Cefalonia

Published on luglio 24th, 2018 | by Una banda di cefali

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Consigli cefali per l’estate

L’estate è il momento migliore per recuperare letture, film e serie TV e ascoltare musica. Per non lasciarvi disorientati, eccovi allora una lista con i nostri consigli. Tranquilli però, non andiamo ancora in vacanza, per quello vi saluteremo come solo noi sappiamo fare.

CARLA DE FELICE

FILM

Numero zero – Enrico Bisi: Questa è storia, miei cari, quella del rap italiano degli anni d’oro, e finalmente qualcuno è riuscito a raccontarla.

Dope – Rick Famuyiwa: Tanti nerd, hip hop e anni 90: stupefacente!

LadyBird – Greta Gerwig: Io amo questa donna, c’è poco da fare.

Piuma – Roan Johnson: Fresco e leggero, perfetto per l’estate.

Ammore e malavita – Manetti bros.: Perché i Manetti Bros. do it better!

SERIE TV

Glow: Il girlpower fatto bene!

I love Dick: Un nome un programma, e poi Kevin Bacon ha 60 anni ed è sempre un figo da paura.

The marvelous Mrs Maisel: una delle sere più belle, intelligenti e divertenti in circolazione, eppure non la conosce nessuno. RIMEDIATE SUBITO!

Lovesick: amore, sesso, amicizia, disagio e malattie veneree… Cosa volete di più?

Sense8: Una volta entrati nel tunnel, è praticamente impossibile uscirne.

FUMETTI

Lucia Biagi, Misdirection (Eris Edizioni): Per ricordarci di quelle estati dove sembrava non succedesse niente mentre invece accadeva tutto.

Cristina Portolano, Non so chi sei (Rizzoli Lizard): Potrebbe sembrare scontato ma per molti non lo è, anche le donne vogliono fare sesso (occasionale), si vogliono divertire, vogliono essere appagate e non c’è niente di sbagliato a usare Tinder o altre app di dating.

Daniel Cuello, Guardati dal beluga magico (Bao Publishing): Io voglio bene a Daniel Cuello, e adesso lo sa anche lui.

Marco Nucci, Kalina Muhova, Sofia dell’Oceano (Tunué): una storia tenerissima, capace di sciogliere il cuore anche del più insensibile degli esseri umani.

Hamid Sulaiman, Freedom Hospital (Add editore): Letture che fanno sempre bene, soprattutto in momenti brutti come questi.

LIBRI

Stefano Amato, L’inarrestabile ascesa di Turi Capodicasa (Hacca Edizioni): La coverization letteraria di “Oltre il giardino” in salsa afro-sicula, semplicemente irresistibile!

Livia De Stefani, Viaggio di una sconosciuta (Cliquot): Femministe di altri tempi eppure più attuali che mai.

Cristò, Restiamo così quando ve ne andate (Terrarossa edizioni): un romanzo così non l’avete mai letto, e il finale vi lascerà a bocca aperta.

Jeff Alulis, NOFX, una vasca per cesso e altre storie (Tsunami edizioni): Punk, droga, sesso, perversioni ma anche momenti di inaspettata profondità. Lo leggerete tutto d’un fiato, anche se non avete mai sentito parlare dei NOFX.

Michael Zadoorian, Beautiful Music (Marcos y Marcos): Ogni romanzo di Zadoorian va celebrato come si deve.

DISCHI

Tom Misch – Geography: Il disco perfetto da ascoltare in spiaggia con un cocktail in mano.

Willie Peyote – Sindrome di Toret: solo perché Willie Peyote ha detto che mi vuole bene (c’è la Rega testimone, è vero!)

Ibeyi – Ash: Si può volere solo bene alle gemelle Kaindé Diaz.

Carl Brave – Notti Brave: Il mio nuovo tormentone dell’estate 2018.

Frah Quintale – Lungolinea. Perché si! ah! sì! ah!

FABIO D’ANGELO

FILM

Loro 1 e 2, Paolo Sorrentino. Il disagio esistenziale di una persona che non accetta di essere calvo, basso, vecchio e sovrapeso, spiegata bene.

Lo chiamavano Jeeg Robot, Gabriele Mainetti. Il disagio esistenziale di chi si fa il bagno nel Tevere e poi va a farsi le analisi e scopre di avere tutte le malattie, spiegato bene.

Dogman, Matteo Garrone. Il disagio esistenziale, spiegato bene.

Essere Gigione, Valerio Vestoso. Il disagio quotidiano che ti comporta il fatto di essere più famoso di Vasco Rossi.

Tre manifesti a Ebbing, Missouri,  Martin McDonagh. Contro ogni forma di disagio umano si può combattere e lottare. E questo film ne è la dimostrazione. Imperdibile

SERIE TV

Stranger Things. Solo per dire il sottomondo.

1992, 1993. Solo per dire da un’idea di Stefano Accorsi.

Daredevil. Solo per dire mazzate alla cecata.

Narcos. Solo per dire drug drama.

Suburra. Solo per dire piamose Roma.

FUMETTI

Stefano Turconi, Teresa Radice – Non stancarti di andare (Bao Publishing). Una storia senza tempo, senza confini, senza barriere, in poche parole attuale.

Simone Prisco – Immortali (Douglas edizioni).   Parla dell’adolescenza e della maturità di un gruppo amici. Tema sensibile per chi ha compiuto da poco quarant’anni.

Antonio Recupero, Luca Ferrara – Dorando Pietri (Tunué edizioni). Sottotitolo: una storia di cuore e di gambe. Un po’ come quella di chi ha compiuto da poco quarant’anni.

Silvia Rocchi – Brucia (Rizzoli Lizard). Come la Rega, anche io ringrazio la De Felice per il consiglio. Graphic novel imperdibile.

Brian Freschi, Davide Aurilia – Gli anni che restano (Bao Publishing). Gli anni che restano è un inno alla vita nonostante quel fatto dei quarant’anni.

LIBRI

Andrea Pomella – Anni luce (Add Editore). Un viaggio generazionale nel tempo con tanto di colonna sonora dei Pearl Jam. Roba che Ritorno al Futuro I II e III muti.

Davide Morganti – La consonante K (Neri Pozza). Un viaggio tra le macerie prodotta dalla storia recente. Roba che Alberto Angela muto.

Maria Clara Restivo – La strada da fare (NEO.) Un viaggio pensato, progettato, fatto e scritto in una delle due Regioni italiane che ufficialmente non esistono. Roba che Viaggi Avventura muta.

Angelo Mora – Maradona, 101 pillole di saggezza (Alcatraz). Perché ovunque andrai, con te sarò. D10s e amore.

Angelo Petrella – Fragile è la notte (Marsilio). Embè, in libro giallo ce lo vogliamo portare per fare bella figura sotto l’ombrellone?

DISCHI

Daniele Silvestri – Acrobati. Il concetto del viaggio e di trovare casa in ogni posto in cui lasci un pezzo di cuore, spiegato bene.

