Cefalonia

Published on Dicembre 21st, 2018 | by Carla De Felice

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Consigli cefali di Natale – Top of 2018 (fine 2017)

Potremmo scrivere tante cose sul Natale. Potremmo parlare di luci, di addobbi, dei docufilm di Netflix sugli alberi,  delle vetrine dei negozi, dei mercatini sparsi per la provincia italiana, di quella strana frenesia, delle tradizioni, di cosa mangeremo al cenone. Potremmo, ma abbiamo deciso non farlo. Perché noi cefali sappiamo che dietro ogni luce si nasconde una persona che proprio adesso, in questo momento, sta combattendo una battaglia contro il tempo, di cui noi voi forse pensate che noi non ne sappiamo niente. Ma il cefalo è un pesce empatico e fedele al motto “sii gentili, sempre”, per cui se la vostra battaglia è legata alla domanda “che cavolo gli regalo a Natale?”, abbiamo la risposta che fa per voi: Consigli cefali di Natale – Top of 2018 (fine 2017).

LIBRI

Carla De Felice

Tony Nessuno – Andres Montero (Edicola Ediciones): Un libro che vorresti non finisse mai, un inno al potere e alla suggestione della parola, anche quella non detta.

Donne che parlano – Miriam Toews (Marcos y Marcos): Donne coraggiose che trovano la forza di ribellarsi e dire basta. Intenso e doloroso.

Gli esploratori dell’infinito – Yambo (Cliquot): Il libro che regalerei anche al mio nipotino di 5 anni.

Vinpeel degli orizzonti – Peppe Millanta (Neo edizioni): Un libro che sembra innocuo ma riesce a a ficcare più di uno spillo nel cuore di chi legge, e lo fa con tenerezza. Adorabile.

I dieci comandamenti – Q Magazine (Tsunami edizioni): “Tutte le cose belle della vita mi sono state consigliate dai miei eroi musicali!” Una bomba!

Menzione speciale:
Festa in lacrime – Prabda Yoon (add editore):  una finestra sul Thailandia, un paese per noi lontanissimo, in bilico tra modernità e tradizione.

 

Fabio D’Angelo

Tu che eri ogni ragazza Emanuela Cocco (Wojtec Edizioni): Violento e cattivo come solo la solitudine sa essere a Natale.

Grande madre acqua   Živko Čingo (Casasirio): Un romanzo unico, in cui l’eterno conflitto tra la natura e l’uomo si sovrappone a quello tra il bene e il male, tra il desiderio di libertà e la stupidità umana, quella di uomini e donne che cercano di recidere con la violenza il legame indissolubile tra il bambino e il sogno. Regalo perfetto per quelli che aspettano il 25 dicembre per dire a un bambino che Babbo Natale non esiste.

Cometa Gregori Magini (Neo edizioni): Il titolo è calzante, nel senso che in questo romanzo la figa ha la stessa funzione e importanza della cometa per i Re magi. Regalatelo a chi amate di più.

Napoli Mon Amour   Alessio Forgione (NNE): Un libro di un’intelligenza letteraria fuori dal comune e il paragone con Ferito a Morte di La Capria è assolutamente calzante. Un libro capace di raccontare in modo limpido  la realtà, regalando al lettore una serie di verità assolute, come quella sul fatto che il secondo Napoli di Sarri era il più bello di tutti. Regalo perfetto per chi tifa solo per la maglia.

Gomoria Carlo H.De Medici (Cliquot Edizioni): Nato da un crowdfunding, appartiene alla collana Fantastica di questa casa editrice specializzata in recuperi e dedicata alla riscoperta di narrativa dell’immaginario. Il libro è  realizzato con i migliori materiali tipografici ed è perfetto per i lettori amanti delle storie fantastiche che a Natale vogliono stupire e fare un figurone sotto all’albero di Natale.

 

Elettra Bernardo

Carnaio – Giulio Cavalli (Fandango libri): Ci sono libri che si possono fare e libri che si devono fare. Carnaio è un impasto colloso di narrazione e discorso diretto che ci travolge come un’onda curdele e sembra dirci: “Cosa siamo, cosa possiamo diventare?”

Le nostre anime di notte – Kent Haruf (NN editore): La cittadina di Holt: una telefonata inaspettata, un uomo, una donna. La vecchiaia, la solitudine e un letto. La scrittura asciutta e immediata di un grandissimo autore.

Il sale – Jean-Baptiste Del Amo (Neo edizioni): Gettare il sale sulle ferite brucia, come questo libro. Vincitore di Modus Legendi 2018.

