in a time of complete transformation, a metamorphosis – and the transformations are happening within as well. There is potential for great healing and great destruction.» Ha senso aggiungere altro?

 

SIMONE TRIBUZIO

Libri

Ottessa Moshfegh, Il mio anno di riposo e oblio, Feltrinelli: Un romanzo folgorante per la scrittura efferata con cui racconta l’ozio e l’annullamento mentale della protagonista.
Non c’è niente di meglio per la vostra estate – e all’insegna del relax più totale.
E pare che di questo romanzo ci girerà un film il caro Yorgos Lanthimos!
Marta Barone, Città sommersa, Bompiani: L’autrice mette insieme carteggi e ricordi (suoi e di testimoni) per fare luce sulla figura paterna nel pieno di un clima politico – che ha caratterizzato per sempre l’Italia. Marta Barone ci consegna l’esordio letterario più prezioso di questo 2020.
Rachel Cusk, Resoconto, Einaudi Stile Libero Big: Una scrittrice inglese dovrà trascorrere l’estate in Grecia per tenere un seminario. Ma durante il soggiorno si interesserà delle vite che animano la terra ellenica. Uno slice of life minimale che sorprende e splende per il suo plot. Resoconto è il primo capitolo di una trilogia.

Fumetti

Guillermo Corral e Paco Roca,  Il tesoro del Cigno Nero, Tunué: La storia riprende la vicenda della Ithaca: la principale società al mondo di recupero tesori; che nel 2007 attirò l’attenzione dell’opinione pubblica per averne annunciato il ritrovamento nelle acque dell’Atlantico. Lo scrittore e diplomatico Corral, che in prima persona ha vissuto il grande intrigo internazionale (che farebbe gola a Spielberg), si affida ai pennelli del più grande fumettista spagnolo.
Pierre-Henry Gomont, Malaterre – una selva di rimpianti, Edizioni BD: L’arcigno e avido Gabriel si metterà contro i suoi figli pur di sfruttare un terreno africano.Una storia familiare dai toni cruenti e rappresentata con grazia inusitata – complice anche l’uso magistrale degli acquerelli.
Ann Nocenti Flavia Biondi, Lee Loughbridge, Ruby Falls, Bao Publishing: Flavia Biondi si presta per questa esperienza a stelle e strice – e al servizio di una grande sceneggiatrice quale è Ann Nocenti (Daredevil). Un mistery che oscilla tra Stephen King e il thrilling di Night. M. Shyamalan.
Tommy Gun Moretti, Sostanza densa, Eris edizioni: L’opera prima di Moretti è una virtuosa rivisitazione ultra-pop dei comics americani nel pieno della tradizione del fumetto italiano più anarchico. Nel cui tratto si intravedono la muscolarità di Tanino Liberatore e la cifra di Katsuhiro Otomo.

Dischi

Bresh,  Che io ci aiuti, Sony Music: Bresh porta avanti la tradizione del cantautorato genovese con una formula trap/rap ibrida davvero travolgente. L’artista, proveniente dalla crew Wild Bandana, si lascia ispirare dai ricordi e “dal mare mosso mentre fumo / guardandolo sul molo che mi ha cresciuto”. Come canta nel pezzo cult tratto da Vita Vera Mixtape dell’amico Tedua.
Birthh, WHOA, Carosello Records: Chamber pop in punta di piedi, come non se ne vedevano da qualche anno a questa parte. Il nome di Birthh dovrebbe essere su tutti i radar di ogni appassionato del nuovo cantautorato che si rispetti. La giovane artista tiene banco con questo secondo lavoro discografico – che brilla per la scrittura essenziale.
Germanò, Piramidi, Bomba dischi: Germanò guarda con fiducia al futuro e all’amore, strizzando l’occhio al pop più raffinato di Enzo Carella – che ancora oggi sforna proseliti e ammiratori nella scena odierna italiana.

RAFFAELE MOZZILLO

Film

Figli, Giuseppe Bonito: perché è un film che parla di «Di me, di te, degli altri».
Indivisibili, Eduardo de Angelis: perché è una bellissima favola nera in cui lo squallore – delle persone e dei luoghi – si fa magia attraverso un bisogno feroce di normalità.

Libri

Guillermo Arriaga , Il selvaggio, Bompiani:  perché le narrazioni circolari hanno il pregio di scavare lentamente e a fondo. E perché è un libro cupo che parla di luminosa bellezza. E poi ovviamente perché mi ha devastato (in senso buono).
Alessio Forgione, Napoli mon amour, NNE: perché è un libro che ti prende all’amo con un’ironia disperata e un’intelligenza letteraria fuori dal comune, grazie a una scrittura che sa essere limpida e in molti casi luminosa (anche se il sole di Napoli non basta mai, anche se l’azzurro del mare nemmeno basta, anche se l’amore, quello bello, è una cosa che non sopravvive, nemmeno nei libri). E anche perché ho avuto un’identificazione tale che mentre leggevo di Amoresano e Nina che decidevano di cambiare programma e restare a dormire a Roma per una notte, ho pensato subito “Li ospito io!” (e fargli risparmiare una cosa di soldi).

Dischi

Nich Cave & the Bad Seeds, Ghosteen: Perché l’ho ascoltato sforzandomi di non sentire una sola parola, di non capire nulla di quello che cantava, ed è arrivato tutto, tutto.

Articolo a cura di Carla De Felice

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Amore, ironia e cefalità.



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