Niccolò Fabi- Una somma di piccole cose. Il concetto di viaggio interiore, spiegato bene.

Florence and the Machine – High as hope. Vorrei andare al concerto ma lo scrivo solo, perché ogni volta che lo dico invece di scriverlo, succede sempre il fatto che non ci vado.

Foo Fighters – Concrete and Gold. Volevo andare al concerto, ma è successo il fatto che non ci sono andato.

Alvvays –Antisocialites. Colgo l’occasione per ringraziare pubblicamente il dottor Papadia per la recensione e il relativo suggerimento.


 

ROBERTA REGA

FILM

Dogman, Matteo Garrone 2018. Perché lui ed Emanuele Crialese sono i miei preferiti oggi. E perché ha una narratività pienamente registica, non affidata all’architettura della sceneggiatura, insomma Cinema puro.

Il cliente, Asghar Farhadi 2017. Il mio amore per la civiltà persiana non ha fine.

Call me by your name, Luca Guadagnino 2017. Perché ho una nostalgia che mi consuma per le estati infinite, quelle che ci hanno insegnato l’importanza della noia e delle attese. (Scusa Carla).

SERIE TV

Sense8. Massimi sistemi e concetti esistenziali profondissimi in una serie tv? Oh yes.

Orange is the new black. Chiedo scusa al mondo ma solo ora l’ho iniziata. Wow.

Homeland 7. Ma perché lo guardo solo io? Qualcuno là fuori mi sta ascoltando?

 

FUMETTI

Martoz, Amore di Lontano,  (Canicola edizioni): Perché la De Felice ha sempre ragione.

Fabrizio Silei e Alfred, La chitarra di Django, (Uovonero edizioni): Incantevole.

Alessio Di Simone e Alessandro Di Sorbo, Le luci alle finestre, (Verbavolant edizioni): Questa collana è il mio nuovo oggetto del desiderio.

LIBRI

Alexandra Kleeman, Il corpo che vuoi, Black Coffee 2017. Non amo la letteratura nordamericana, ma amo Black Coffee.

Sara Gamberini, Maestoso è l’abbandono, Hacca 2018. Una seduta di psicoanalisi lunga una vita, l’unica che abbia valore: quella che portiamo avanti da soli con noi stessi.

Judit Hermann, L’amore all’inizio, L’Orma 2018. L’ho divorato. O lui (lo stalker) ha divorato me?

Kader Abdolah, Uno scia alla corte d’Europa, Iperborea 2018. Lo segnalo perché devo recuperarlo anch’io, e lui è tra i miei scrittori preferiti oggi.

Russel Hoban, La ricerca del leone, Adelphi 2017 (ristampa). Forse l’ho già consigliato in qualche altra lista cefala, ma è uno dei rari, rarissimi libri per la vita.

DISCHI

Zanaka, Jain. È un loop. Chi vuol esser lieto sia, ecc ecc.

La sindrome di Tôret, Willie Peyote. Willie io ti amo e tu non lo sai.

L’educazione sabauda, Willie Peyote. Scusate, ma non riesco a uscirne.

 

Gli incontri che contano al #SalTo18 @williepeyote

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ANDREA RAVASIO

FILM

Lo chiamavano Jeeg Robot – Gabriele Mainetti: Perché i supereroi coi superpoteri li sappiamo fare pure noi. Solo che i nostri somigliano molto di più agli uomini che agli déi.

Star Wars: Rogue One – Gareth Edwards: Della nuova generazione di storie della galassia lontana lontana, è questo capitolo “extra” che merita di più. Un bel film d’azione senza il sapore di già visto. E poi piazzare una storia in mezzo ad avvenimenti già raccontati ti dà una possibilità unica… ma non vi posso dire quale, o vi spoilero il finale!

Bright – Max Landis, David Ayer: Uno stravagante poliziesco americano in salsa fantasy. Non è uscito al meglio delle sue possibilità, eppure merita di essere visto perché l’idea è davvero originale.

SERIE TV

Happy! – Avete bisogno di allenare un po’ la vostra “sospensione della credulità”? Questa serie completamente fuori testa fa per voi.

Stranger Things – Il tuffo nelle serie mystery anni ’80 più riuscito di sempre. Era un cult dalla prima puntata.

Dirk Gently – Bisognerebbe scendere in piazza con le fiaccole per il semplice fatto che la serie sia stata cancellata da Netflix dopo la seconda stagione. D’altronde, è difficile sbagliare il colpo quando parti da qualcosa che è stato scritto da Douglas Adams.

Black Mirror – Pura distopia del terzo millennio. Niente lieto fine, solo angoscia (beh, soprattutto le prime due stagioni, poi si è “ammorbidita”)

FUMETTI

Leo Ortolani – C’è spazio per tutti (Panini Comics). Se volete saperne di più sulla storia della conquista umana dello spazio, perché non chiedere all’astronauta Paolo Nespoli e al genio che ha creato Rat-Man?

Wilfrid Lupano, Gregory Panaccione – Un oceano d’amore (Renoir). Il racconto di un’odissea. L’odissea più tenera e buffa che sia mai stata disegnata.

Wilfrid Lupano, Jeremy Moreau – La scimmia di Hartlepool (Tunué). In tempi di nuvole grigie che si addensano, è bene ricordarsi quanto può essere stupido l’uomo, quando a guidarlo è l’ignoranza.

Stefano Turconi, Teresa Radice – Non stancarti di andare (Bao Publishing). Il capolavoro di una coppia che farà ancora parlare di sé. Immenso, attualissimo, struggente.

Marco & Giulio Rincione – Paperi (Shockdom). Un pugno nello stomaco da una direzione totalmente imprevista. L’avete capito, chi sono quei paperi?

LIBRI

Neil Gaiman – Trigger Warning (Mondadori). Un ottovolante tra i mondi più disparati partoriti da una delle menti più geniali della narrativa fantastica.

AA. VV. – Viaggi nel tempo (Einaudi). Fan dei viaggi temporali? Non potete perdere questa raccolta di racconti a tema scritti dai maestri della fantascienza (Bradbury, Dick, Wells, per citarne alcuni)

Michael Poore – Reincarnation Blues (E/O edizioni). Si dice che leggere un libro equivalga a vivere un’altra vita. E se poteste viverne DIECIMILA in un colpo solo?

Jonas Jonasson – L’assassino, il prete, il portiere (Bompiani). Vi capiterà di vedere altri titoli strambi simili a quelli di Jonas Jonasson… ma io vi direi di non farvi fuorviare: le sue storie al limite… macché, BEN OLTRE il surreale sono inimitabili!