 

Roberta Rega

La notte non vuole venire – Alessio Arena (Fandango libri): Come cantautore, Alessio ha in dono una voce che strappa il cuore dal petto e una scrittura molto letteraria, e dimostra grande spessore anche in questo romanzo sulla vita di Gilda Mignonette, “la sirena di New York”, dove la storia avvince, e la scrittura dei personaggi e l’architettura narrativa sono davvero mirabili.

Il sale – Jean-Baptiste Del Amo (Neo edizioni): Romanzo non recentissimo, ma protagonista dell’edizione 2018 di Modus Legendi, è già un classico contemporaneo, la dimostrazione che un buon libro non ha date di scadenza. La famiglia è al centro di un grande intreccio di storie sul tema della ricerca della propria identità.

La favolosa storia delle verdure– Évelyne Bloch-Dano (Add editore): Un viaggio dentro la storia e la poesia che un cavolfiore può racchiudere.

Glossa – Juan José Saer (La nuova frontiera): Un autore immenso, che mi ha fatto innamorare di nuovo dell’Argentina dopo Cortazar.

 

Andrea Femia

La Luce che resta – Evita Greco (Garzanti): Non conoscevo l’autrice fino a pochissimo tempo fa; la fascinazione è stata pressoché immediata. Vi consiglio questo libro perché è uscito quest’anno ma, se voleste fare la doppietta, vale comunque l’ingresso nel Consiglio dei Consigli anche il primo – Il rumore delle cose che iniziano – di un paio di anni fa. Femminilità pura. Di quelle belle assai.

La Morte Nomade (Yeruldelgger 3) – Patrick Manoukian (Fazi Edizioni): È il terzo libro di una serie, probabilmente la più bella tra quelle contemporanee, ma non voglio assumermi questa responsabilità nel giudizio. Anche qui, vi consiglio pure gli altri due, ovviamente, ma concedetemi l’espediente duemiladiciottesco. Poliziesco ambientato in Mongolia, se non vi affascina la sola idea non abbiamo nulla da dirci.

Il Selvaggio – Guillermo Arriaga (Bompiani): È il libro che mi è piaciuto di più in assoluto, uscito quando ancora non era primavera. Comprato a scatola chiusa, dovreste farlo anche voi; date un’occhiata a quali sceneggiature ha scritto Arriaga e questo consiglio vi apparirà una roba ovvia. È già un classico.

 

Andrea Ravasio

Stagione di cenere – Pasquale Ruju (Edizioni e/o): Una storia dalle tinte gialle e noir. Ma anche rosse: rosse come le fiamme che divorano le colline della Sardegna, splendido paesaggio che non è solo fondale, ma protagonista insieme al paparazzo Franco Zanna.

Il marchio ribelle – Nicolai Lilin (Einaudi): Tatuaggi che raccontano storie, storie che raccontano i tatuaggi. Il mondo della criminalità siberiana, delle sue regole e delle sue tradizioni si trova a fare i conti con la modernità che avanza e travolge tutto.

The Outsider – Stephen King (Sperling & Kupfer): Può un uomo conosciuto e stimato da tutti aver compiuto un delitto così efferato e brutale? Le prove sono schiaccianti. Ma lui ha un alibi a prova di bomba. E allora come poteva essere in due posti contemporaneamente?

Il presidente è scomparso – Bill Clinton, James Patterson (Longanesi): Un maestro del thriller + un ex Presidente degli Stati Uniti = elevato tasso di suspence.

La doppia madre – Michel Bussi (Edizioni e/o). Una complicata vicenda che ruota attorno a un bambino di quattro anni e ai suoi ricordi evanescenti, in cui le carte vengono continuamente rimescolate, con le terre della Normandia a fare da cornice.

 

Giancarlo Marino

Aria di neveSerena Venditto (Mondadori): Una commedia gialla che inaugura la serie di Mycroft il gatto detective, e dei suoi “coinquilini”. Lasciatevi innamorare dai ragazzi di via Atri 36, non ve ne pentirete.

La pigrizia del cuore Rossella Tempesta  (Edizioni Spartaco): Da Napoli alla Majella, un viaggio alla scoperta di se stessi caratterizzato da una prosa che strizza l’occhio alla poesia.

Il gioco della felicitàGabriele Iaconis (Homo Scrivens): Una metropoli sudamericana soffocata da un regime oppressivo, dove si aggirano personaggi surreali che sembrano usciti dalla penna di Bolaño e Garcia Marquez.

Che cosa fanno i cucù nelle mezz’ore  Carla Fiorentino (Fandango Libri): Le storie di un gruppo di amici a Roma, nell’era della precarietà, lavorativa ed esistenziale, il tutto condito da una sana dose di voyeurismo.