ANNA GIORDANO

FILM

Call me by your name – Chiamami con il tuo nome – Luca Guadagnino: Struggente come poche cose su questo pianeta, piangerete per mesi e finirete per ascoltare in loop la colonna sonora. Sembra un non consiglio, ma non potete perdervi il resto ovvero: ambientazioni, riferimenti e colori meravigliosi

Avengers – Ininity War: Adatto per gli amanti del genere, un enorme riunione dell’universo Marvel che non vi farà sentire il peso della sua durata e vi farà capire i meme delle figure che si spixelano

Coco: Un capolavoro assoluto che oltre ad emozionare, è un buon modo per avvcinarsi a una cultura – e a una sensibilità – lontana da quella occidentale

SERIE TV

Suburra: Ispirata dall’omonimo romanzo e dal suo adattamento, Suburra è per me davvero tra le miglior cose sfornate da Netflix ma è pericolosissima; dopo un po’ inizierete a parlare tutti romano, ma ne sarà valsa la pena

Safe: Pensavo che Michael C. Hall potesse essere solo Dexter, e invece… poco conosciuta in Italia, a mio parere un’altra chicca recente di Netflix

The Whispers: Questa serie – ingiustamente cancellata alla prima stagione – può essere un buon passatempo estivo per chi ama il genere “bambini inquietanti che fanno viaggi strani”

FUMETTI

Fran De Martino – La Vedova Bianca: Un’autoproduzione “a puntate” che mischia sarcasmo, una buona dose di bravura tecnica e personaggi accattivanti. Aspetto la seconda parte con la stessa ansia di Stranger Things 3

Eleonora Antonioni, Francesca Ruggiero –  Non dare attenzioni alle bambine che urlano, (Eris Edizioni):
Per quanti fumetti, serie, film generazionali che posso aver visto/letto nessuno ha mai raccontato meglio l’adolescenza – e gli anni Novanta – come questo volume. Attenzione alla playlist finale e al ricordo del vostro primo scontro con l’amore che sicuramente vi tornerà in mente.

Zerocalcare – Macerie prime, (Bao Publishing)Per vedere la vera svolta, il passo avanti di Zerocalcare bisogna leggere questo volume (e la sua seconda parte) per entrare a contatto anche con una nuova “umanità” inventata dall’autore

DISCHI

The Carters – Everything is love: La mia è devozione per la coppia, ma quest’album è davvero un colpo fenomenale. Suoni nuovissimi e allo stesso tempo radicati alla storia della vera famiglia reale

Carl Brave – Notti brave: Nella mia mente il nuovo album di Carl Brave risuona costantemente da mesi e credo non smetterà per molto tempo. I testi sono molto belli ed è pieno di featuring che vi faranno conoscere altri artisti altrettanto bravi

Cesare Cremonini – Possibili scenari: Qui non posso aggiungere molto se non che il primo amore non si scorda mai. Consiglio anche di vederlo dal vivo, un’esperienza meravigliosa.


 

FRANCESCO PAPADIA

FILM

Mad Max Fury Road, George Miller – perché per l’estate non c’è niente di meglio che una corsa pazza nel deserto.

Rogue One: A Star Wars Story, Gareth Edwards – perché è praticamente un film di Aldrich incastrato nell’universo di Star Wars.

Zootropolis, Byron Howard/Rich Moore – perché è un film passato troppo inosservato e che andrebbe recuperato assolutamente.

Baby Driver, Edgar Wright – Musica, amore, criminalità organizzata e macchine veloci, che volete di più?

Hell or high water, David Mackenzie – Un western contemporaneo con un grandissimo Jeff Bridges e un ottimo Chris Pine

SERIE TV

Daredevil – Anche da non amante del Marvel cinematic universe riconosco la grandezza di questa serie che vale la visione anche solo per il Kingpin di D’Onofrio.

Unbreakable Kimmy Schmidt – Tina Fey è un genio dei nostri tempi, questa serie è la summa della sua scrittura folle, innovativa e geniale.

Fargo 2 – Faide tra gangster e famigliole “innocenti” nel freddo del Minnesota, un capolavoro.

Glow – Nella retromania anni ’80 non perdetevi questa serie che usa il wrestling per raccontare grandi storie sulla coscienza di sé.

Twin Peaks il ritorno – Non vederete un’altra serie così, mai.

FUMETTI

Zerocalcare , Macerie Prime e Macerie prime sei mesi dopo, (Bao Publishing): Zerocalcare parla alla nostra generazione raccontando la realtà, l’amicizia, la gestione degli affetti.

Nicolas Dè Cercy, Prosopopus, (Eris edizioni): Un graphic novel muto, oscuro, bellissimo. De Crecy è una garanzia

Cyril Pedrosa, Gli Equinozi, (Bao Publishing): Gli acquarelli di Pedrosa ci portano in un mondo fatto di sguardi, attraverso l’occhio di una fotografa scopriamo le vite dei personaggi.

DISCHI

Beyoncé, Lemonade – Beyoncé ai massimi storici, un capolavoro assoluto.

Angel Olsen, My Woman – La voce di Angel Olsen è un regalo, ascoltare per credere.

Holy Grove, Holy Grove – Uno stoner classico per un giovane gruppo (con cui ho avuto il piacere di condividere il palco), la voce di Andrea Vidal è molto vicina a Grace Slick.

Matador, Gaz Coombes – Un disco elegantissimo passato immotivatamente in sordina, da recuperare assolutamente.

GIANCARLO MARINO

FILM

Solo: A Star Wars Story – Ron Howard: ancora una volta gli spin-off si rivelano essere i migliori film della rinascita di Star Wars targata Disney. Contrabbandieri, inseguimenti rocamboleschi, ironia scanzonata e teneri Wookie, che però restano orfani del fascino di Harrison Ford.

Avengers: Infinity War – Anthony e Joe Russo: finalmente il Marvel cinematicuniverse abbandona i toni farseschi e disneyani, per ritrovare ciò che lo spettatore, come il lettore di fumetti, della Casa delle Idee cerca nei supereroi: un’epica moderna e sane scazzottate.

L’ora più buia – Joe Wright: un magistrale Gay Oldman si merita l’Oscar per l’interpretazione di Churchill all’alba della Seconda Guerra Mondiale. Un film che è un monito contro tutti i fascismi, quelli di ieri come quelli di oggi.

The Post – Steven Spielberg: ennesima grande prova di Meryl Streep che, coadiuvata da Tom Hanks, fa luce sui rapporti tra politica e media. Un film che parla di guerra e attualità, ambientato negli anni ’70, ma che sembra rappresentare i giorni nostri.

Corpo e anima – IldikóEnyedi: un piccolo gioiello di cinematografia magiara. Una romantica storia d’amore sospesa tra sogno e realtà, sullo sfondo dell’Ungheria di Orban.

SERIE TV

Black Lightning: Le avventure di Fulmine Nero, ci mostrano un paradigma diverso del supereroe DC, alle prese con i problemi di una famiglia oltre che con i consueti supercriminali.

The Shannara Chronicles: la risposta patinata al Signore degli anelli, probabilmente non rende onore ai romanzi di Terry Brooks ma resta un gradevole connubio tra avventura e melò con le orecchie a punta.

Fear the Walking Dead: spin-off per chi è stufo delle lungaggini da Soap opera della serie madre, e soprattutto per chi è curioso di sapere che sapore ha la carne umana condita con il guacamole.

Legion: altra serie TV che sdogana il tema dei supereroi (in questo caso mutanti) in maniera originale. Tra psichedelia e freudiani sdoppiamenti di personalità lascerà sorpresi gli spettatori abituali di Wolverine e compagni.

Marvel’s Luke Cage: altra serie supereroisticacon un protagonista “black”, il Bud Spencer di Harlem ha poco del classico eroe in calzamaglia ma con i suoi modi bruschi e la sua pelata d’ordinanza saprà conquistarvi.

 

 

LIBRI
Stefano Tevini, Storia dei cento occhi (Safarà): una Brescia distopica per un romanzo figlio di Black Mirror e di questi temi orwelliani.

Rossella Tempesta, La pigrizia del cuore (Edizioni Spartaco): da Napoli alla Majella, un viaggio alla scoperta di se stessi caratterizzato da una prosa che strizza l’occhio alla poesia.

Silvia Costantino a cura di, Di tutti i mondi possibili (Effequ): una raccolta di saggi che affonda le mani nella letteratura fantastica, dimostrando come, dalle origini ad oggi, essa costituisca una realtà fondamentale.

Vanni Santoni, L’impero del sogno (Mondadori): un road book avvincente., un’enciclopedia videoludica, un omaggio alla cultura degli anni ’90, il fantastico italiano è vivo più che mai.

Aldo Putignano, Vita di Schiele (Homo Scrivens): più di un semplice romanzo biografico, un vero e proprio affresco della finisAustriae, per riscoprire un grande artista a cent’anni dalla morte.

DISCHI

Eusa – YannTiersen: il ritorno del bardo minimalista, dalla Bretagna con delicatezza e suggestione.

Spirit –  Depeche Mode: elettronica e impegno sociale per un grande ritorno della band di Gahan e compagni, perché dagli anni ’80 a oggi, del loro sound just can’tgetenough!

Who built the moon?–  Noel Gallagher’s High Flying Birds: il nuovo album del fratello “buono” degli Oasis è una forte scarica di rock che non lascerà delusi, in attesa di una reunioncon Liam.

Blindur – Blindur: un duo (più la brava violinista Carla Grimaldi) napoletano che unisce il folk rock anglosassone con un cuore nordico islandese. Tra fisarmonica e banjo, gli ascoltatori cefali non resteranno delusi.

Can’t Deny Me – Pearl Jam: un singolo che anticipa l’uscita del nuovo album della band di Seattle prevista per il 2019. Vedder e compagni continuano a mietere successi dall’inserimento nella rock ‘n rollall of fame alle trollate di Rita Pavone. Cosa volere di più dalla vita? Un martello, naturalmente, da dare in testa immaginatelo voi…

GIORGIA RECCHIA

FILM:

Tre manifesti a Ebbing, Missouri di Martin McDonagh: una straordinaria Frances McDormand e un superlativo Sam Rockwell, un cast d’eccezione per un dramma che non potrà che coinvolgervi.

L’isola dei cani di Wes Anderson, film d’animazione in stop motion…davvero devo aggiungere altro?

Dunkirk di Christopher Nolan, ambientato durante la seconda guerra mondiale, per stomaci forti e nervi d’acciaio.

La ragazza della nebbia di Donato Carrisi, basato sul suo stesso romanzo. Un giallo convincente e coinvolgente che vi terrà attaccati alle sedie

La gatta Cenerentola di Ivan Cappiello, Marino Guarnieri, Dario Sansone e Alessandro Rak, film d’animazione tutto made in Naples, davvero imperdibile

SERIE TV:

Thirteen reasons why: per accontentare e coccolare sempre l’adolescente che è in noi

Ash vs the evil dead: Silenzio, parla il trash.

X-files: perchè Mulder e Scully per me sono patrimonio mondiale dell’umanità

FUMETTI:

Ben Haggarty e Adam Brockbank, Mezolith, (Diabolo edizioni): un incrocio perfetto tra illustrazione e sceneggiatura, realizzato da due mostri sacri.

David B. e Christophe Blain, La rivolta di Hopfrog e altre storie, (Oblomov edizioni): un tripudio di colori a sostegno di due storie ricche di leggende e simbolismi

Cyril Pedrosa, Gli equinozi, (Bao publishing): perché Pedrosa è per sempre, come un diamante

Marco Galli, Èpos, (Stigma): uno di quei fumetti che vorresti rileggere da capo subito dopo averlo finito.

Guy Delisle, Fuggire – Memorie di un ostaggio (Rizzoli Lizard): crudo, reale, attuale, adatto a chi non vuole mai smettere di pensare.

GIUSEPPE D’ALESSANDRO

DISCHI:

Blue Maqams – Anouar Brahem. L’incontro ideale tra la musica del vicino oriente e quella occidentale approfondendo e mettendo in contrasto le filosofie di linguaggi musicali basati su presupposti distinti. L’ennesimo capolavoro di Brahem, tunisino virtuoso di oud (liuto arabo), si avvale della collaborazione di Django Bates, Dave Holland e Jack De Johnette, numi tutelari del jazz del ‘900, che si calano completamente nelle atmosfere dell’album e lo impreziosiscono con la loro grandezza.

Lost Souls – Loreena McKennitt. Dopo album dal vivo, antologie, rivisitazioni di brani della tradizione britannica, l’icona della musica folk celtica torna a incidere un disco di inediti, con la classe e la sapienza cristallina che hanno sempre contraddistinto il corso della sua carriera. Lost Souls è un complesso arazzo che tiene insieme tutte le anime musicali dell’artista canadese, che sa tenere insieme il tutto con sobrietà e senza eccessi. Questo album forse non contiene le hit travolgenti di alcuni lavori del passato, ma si lascia decisamente apprezzare per i suoi suoni levigati, per lo sguardo sereno e conciliante di chi rievoca con serenità e malinconia epoche così distanti dal turbolento presente che viviamo.

After The Fall  – Keith Jarrett Trio. Il trio storico di Jarrett è inattivo da un po’, ma la ECM da molti anni si è preoccupata di registrare con perizia ogni singolo concerto di questi tre giganti. In questo concerto datato 1998 e pubblicato dopo due decenni esatti, Jarrett, Peacock e DeJohnette sono in forma smagliante, si esibiscono in assoli lunghissimi e sembrano pervasi da un furore espressivo che raramente si riconosce nella loro produzione. Un disco che non aggiunge nulla di nuovo alla loro storia, ma che musica meravigliosa e che piacere nel riascoltarla.

Invisible Atlas – Falcone – Capalbo. Ci piace segnalare l’album di esordio di questi due talentuosi musicisti napoletani, Stefano Falcone al pianoforte, Ilaria Capalbo al contrabbasso. È un album atipico per la città di Napoli, caratterizzato da atmosfere cameristiche e una meravigliosa attenzione ai silenzi e al dettaglio. Un vero dialogo musicale, un atlante  invisibile che tocca molte coordinate ideali e che ha nel jazz un presupposto ma non la sua finalità, per la sua capacità di distillarsi in una forma così pulita e astratta. Consigliatissimo.