Accipicchia! Una tigre!Alexandre Chardin e Barroux (Clichy): Infine un consiglio per i cefali cuccioli. Cosa succede quando una tigre arriva in città? Per saperlo non vi resta che leggere questo bel libro scritto e illustrato da una coppia di autori francesi.

 

Giorgia Recchia

La ragazza del convenience store – Sayaka Murata (Edizioni e/o): Un grido di riscossa per tutti coloro che si sentono diversi e non hanno nessuna intenzione di piegarsi alle convenzioni sociali.

La misteriosa scomparsa di Summer – Monica Sabolo (La nave di Teseo): Un romanzo sulle assenze che subiamo e sulle loro drammatiche conseguenze.

L’inferno è vuoto – Giuliano Pesce (Marcos y Marcos): Un romanzo intelligente, scorrevole, brillante, pieno di colpi di scena e personaggi indimenticabili.

Luigi Ferrara

The Outsider – Stephen King (Sperling & Kupfer): Dopo qualche passaggio a vuoto, il Re dell’horror ha ritrovato lo smalto. Che poi non è mai solo horror… come fa il protagonista a essere in due posti contemporaneamente?

The book of M – Peng Shepherd (uscirà a giugno 2019 in Italia, edito da HarperVoyager): Un futuro apocalittico in cui non c’è stato un evento catastrofico, ma qualcosa di peggio: le persone hanno iniziato a perdere le loro ombre, e si scopre che perdendo l’ombra si perde anche la memoria. Probabilmente c’è un po’ di Murakami e un po’ di Gaiman, incastrati in una metafora della società moderna che fa riflettere.

Burger Perfetto – Giacomo Ballarini (Gribaudo): Un consiglio “alimentare”. L’ho regalato a un amico che si è lanciato nella ristorazione e sono rimasto colpito da come si possa riuscire a trasformare un hamburger (simbolo del fast food) in un prodotto di alta cucina. Ricette, idee e spiegazioni assolutamente non banali.

 

Martina Caschera

Teoria della classe disagiata – Raffaele Alberto Ventura (Minimum Fax): Un testo non facilissimo, per metodi, stile e contenuti, ma indispensabile per capire cosa noi trentenni rappresentiamo.

L’amica geniale – Elena Ferrante (Edizioni E/O): Spinta dall’imminente uscita della serie mi sono costretta a leggerlo. Scorrevole e intenso, porta a riflettere su tantissime cose. Letteratura compresa.

Mao Zedong si è arrabbiato – Yu Hua (Feltrinelli): L’autore è tra i più importanti ed influenti della Cina contemporanea. Un occhio sveglio, acuto e una penna pungente. Se volete capirci qualcosa della Terra di Mezzo, lui può aiutarvi.

 

Selvaggia C. Serini

Il Morso della Reclusa – Fred Vargas (Einaudi): Un bel giallo con i piedi per terra e la testa fra le nuvole, come il commissario Adamsberg, che torna ancora una volta come un vecchio amico, grazie alla penna sempre felice della Vargas.

Le nostre anime di notte – Kent Haruf (NN editore): La tenerezza nel raccontare la vita e i sentimenti in due anime non più giovani, in un paesino che mormora. La necessità di non rimanere soli, di notte, spiegata con parole semplici e senza voyeurismo.

 

Simona Di Rosa

Io odio Internet – Jarett Kobek (Fazi Editore): La storia di una fumettista che si ritrova ad avere una sovraesposizione mediatica contro la sua volontà è il pretesto per lanciare una lunga critica a Internet, a San Francisco, all’odio in rete, all’industria del fumetto americana. Tragicomico, cinico, divertentissimo.

Le otto montagne – Paolo Cognetti (Einaudi): Il libro vincitore del Premio Strega 2017 è un autentico capolavoro, una storia di formazione che ha una grande protagonista: la montagna, tra stupore e paura, tra natura incontaminata e turismo di massa.

Augustus – John Williams (Fazi Editore): Dall’autore di Stoner, uno splendido romanzo epistolare sulla vita di Ottaviano Augusto e sul rapporto con il potere, gli amici e i detrattori. Un libro che si legge tutto d’un fiato e che non sembra scritto da un americano, ma da un antico romano.

 

FUMETTI

Carla De Felice

Papaya Salad – Elisa Macellari (Bao Publishing): Lo so che l’ho consigliato già in tante altre occasioni diverse, ma questo fumetto mi è davvero rimasto nel cuore.