The Study of Touch – Django Bates Beloved. Francamente questo del maturo pianista inglese è uno dei dischi di jazz più sconvolgenti che si possano ascoltare. Il format è quello del trio jazz ma la complessità delle trame armoniche e timbriche, e la relazione fittissima tra parti improvvisate e scritte, fanno pensare a una moltitudine di attori che scrivono insieme il canovaccio e i dialoghi di un film. Disco molto, molto complesso, probabilmente non attirerà il grande pubblico ma è uno scrigno preziosissimo.

 

LUIGI FERRARA

FILM

Deadpool 2, di David Leitch: il nostro antieroe preferito finisce sempre per fare l’eroe. Fatene altri 50! Veramente vi devo spiegare Deadpool?

Red Sparrow, di Francis Lawrence: una Jennifer Lawrence inedita ci mostra che bisognava fare per campare (letteralmente) in Russia durante la Guerra Fredda.

You Were Never Really Here, di Lynne Ramsay: un po’ John Wick, un po’ Taxi Driver, un po’ Pynchon. E Joaquin Phoenix ci mette sempre quel quid in più.

Ant Man & The Wasp (Peyton Reed), Black Panther (Ryan Coogler) e Avengers Infinity War (A. e J. Russo): questa nuova fase del Marvel Cinematic Universe si è scrollata di dosso la paura di non prendersi troppo sul serio, sforna ore e ore di puro intrattenimento, azione e risate. Ma soprattutto fate uscire presto Infinity War 2!

SERIE TV

UnREAL: perché in fondo i finti reality ci piacciono, e questa va dietro le quinte dei finti reality. Un finto finto reality, molto meta.

Barry: avete presente Dexter? Ecco, pensate a lui, però che uccide la gente per soldi, e poi all’improvviso decide di fare l’attore dopo aver conosciuto Fonzie.

Legion: come si fa a non amare una serie che prepara il colpo di scena per 11 episodi e poi manda tutto a donnine di facili costumi prendendo una direzione completamente diversa? La migliore serie Marvel di sempre.

Killing Eve: forse la serie dell’anno è questa. Un’agente segreta inglese e un’assassina psicopatica prendono un’ossessione l’una per l’altra e succede di tutto.

The Americans: approfittate dell’ultima stagione per recuperare la serie dall’inizio. Attenzione maniacale al dettaglio e narrazione storica da paura. Seguite anche la crescita (fisica ma anche attoriale) dei figli.

LIBRI

John Niven –No good deed goes unpunished (Heinemann London): cosa fareste se incontraste per strada un vostro amico del liceo, e scopriste che è diventato clochard? Fai bene e vedi che te ne viene, si dice dalle mie parti. Il protagonista del libro sa benissimo cosa vuol dire. E Niven è un genio assoluto nel descrivere situazioni quanto meno improbabili, ma quanto mai possibili.

Johan Cruyff – La mia rivoluzione (Bompiani): autobiografia di una delle menti sportive più brillanti della storia. In campo era secondo a pochissimi, fuori dal campo a nessuno. Illuminante per gli appassionati del pallone come me, ma anche per chi fosse solo curioso di sapere come ragiona un genio.

John Carreyrou – Bad Blood: secrets and lies in a Silicon Valley startup (Knopf): un racconto dall’interno della storia di Theranos, la startup più famosa della storia, famosa per il motivo più sbagliato che potesse esistere. Dietro le quinte della Silicon Valley patinata.

DISCHI

Concrete and Gold – Foo Fighters. Una band più matura, che cerca di variare e fa sempre un figurone dal vivo. Non si ama subito, ma poi si apprezza in toto. (Menzione a parte per i videoclip che sono sempre speciali).

Both Directions at Once – John Coltrane. C’è un motivo se esiste una religione fondata su un album di John Coltrane. E se viene pubblicato un album inedito del periodo d’oro di Coltrane io lo metto sempre in classifica.

Pearl Jam – live bootlegs 2018. Concedetemi uno strappo, questi tecnicamente non sono ancora usciti, ma essendo stato presente a uno dei concerti è come se l’avessi già ascoltato. Se volete qualcosa di veramente diverso dai soliti PJ provate ad ascoltare il concerto di Milano, o anche quello di Roma.

MARTINA CASCHERA

FILM

Call me by you name, Luca GuadagninoSe ci ripenso mi metto di nuovo a piangere.

Isle of dogs, Wes Anderson. Stop motion, cani ed estetica giapponese. What else?

Loro 1, Paolo Sorrentino.Se ci ripenso mi metto di nuovo a piangere (autocit.).

Annihilation,  Alex Garland. Le immagini di questo film mi hanno perseguitata per giorni.

SERIE TV

The end of the F***ing world. Una coppia carinissima, ma bene soprattutto regia, fotografia e sceneggiatura.

Glow. non c’è molto da dire su questa serie, tranne che è perfetta. Giusta dose di comicità e dramma, personaggi veri, atmosfera fantastica.

Dark. serie tedesca ingarbugliata. Molto “dark”, in effetti, e nessuno usa l’ombrello.

FUMETTI

Yoshiharu Tsuge, Il giovane Yoshio (Canicola). Da leggere insieme a L’uomo senza talento, la storia cruda e terribile dell’origine della passione dell’autore per il manga, ambientata in un Giappone del dopoguerra.

Yoshiharu Tsuge, L’uomo senza talento, (Canicola). Da leggere anche da solo, ma in un periodo bello della propria vita se no si rischia la tragedia.

Alice Milani, Marie Curie, (Beccogiallo). Biografia a fumetti di una donna incredibile

LIBRI

Alec Ash, Lanterne in volo, (add editore).Cosa pensano, vogliono, sognano i giovani cinesi? Uno spaccato vivo e svelto dell’ultima generazione, dalla Terra di Mezzo.

Tash Aw, Stranieri su un molo, (add editore). Scrittura pulita ed evocativa, che mira dritto al cuore del problema: siamo tutti meticci.

Gabriele Battaglia, Buonanotte Signor Mao, (milleu edizioni). Un viaggiatore in Asia. Il racconto di un’esperienza vissuta, realizzato da uno che sa osservare e che non le manda a dire.

 

NOEMI BORGHESE

FILM

Deadpool 2, David Leitch. Due, e solo due, saranno i Ryan del tuo cuore: Gosling e Reynolds. Ma Reynolds un po’ di più.

LORO 1 e 2, Paolo Sorrentino. Può non piacere Sorrentino, ma va visto. E anche se vi piace Sorrentino, a molti fan come voi il film non è piaciuto. Ma io 4 ore di deliri di onnipotenza che ritraggono altrettanti deliri di onnipotenza non mi sento proprio di sconsigliarvele.

Dogman, Matteo Garrone. Ansia, dolore, ansia. Quanto piace a Garrone desaturare? Assai.

SERIE TV

FleabagCi sono periodi in cui ci sentiamo incompresi, soli, incapaci di dichiararci tristi perché la parola triste è in mano alle lobby delle persone noiose. Se hai capito a cosa mi riferisco, devi guardare Fleabag

The end of the F***ing world. A volte è liberatorio aver voglia di prendere a schiaffi i protagonisti della serie con cui facciamo bingewatching in una sera di marzo. Però capita che ti accorgi che hai voglia di prenderti a schiaffi da sol* e scopri perché questa serie ha avuto successo.

LegionNon delude le aspettative, tenete duro perché abbiamo davanti un gioiellino che conferma ogni bella speranza della prima stagione.

LIBRI

Tiziana de Rogatis, Elena Ferrante. Parole chiave, (E/O). Comprendere un successo mondiale significa capirlo. Capire viene da capĕre, che non significa shampiste, significa “afferrare, prendere”. Prendete ‘sto libro, afferrate il senso della Ferrante e soprattutto fate tantissimo gli sboroni agli aperitivi in spiaggia, si acchiappa assai con la Ferrante #truestory

Cass Sunstein, The world according to Star Wars, (Dey Street Books). Star Wars è un universo di simboli racchiusi in una galassia lontana lontana, ma molto più vicini a noi di quanto pensiamo: non è più roba da nerd, non sono storie per bambini, è una storia d’amore, famiglia, coraggio, religione, politica. Sunstein la racconta e la analizza e ci spiega perché alcuni topoi di SW sono così forti e ricorrenti, e cosa possiamo imparare dalle storie del lato chiaro&scuro della Forza.

Andrew O’Hagan, La vita segreta, (Adelphi). Un po’ di attualità: parliamo di persone vere pure qui, persone che stanno facendo la storia del nostro presente, e del loro lato umano. No spoiler, dategli una letta (come dicono quelli che parlano cacofonico).

DISCHI

Arctic Monkeys, Tranquillity Base Hotel & CasinoSì, lo stile è diverso, sono cambiati e sono cresciuti. “I just wanted to be one of the Strokes, now look at the mess you made me make“, canta Alex. Alex figlio mio, tu gli Strokes li hai superati.

Gorillaz, The Now Now. Un amore adolescenziale non si dimentica, la mia estate 2018 è cominciata con loro e lo consiglio a tutti.

Calcutta, Evergreen. MACOSACALCUTTA? Sì, Calcutta. Sono almeno tre anni che non è primavera per me senza i suoi adorabili lamenti. Se Calcutta non esistesse non avremmo un enorme archivio di materiale per meme in Italia. Devo continuare? Top 3: Orgasmo, Hübner, Paracetamolo

PAOLO GUAZZO

DISCHI

Nuova NapoliNu Guinea: Il disco di questi due guaglioni napoletani di stanza a Berlino è intriso di quel Napoli sound che si propagò dalla città partenopea a partire dalla metà degli anni Settanta e nel quale blues, jazz-rock, world music e tradizione rivisitata si fondevano magnificamente. Nuova Napoli è proprio ‘nu babbà!

Napoli segreta AA. VV: Compilation fresca fresca di stampa che vi farà ballare per tutta l’estate! Nove pezzi usciti a cavallo tra gli anni Settanta e gli Ottanta, il meglio della disco e del funk partenopeo, sperimentazione tout court. Menzione d’onore per chi fa la doppietta (in stile Mertens) con il disco dei Nu Guinea!

Starting Today, Joe Armon Jones: La scena del nuovo jazz inglese è bollente: ce ne dà conferma il primo album solista del tastierista degli Ezra Collective Joe Armon Jones. State attenti a questo biondino con i boccoli e la faccia d’angelo, i suoi assoli tagliano in due l’aria. Groove is in the hearth!

Both Directions At Once: The Lost Album John Coltrane: Ci ho messo un paio di giorni per riprendermi dalla notizia: un disco postumo di Coltrane che contiene una sessione di registrazioni con il “classic quartet” riscoperte grazie a una copia in mano alla famiglia. «È stato come trovare una nuova stanza nella Grande Piramide» ha detto Sonny Rollins. Che dite può bastare?

TuorloCalgolla: Emanuele Calì, in arte Calgolla, è siciliano, suona la batteria (nei tedeschi Fitzkarraldo), è un cantautore e scrive poesie. Tuorlo è il suo primo lavoro, un concept album mai scontato nel quale l’arte dello spoken word si fonde perfettamente con la musica, in un viaggio che va dal post-rock all’elettronica e all’ambient.

SELVAGGIA C. SERINI

FILM

Annihilation – Alex Garland (2018). Non v’era bastato Ex Machina? Forse no. Prendendo spunto dalla Trilogia dell’Area X di Jeff Vandermeer, Garland ci porta nella nuova fantascienza, con uno sguardo alle classiche domande dell’umanità: chi siamo? Da dove veniamo? Ce la farò a pagare la rata del mutuo? (cit.)

Favola – Sebastiano Mauri (2017). Tratto da una pièce teatrale di Filippo Timi, Favola ci trasporta in un sogno anni ’50 color pastello, che presto sembrerà trasformarsi in un incubo. Delicato, cinico, dolce e surreale, il buon teatro italiano diventa buon cinema italiano senza neanche inciampare un pochino sui tacchi alti.

Smetto Quando Voglio: Ad Honorem – Sydney Sibilia (2017). Episodio finale della Grande Trilogia dei Ricercatori, l’ultimo capitolo dell’ambizioso progetto di Sibilia vira verso una piega più dark, amara. Si ride, ma vi confesso che si piange, soprattutto nel momento dell’addio al vero amore. Se il cinema nostrano avesse più coraggio, una trilogia come quella di Sibilia sarebbe il punto di partenza per un vero piano editoriale (alla Marvel Cinematic Universe, ma con più amatriciana, per capirci) perché, alla faccia dei cornacchioni, abbiamo ancora molto da dire sul grande schermo.

Land Of Mine – Sotto la Sabbia – Martin Zandvliet (2015). L’assurdità della guerra nei volti di un gruppo di ragazzini nazisti che, a resa dichiarata, sono costretti dai Danesi a sminare intere porzioni di spiaggia. Un film dolorosissimo, asciutto, di sguardi.

The Autopsy Of Jane Doe – André Ovredal (2016). La premessa è molto semplice, quasi banale: un coroner e suo figlio devono effettuare l’autopsia a un corpo di donna sconosciuto (“Jane Doe”, appunto). Durante la lunga notte in cui esaminano il cadavere, iniziano ad accadere strani, piccoli eventi, in un crescendo di angoscia quasi palpabile. Un horror atipico, con quel tanto di gore che ci fa piacere e tanta, tantissima tensione.