Gli scarabocchi di Maicol e Mirco – ARGHHH (Bao Publishing): la raccolta che tutti stavamo aspettando!

Cappuccetto rosso redux – Danijel Zezeleji (Eris Edizioni): una storia che tutti conosciamo come non l’abbiamo mai vista prima.

Non bisogna dare attenzione alle bambine che urlano – Eleonora Antonioni, Francesca Ruggiero (Eris Edizioni): Un fumetto che racconta tematiche universali in cui potranno riconoscersi anche “bambine”di altre generazioni, lontane o vicine, a cui potrà inviare lo stesso meraviglioso messaggio: “Ragazze, siate voi stesse”.

Ragazze cattive – Ancco (Canicola): un fumetto che una volta aperto non ti molla più.

 

Fabio D’Angelo

Guardati dal Beluga magico – Daniel Cuello (Bao Publishing):  Come nel Canto di Natale di  Dickens, Cuello compie un viaggio alla ricerca di se stesso e racconta una  storia di paure, di angosce, di rimpianti. La nostra.

L’età dell’oro – Cyril Pedrosa (Bao Publishing): Il primo graphic novel letto del Pedrosa non si scorda mai.

Freedom hospital – Hamid Sulaiman (Add editore): «Penso che nessuno possa raccontare quel che succede in Siria, nemmeno le persone che vivono quegli avvenimenti terribili. Ho scritto Freedom Hospital per raccontare il mio punto di vista su quel che succede, non per spiegarlo. Non ho cercato di essere neutro e non pretendo di scrivere l’esatta realtà delle cose, ma dovevo dar forma a questo grido che avevo in gola.» Hamid Sulaiman

Minivip e Supervip – Il mistero del via vaiBozzetto e Panaccione (Bao Publishing): A convincermi è stata la recensione piena di  “te capì, testina!” del Ravasio.

Carvalho. TatuaggioHernán Migoya e Bartolomé Seguí (Tunué): Pepe Carvalho a fumetti. Potevo mai resistere? 

 

Elettra Bernardo

Boschi mai visti – Gipi (Coconino): Uno scrigno sulla produzione giovanile di Gipi, con la riproposizione di storie pubblicate tra il 1994 e il 2003 più alcuni inediti. Una chicca per tutti i fan, uno strumento per chi vuole approfondire il percorso di uno degli autori più importanti del panorama italiano.

La saga di Grimr – Jèrèmie Moreau (Tunuè): Vincitrice del prestigioso Fauve D’Or 2018 del Festival International de la Bande Dessinée d’Angoulême, quest’opera vi rimarrà nelle ossa come una folata di vento gelido: per la bellezza delle sue tavole, per la purezza tenera e innocente del suo protagonista e per la capacità magistrale di fondere organicamente immagini e testo.

 

Roberta Rega

Freedom hospital – Hamid Sulaiman (Add editore): Come raccontare una storia complicatissima (la guerra in Siria) con parole semplici.

Billie Holiday– Muñoz e Sampayo (Sur): Non mi stanco mai di sentir parlare di Lei.

Il gran Balùn – Lucia Moschella e Stefania Arcieri (Verba Volant): Una delle cose più belle che ho incontrato quest’anno.

 

Andrea Femia

Atto di Dio – Giacomo Nanni (Rizzoli Lizard): Non sono davvero sicurissimo di averlo capito; è un lavoro spiazzante. Mi verrebbe da dire che è un’opera tra il fumetto e la filosofia della natura, ma finisce che non capisco neppure io cosa intendo di preciso con il termine “natura”. Da leggere se si ama la sensazione che qualcosa stia sfuggendo alla comprensione.

CinziaLeo Ortolani (Bao Publishing): Avevo da poco finito una nottata infinita a tradurre un talk di una scienziata transessuale quando mi sono imbattuto in maniera del tutto casuale in una recensione di questo fumetto. Ho scelto di comprarlo esattamente il giorno dopo, perché sono una persona semplice dalle correlazioni semplici, e posso certamente asserire che sia stata una delle intuizioni meglio riuscite che abbia mai avuto.

 

Andrea Ravasio

Cinzia – Leo Ortolani (BAO Publishing). Potete anche non sapere chi sia Rat-Man, non importa: in questa graphic novel c’è soltanto Cinzia. Immensa e fragile allo stesso tempo. Una storia sulla diversità da cui, tra una risata e l’altra, abbiamo tutti, ma proprio tutti, da imparare.

Blacksad – Juan Diaz Canales, Juanjo Guarnido (Rizzoli Lizard). Un mondo di animali antropomorfi, ma scordatevi la Disney: qui le storie sono più noir che mai. I cinque capitoli di Blacksad, gatto e investigatore privato, tornano in edizione integrale. E nessuno visse felice e contento.