SERIE TV

Glow. La serie dell’anno scorso – ma anche di questo, se me lo concedete. Lustrini, drama, risate e tanti personaggi indimenticabili. Assolutamente da non perdere, in questo revival anni ’80 che ci lascia spesso insoddisfatti.

Arrested Development S.05. Finalmente, dopo il piccolo rallentamento della stagione 4, la famiglia Bluth torna in grande spolvero, tra giochi di parole intraducibili (e spesso simpaticamente osé) e situazioni assurde.

Dear White People. Pssssssss, psssss, avvicinatevi. Questa non la vede quasi nessuno. E sbagliano tutti a non vederla.

La Linea Verticale. L’Italia torna alla grande, e lo fa sulla televisione pubblica. Mattia Torre guida un delicato Mastandrea nei meandri misteriosi della malattia e della vitalità degli ospedali, sempre in bilico tra umorismo un po’ cinico e sensibilità fuori dal comune.


 

FUMETTI

Nicolas De Crécy – Prosopopus (Eris Edizioni). Chi ama i fumetti o, come li chiamiamo ora che non dobbiamo più vergognarci di leggerli, i romanzi grafici, non può fare a meno dell’ultima opera di de Crécy che Eris ci ha portato. Un racconto noir su colpa, vendetta e coscienza, nello stile sempre grottesco di de Crécy, con un effetto speciale: non ci sono dialoghi. Imperdibile.

Zerocalcare – Macerie Prime (Bao Publishing). Ouch. Questo ha fatto male.

Zerocalcare – Macerie Prime Sei Mesi Dopo (Bao Publishing). Ouch. Questo ha fatto MOLTO male.

LIBRI

Roxane Gay – Fame: Storia del mio corpo (Einaudi). Roxane Gay, attivista, scrittrice, accademica, trova le parole per raccontare la propria storia, che è una storia di violenza, di corpi ribelli e del coraggio di parlarne. Sono parole semplici, ma non sono parole facili.

AA.VV: – Viaggi nello Spazio (Einaudi). Cosa c’è di più estivo di una bella raccolta di racconti di alcuni tra i più grandi autori di fantascienza mai esistiti (Ballard, Bradbury, Dick…)? Nulla, e alla Einaudi lo sanno benissimo, e bissano l’ottima esperienza di Viaggi nel Tempo (2016). Io faccio le valigie, voi siete pronti?

Jennifer Egan – Manhattan Beach (Mondadori). Vogliamo dire che Egan è la migliore scrittrice della sua generazione? Secondo me possiamo dirlo con assoluta serenità e anche con un’occhiatina di sfida.

Mattia Torre – La Linea Verticale (Baldini & Castoldi). Come, direte voi, non era una serie tv? Sì, ma è anche un libro, un libro nato durante la serie tv, e che della serie tv conserva la stessa leggerezza e la stessa apertura alla vita. “Viva la verticalità”!

SIMONA DI ROSA

SERIE TV

Grace and Frankie: le anziane più spassose dell’internet, alle prese con il divorzio, la vita che va avanti, ma soprattutto la messa a punto del loro scintillante vibratore ergonomico, perfetto per la terza età!

Glow: la seconda stagione è uscita un mese fa e ha riconfermato Glow come una delle serie al femminile più “cazzute” su Netflix. Un ventaglio di femminilità variegata, che migliora di puntata in puntata.

Orange is the New Black: stiamo aspettando tutti che arrivi il 27 luglio per guardare la sesta stagione e scoprire cosa ne sarà di Piper, Alex e di tutte le detenute di Litchfield. Se siete tra i fortunati che non hanno ancora visto questa serie, beh, correte a recuperarla e aspettate con noi l’arrivo della sesta stagione!

FUMETTI

Frank Santoro, Pompei, (001 edizioni): un graphic novel denso e delicato che racconta gli ultimi giorni di Pompei e dei suoi protagonisti, costantemente in bilico tra autoaffermazione e disperazione, tra volontà e senso del dovere, proprio come noi oggi.

F. Ruggiero, E. Antonioni, Non bisogna dare attenzione alle bambine che urlano, (Eris Edizioni): un tuffo senza braccioli nell’adolescenza, quella delle amicizie in bilico, degli amori che finiscono ancor prima di iniziare, di quel senso di ineluttabilità e al tempo stesso della consapevolezza di avere tutta la vita davanti. Stupendo.

F.Guarnaccia, From here to Eternity, (Shockdom): la prima opera lunga di Francesco Guarnaccia edita da Mammaiuto e ristampata da Shockdom, la storia di un gruppo punk hardcore e del suo frontman ottantenne. Goduria per gli occhi e la mente.

Mark Russell, Steve Pugh, The Flinstones- Gli Antenati, (RW Lion): non fatevi ingannare dal tema apparentemente scanzonato e dall’ironia dei personaggi come nel cartone animato: tra guerra, morte, sofferenza e perdita degli dèi, il mondo primitivo dei Flinstones è molto più simile al nostro di quanto avremmo mai pensato. Un capolavoro.

LIBRI

Donatella Di Pietrantonio, Bella mia, (Einaudi): il libro meno conosciuto di Donatella Di Pietrantonio, che ha vinto il Campiello con L’Arminuta e che in Bella Mia continua a raccontarci il suo Abruzzo, stavolta portandoci tra le macerie del terremoto dell’Aquila.

Erasmo da Rotterdam, Elogio della Follia, (BUR Rizzoli): in un mondo razionalizzato fino all’estremo, dove le macchine sostituiscono il lavoro – e il pensiero – umano, leggere l’elogio della follia di Erasmo è un atto rivoluzionario, ma anche un grande atto d’amore verso se stessi e verso quella componente irrazionale che troppo spesso giudichiamo negativamente.

Richard Sennett, Costruire e abitare, (Feltrinelli): un saggio che è un enorme racconto di come abitiamo le città, di come sono state costruite le prime città e di cosa sono le città oggi, in una continua tensione tra la “ville”, fatta di asfalto, angoli e progetti, e la “citè”, fatta di relazioni e di esseri umani.

ANDREA FEMIA

FILM

The Death of Stalin – Armando Iannucci: Strano affresco delle dinamiche che hanno caratterizzato il potere sovietico una volta venuto a mancare l’uomo che costringeva i suoi discepoli a vedere film sui cowboy. Dialoghi di un livello che, molto spesso, è eccelso.

God’s own country – Francis Lee: Una versione più rurale del borghese/aristocratico Call me by your name, che pure è un bel film, intendiamoci. Meno delicato e meno sentimentale, molto più grigio, a partire dai colori, il che è un bene visto l’enorme tatto con il quale è solitamente trattata la tematica.

Zama – Lucrecia Martel: Difficile farlo rientrare in un genere. Sembra qualcosa di simile ad una commedia introspettiva. O meglio, quella classica roba nella quale si sorride ma non si ride. Sembra letteratura di inizio novecento, invece è un film di oggi. Potrebbe rischiare di annoiarvi ma vale la pena provarci.