Saga – Brian K. Vaughan, Fiona Staples (BAO Publishing). Una space opera fenomenale che mescola fantascienza, fantasy, attualità e satira con una buona dose di irriverenza e colpi di scena. Con il nono volume uscito quest’anno, Saga si prende una pausa: non è un buon momento per rimettersi in pari?

Stelle o sparo – Nova (BAO Publishing). Tanta Grecia, tanto sole e tanto disagio. Ma di quello buono.

Francesco Papadia

Inerzia – Adam Tempesta (Eris Edizioni) Un nuovo, fantastico, indimenticabile viaggio. Stavolta a colori.

L’età dell’oro – Cyril Pedrosa (Bao Publishing) Se non leggete Pedrosa almeno una volta l’anno state sbagliando qualcosa.

La giusta mezura – Flavia Biondi (Bao Publishing) Un graphic novel così bello e intenso che ho finito di leggerlo in piedi in libreria.

Giancarlo Marino

Carvalho. TatuaggioHernán Migoya e Bartolomé Seguí (Tunué): Trasposizione a fumetti dell’omonimo romanzo di Manuel Vázquez Montalbán che inaugura la serie di Pepe Carvalho, l’investigatore ex spia e grade gourmet.

Rai Bradbury. Shadow Show – Autori vari (Nicola Pesce editore): Ventisei grandi artisti del fumetto rielaborano storie e temi di uno dei più grandi autori di fantascienza, autore di capolavori come “Cronache marziane” e “Fahrenheit 451”.

Cinzia – Leo Ortolani (Bao Publishing): Spin off di “Rat-man”, questo graphic novel affronta con ironia e romanticismo il tema del gender, senza rinunciare alla graffiante satira che contraddistingue il fumettista pisano.

La mia cosa preferita sono i mostri – Emil Ferris (Bao Publishing): La storia di Karen raccontata attraverso il suo diario a fumetti. Le innovazioni grafiche e i neologismi vi faranno innamorare di questa detective in erba sullo sfondo dell’America del ’68.

Sofia dell’Oceano – Marco Nucci e Kalina Muhova (Tunué): altro consiglio per cefali cuccioli, una delicata e avventurosa storia per “pesci lettori”.

Giorgia Recchia

Iperurania – Francesco Guarnaccia (Bao Publishing): Fortemente dedicato a tutti coloro che hanno bisogno di credere maggiormente in loro stessi

L’età dell’oro – Cyril Pedrosa (Bao Publishing): Perchè Pedrosa è oro.

La giusta mezura – Flavia Biondi (Bao Publishing): Profondo, commovente e terribilmente realistico

 

Martina Caschera

Atto di Dio – Giacomo Nanni (Rizzoli Lizard): Un fumetto completo. Parole ed immagini si incontrano con la necessità di dire cose importanti in maniera semplice. E di farle dire ad animali, cose, terremoti.

L’incanto del parcheggio multipiano – Marino Neri (Oblomov): Lo so, l’ho consigliato anche per Lucca. Però di storie come questa c’è bisogno. Fa bene leggerle, fa bene guardare come l’autore le ha costruite, disegnate e curate in ogni minimo dettaglio.

 

Selvaggia C. Serini

Your Name – Makoto Shinkai (JPOP):  Una storia di attese, amore e comunicazione che potrebbe essere adesso ma forse anche domani.

Watchmen Absolute – Alan Moore & Dave Gibbons (RW Lion): Sì, lo ammetto, è un po’ come barare. Però questa è un’edizione nuova di pacca, e ci servirà un ripassino prima dell’uscita della serie HBO che con tanta trepidazione stiamo tutti attendendo (la state tutti attendendo, vero?).

 

Simona Di Rosa

I sentimenti del principe Carlo – Liv Stromquist (Fandango Editore): Un saggio a fumetti sulle mille sfaccettature dell’amore, ma anche sui costrutti sociali alla base delle relazioni. Perchè Carrie vuole uno stronzo come Mister Big? Perchè Whitney Houston resta insieme a Bobbie Brown fino a morirne? Questo fumetto vi svelerà le risposte, con rigore scientifico ma anche con tanta ironia.

Odissea narrata allo sguardo – Fabio Visintin (Spaceman Project): Un fumetto muto e spettacolare, opera del grande Fabio Visintin, che riprende uno dei libri più ripresi del mondo senza mai risultare banale o superfluo.

La mia cosa preferita sono i mostri – Emil Ferris (BAO Publishing): Un tomo di quattrocento pagine riconosciuto come un capolavoro internazionale, la storia di una bambina e della sua passione per i mostri. Cosa c’è di male? Nulla, se non fosse che i veri mostri, quelli contro i quali dovrà resistere, abitano all’interno della sua famiglia.

 

DISCHI

Carla De Felice

Adversus – Colle der Fomento : Finalmente un disco che parla alle nostre generazioni!

Geography – Any Other-Two : Alla faccia di chi dice che la musica italiana è in crisi.

Carl Brave – Notti brave: Perchè ehhh ehhh ehhh ehhh ehhhh.

Soap & Skin – From gas to solid: Anche nelle tenebre si nasconde la luce.


Fabio D’Angelo

Undici canzoni di merda con la pioggia dentro – Giorgio Canali & Rossofuoco – : Beh, basterebbe il titolo per decidere di voler incondizionatamente bene a Giorgio Canali. Poi c’è  Messaggi a Nessuno, la più bella canzone sulla poetica del “precipitare leggero come la pioggia di Marzo, sperando di caderti vicino”. Ma questa la butto in mezzo a tradimento nella discussione, se non vi convinco già solo con il titolo di questo disco.

Two, GeographyAny Other: Ci tengo a dire che Papadia è il mio spacciatore musicale, quindi se tenete da dire su questa scelta, parlate direttamente con lui.

High as hope – Florence and the Machine: Vorrei tanto andare al concerto ma lo scrivo nella lettera a Babbo Natale solo perché ogni volta che lo dico invece di scriverlo, succede sempre il fatto che non ci vado. Sì, questo è un messaggio subliminale. Regalatemi il biglietto.

Antisocialites – Alvvays: Colgo l’occasione per ringraziare anche a Natale il dottor Papadia per la recensione e il relativo suggerimento.

Nuova Napoli – Nu Guinea: caro Babbo Natale, non credere alle malelingue, io ho sempre creduto in te. Niente, Babbo Natale se non è troppo disturbo je vulesse truvà pace e un ritmo come questo. Senza impegno, eh. Vedi tu.

 

Roberta Rega

Live in Caracalla Paolo Conte : Finalmente posso usare questa faticosissima lista di fine anno per ribadire che l’Avvocato è ancora e sempre il più grande di tutti, e qui è in splendida forma, come i suoi arrangiamenti e la sua orchestra, del resto.

El mal quererRosalia: In loop da diversi mesi nel mio Spotify, per semplificare direi che è una Rihanna in versione flamenco, e pure un poco tamarra, ma la verità è che ha personalizzato e reinterpretato la sua tradizione con grande forza e personalità.

Tribalistas – Tribalistas: L’album in oggetto è del 2017, ma questo 2018 ha visto il ritorno del gruppo in Europa per un tour che mi ha fatto ricordare perché amo loro e Marisa Monte con dedita convinzione.

 

Andrea Femia

Noonday Dream – Ben Howard : Una bellissima evoluzione che ha il sapore del deserto più arso che vi immaginiate. Un folk potente, sempre ammesso che il termine folk abbia ancora senso. Le atmosfere sono enormemente diverse rispetto a quelle a cui aveva abituato agli esordi, la struttura delle canzoni non sembra neppure appartenere allo stesso artista. Sarebbe candidato al migliore album del 2018 se solo non ci fossero stati gli Arctic Monkeys. E Father John Misty (ma ve li ho già consigliati quest’estate, maledizione)

Merrie LandThe good, The Bad and The Queen : Ennesimo album nella produzione sterminata di Damon Albarn, che questa volta ritrova i compagni lasciati nel 2007. Sembra una colonna sonora; la sensazione è quella di un lavoro che suona molto coerente dalla prima all’ultima canzone, forse anche troppo coerente. È certamente un disco che potreste regalare facendo un’ottima figura.

Egypt StationPaul McCartney : Se pensate che il signorino sia bollito e dovrebbe dedicarsi a fare il nonno, o semplicemente a rifare i Beatles in giro per il mondo, siete veramente fuori strada, ma malamente proprio. Creatività assolutamente fuori dal mondo, non ha alcun senso che quest’essere umano sia passato da questo pianeta.

Wanderer- Cat Power: L’album più bello di Cat Power, poco altro da aggiungere. Disco di un’emotività incessante, mutaforme e piena di fascino nel suo vestito minimale. La amo, non mi dite niente.

 

Davide Predosin

Iceage – Beyondless: dopo frettoloso, scettico e infine deludente primo ascolto, mi sono imbattuto per caso ancora una volta in Beyondless degli Ice age e mi sento finalmente di inserirlo tra i dischi più interessanti del 2018. Sono giovani, danesi, maleducati, teatrali, incazzati, eleganti, e l’uso che fanno dei fiati è degno dei Rockets from the Crypt.

Negative Capability – Marinane Faithfull: l’ultimo disco di Marianne Faithfull è commovente, punto. Vi troverete dentro il calore inestinguibile di una delle ultime grandi sopravvissute; una che sa darci una lezione di dignità, che sa celebrare la vita, la bellezza e la sofferenza umana con sprezzatura, ironia e stile. Prodotto da Rob e Warren Ellis, scritto in collaborazione con Ed Harcourt e Nick Cave… e si sente.

Endless Scroll – Bodega : Anche grazie a un bassone rotondo che ti spettina, alla produzione di Austin Brown dei Parquet Courts che leviga il tutto facendone un gioiellino di immediatezza obliqua e martellante, “Endless Scroll” dei Bodega è il disco che ha saputo tenermi i peli delle braccia ritti e ricettivi più a lungo in quest’anno così difficile. C’è la new wave più arty dei primi ottanta (scusate), echi dei Delta 5 di “Mind Your Own Business”,  ma anche un certo gusto affabulatorio alla Pavement. Post-punk ipnotico virato pop ma che si mantiene ruvido e gggiovane.

Parquet Courts: Purtroppo anche quest’anno tra i miei dischi preferiti c’è un disco dei Parquet Courts. Sì lo so che sono un po’ ruffiani, che cavalcano tendenze del momento che hanno contribuito a codificare ma in Wide Awake! Fanno passi ulteriori in più direzioni che ce li rendono, per quanto più composti, anche più sfuggenti e affascinanti: c’è la wave, il funk, il garage, il punk ma anche una generosissima dose di melodia pop ed elementi sixties. Produzione di Danger Mouse da leccarsi i baffi.

Boarding House Reach – Jack White: Per quanto la copertina sia brutta, uno dei singoli promozionali abbia un ritornello un po’ banale, ne abbiano parlato male e il signor Bianchi si sia avventurato in sperimentazioni che possono confondere, e impegnare; per quanto in generale si tratti di uno sfavillante pastiche da filologo, “Boarding House Reach”, è un disco che ci fa compiere uno sgangherato viaggio nel tempo che va dagli anni ’60 ai primi anni ’80 e si impone e staglia, ad alto volume, come una creatura deforme molto simpatica. 

 

Francesco Papadia

The Science – Sleep: Un disco impegnativo ma che è in grado di catapultarvi in nuovi universi.

Adversus – Colle der Fomento: Un disco vecchia scuola, forse troppo, in un periodo in cui l’hip-hop italiano sta abbassando il tiro, Adversus è maledettamente necessario.

Clutch – Books of bad decisions: Un disco antologico che racconta il passato, il presente e probabilmente anche il futuro del rock.

Two, Geography – Any Other: Un disco elegante, morbido, classico ma mai banale.


Giancarlo Marino

2008/2018, tra la Via Emilia e la Via Lattea – Le luci della centrale elettrica: Canto del cigno dell’incarnazione artistica di Vasco Brondi. Un greatest hits per chi non ha mai smesso di combattere l’acne.

Sputnik – Luca Carboni: Il grande ritorno del cantautore emiliano, “una grande festa” tra Bologna e l’Unione Sovietica.

Live in Buenos Aires – Coldplay: Registrazione integrale dell’ultima data dell’“A head full of dreams tour” a La Plata. Nell’edizione deluxe c’è anche il DVD, una delizia per le orecchie e per gli occhi.

Mozzarella Session – Blindur: Un duo (più la brava violinista Carla Grimaldi) napoletano che unisce il folk rock anglosassone con un cuore nordico islandese. Un EP di cover che vede la collaborazione di artisti del calibro di Roberto dell’Era e Xabier Oriondo (Afterhours).

Evergreen – Calcutta: Il ritorno dell’avanguardia pontina dell’indie. Per far superare il logorio delle feste comandate niente di meglio che una doppia dose di “Paracetamolo” che, lo sai, se ne prendi due diventa mille…

Luigi Ferrara

Tranquility Base Hotel & Casino – Arctic Monkeys: Turner e compagni sono maturati. Nonostante tutti sperassero in un ritorno alle origini, ci hanno regalato un album diverso da tutto quello che conoscevamo.

Both Directions at Once: The Lost Album – John Coltrane: Forse non tutti sanno che c’è una religione fondata su Blue Train, quindi se viene scoperto e pubblicato un album “perduto” di ‘Trane non posso fare a meno di metterlo in classifica. Specialmente se c’è il quartetto storico e risale agli anni subito precedenti all’approccio sperimentale dell’ultimo periodo della sua vita. Ascolto spirituale, si potrebbe dire anche mistico.

High As Hope – Florence + The Machine: Basta un nome e cognome: Florence Welch. Il resto (voce, armonie, parti strumentali) potete immaginarlo a partire da quello.

Merrie Lands – The Good, The Bad and The Quee : Ci hanno messo 10 anni, ma ci confermano che la migliore band di Damon Albarn non sono i Blur nè i Gorillaz.

The Now Now – Gorillaz: Si è capito che stimo Damon Albarn? Sono rimasto malissimo dall’aver preso un altro concerto lo stesso giorno, spero che tornino in Italia molto presto. Per il disco, sono sempre loro, all’apice del loro genere (che non mi sento di classificare, ma in fondo perché dare un’etichetta?)

Paolo Guazzo

Oxnard – Anderson .Paak (Aftermath Entertainment, OBE, 12 Tone Music, 2108): Cantante, produttore, batterista (ma soprattutto grandissimo performer) Anderson .Paak è diventato uno dei nomi più prestigiosi della black music. Oxnard, il suo ultimo album prodotto da Dr. Dre, è l’ulteriore conferma del suo indiscutibile talento. Si chiude in questo modo la “trilogia del mare” inaugurata con Venice e proseguita con l’acclamatissimo Malibu. Ma un disco sul Seventh Gate di Ostia quando lo facciamo?

Adversus – Colle der Fomento (Tuff Kong Records, 2018): A più di 10 anni da Anima e ghiaccio, i Colle der Fomento sfidano tutte le leggi della biologia e si ripresentano con una vera bomba all’idrogeno. In Adversus il Danno e Masito sembrano ispirati come Jake ed Elwood Blues in missione per conto di Dio (e Dj Craim è il reverendo Cleophus James che aizza la folla di credenti con basi da crisi mistica). Un consiglio: la custodia del disco può essere usata come santino per tenere a debita distanza Sfera Ebbasta, Dark Polo Gang e cazzatelle simili.

Vento – Dj Rou  (Bosconi Extra Virgin, 2018): Oltre a essere uno dei proprietari de L’Archivio, fornitissimo negozio di dischi bolognese, Francesco Zaniboni (aka Dj Rou) è anche un fine conoscitore di musica. Uno capace di miscelarvi con nonchalance Marc Moulin, Piero Umiliani e Louise Murray per intenderci. Vento, il suo ultimo EP, è un concentrato di house, funk e soul music. Lo ascolto in mezzo al traffico del Raccordo Anulare e mi sembra di avere le chiappe a mollo nel mare di Acapulco.

Nightfall – Alice Sara Ott (Deutsche Grammophon, 2018): Papà tedesco e mamma giapponese, Alice Sara Ott a soli 30 anni è una star mondiale del pianoforte. In Nightfall si cimenta con tre grandi compositori francesi: Debussy, Satie e Ravel. L’interpretazione del brano Gnossienne No. 1 di Satie vale il prezzo del biglietto. Io lo regalerò al mio analista per Natale, la bella figura è garantita (e forse ci scappa pure lo sconto sulle prossime sedute…)

Aspettanno ‘o tiempo – James Senese/Napoli Centrale (Ala Bianca, 2018): «La musica che fai deve dire chi sei.» A dircelo è James Senese, uno che la musica la fa solo da mezzo secolo. Per celebrare i cinquant’anni di carriera il sassofonista napoletano ha realizzato con i suoi Napoli Centrale un doppio album dal vivo. Aspettanno ‘o tiempo nasce dal tour del precedente ‘O Sanghe ed è stato registrato principalmente nelle date al Teatro Tasso di Sorrento. Grazie a te James oggi «è na bella jurnata…»

Selvaggia C. Serini

Book of Bad Decisions – Clutch: Ciao, mi chiamo Selvaggia e amo Neil Fallon. “Ciao, Selvaggia!”

Two, Geography – Any Other: Il bello della musica italiana, anche quando non è in italiano. Una voce raffinata, una Sharon Van Etten di Verona. Ventiquattro anni di talento vero, che ti fanno chiedere: ma io, a ventiquattro anni, a parte sfondarmi di birra da due soldi in localacci fumosi e fare pipì nei vicoli mentre la mia amica faceva il palo, cos’è che ho fatto per il mondo?

Articolo a cura di Carla De Felice e Fabio D’Angelo

 

 

 

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L'unico vero realista è il visionario.



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