Dogman – Matteo Garrone: Il cinema italiano a livelli clamorosamente alti. Molto più che un semplice bel film, è perfetta la commistione tra la resa stilistica e la tetra drammaticità degli eventi. Straconsigliato.

The rider – Tim and Jilly Jandreay: Potrei essere mosso dall’averlo visto esattamente prima di iniziare a scrivere questi consigli estivi che di soleggiato hanno poco o nulla. Si potrebbe dire che è un film minimalista, privo di particolari pretese stilistiche. Più semplicemente, è un perfetto Western odierno.

SERIE TV

Rick & MortyNon è qualcosa che necessiti davvero di un’introduzione. E’ molto più simile ad un cult che ad un mero cartone animato. Amato da diversissime categorie di persone, che trovano un argomento di conversazione per attenuare le loro differenze; se non lo conoscete, rimediate.

Rick Gervais – HumanityNon è una vera e propria serie TV ma è un TV show a tutti gli effetti, quindi ve lo tenete. Lo cito perché da qualche parte dovevo farlo. L’ho visto da solo, nel letto, prima di mettermi a dormire. Non riuscivo a placare le crisi di pianto dal ridere. Avrei voluto citare Louie di Louis C.K., che non è certamente roba nuova, ma poi mi trattano per molestatore (guardatelo).

David Letterman – My Next Guest Needs No IntroductionA questo punto, per la serie “trova una coerenza in quello che scrivi”, abbandono le serie TV come concetto, rimango fermo al TV show. Consigliatissimo, una forma intelligente di intervistare le persone facendo intrattenimento. Bello, letteralmente sublime rispetto al tipo di lavoro svolto.

DISCHI

Arctic Monkeys – TRANQUILLITY, BASE, HOTEL + CASINOErano anni che un disco non mi travolgeva a questi livelli. Perfetto, dall’inizio alla fine. I puristi della band storceranno il naso. Fa nulla.

Father John Misty –  God’s Favorite CustomerL’abilità di Josh Tillman di continuare a migliorare, strada facendo, è qualcosa di invidiabile. Album che parte subito con il botto, con una delle canzoni più belle della discografia del nostro eroe.

Kamasi WashingtonHeaven and earth: Non sono riuscito a capire se mi sembrava più simile a Morricone o a qualche altra roba che non comprendo. Splendido nel suo avere, tutto sommato, poco senso. Da ascoltare alterati. Menzione d’onore per i videoclip. Clamorosi.

Albert Hammond Jr. – Francis Trouble:Se il buon Julian Casablancas ha scelto di esplorare tutt’altre vie con i Voidz, in Francis Trouble c’è tutto quello che potreste trovare in un album degli Strokes oggi. Non è detto che sia necessariamente un bene, ma è per un buon ascolto nostalgico. Va detto che quelle melodie vocali un po’ mancano.

The VoidzVirtueOk, io non ci crederei se me lo dicessero, ma scrivendo di Francis Trouble mi sono detto “quasi quasi ascolto Virtue”. Ed è un cazzo di album pazzesco. Rischia di stancare presto, ma è veramente bello. Consigliato sulle ali del primo ascolto, ve lo dico prima.

FUMETTI

Nicolas De Crécy – Prosopopus (Eris Edizioni). Chi ama i fumetti o, come li chiamiamo ora che non dobbiamo più vergognarci di leggerli, i romanzi grafici, non può fare a meno dell’ultima opera di de Crécy che Eris ci ha portato. Un racconto noir su colpa, vendetta e coscienza, nello stile sempre grottesco di de Crécy, con un effetto speciale: non ci sono dialoghi. Imperdibile.

Zerocalcare – Macerie Prime (Bao Publishing). Ouch. Questo ha fatto male.

Zerocalcare – Macerie Prime Sei Mesi Dopo (Bao Publishing). Ouch. Questo ha fatto MOLTO male.

LIBRI

Roxane Gay – Fame: Storia del mio corpo (Einaudi). Roxane Gay, attivista, scrittrice, accademica, trova le parole per raccontare la propria storia, che è una storia di violenza, di corpi ribelli e del coraggio di parlarne. Sono parole semplici, ma non sono parole facili.

AA.VV: – Viaggi nello Spazio (Einaudi). Cosa c’è di più estivo di una bella raccolta di racconti di alcuni tra i più grandi autori di fantascienza mai esistiti (Ballard, Bradbury, Dick…)? Nulla, e alla Einaudi lo sanno benissimo, e bissano l’ottima esperienza di Viaggi nel Tempo (2016). Io faccio le valigie, voi siete pronti?

Jennifer Egan – Manhattan Beach (Mondadori). Vogliamo dire che Egan è la migliore scrittrice della sua generazione? Secondo me possiamo dirlo con assoluta serenità e anche con un’occhiatina di sfida.

Mattia Torre – La Linea Verticale (Baldini & Castoldi). Come, direte voi, non era una serie tv? Sì, ma è anche un libro, un libro nato durante la serie tv, e che della serie tv conserva la stessa leggerezza e la stessa apertura alla vita. “Viva la verticalità”!

SIMONA DI ROSA

SERIE TV

Grace and Frankie: le anziane più spassose dell’internet, alle prese con il divorzio, la vita che va avanti, ma soprattutto la messa a punto del loro scintillante vibratore ergonomico, perfetto per la terza età!

Glow: la seconda stagione è uscita un mese fa e ha riconfermato Glow come una delle serie al femminile più “cazzute” su Netflix. Un ventaglio di femminilità variegata, che migliora di puntata in puntata.

Orange is the New Black: stiamo aspettando tutti che arrivi il 27 luglio per guardare la sesta stagione e scoprire cosa ne sarà di Piper, Alex e di tutte le detenute di Litchfield. Se siete tra i fortunati che non hanno ancora visto questa serie, beh, correte a recuperarla e aspettate con noi l’arrivo della sesta stagione!

FUMETTI

Frank Santoro, Pompei, (001 edizioni): un graphic novel denso e delicato che racconta gli ultimi giorni di Pompei e dei suoi protagonisti, costantemente in bilico tra autoaffermazione e disperazione, tra volontà e senso del dovere, proprio come noi oggi.

F. Ruggiero, E. Antonioni, Non bisogna dare attenzione alle bambine che urlano, (Eris Edizioni): un tuffo senza braccioli nell’adolescenza, quella delle amicizie in bilico, degli amori che finiscono ancor prima di iniziare, di quel senso di ineluttabilità e al tempo stesso della consapevolezza di avere tutta la vita davanti. Stupendo.

F.Guarnaccia, From here to Eternity, (Shockdom): la prima opera lunga di Francesco Guarnaccia edita da Mammaiuto e ristampata da Shockdom, la storia di un gruppo punk hardcore e del suo frontman ottantenne. Goduria per gli occhi e la mente.

Mark Russell, Steve Pugh, The Flinstones- Gli Antenati, (RW Lion): non fatevi ingannare dal tema apparentemente scanzonato e dall’ironia dei personaggi come nel cartone animato: tra guerra, morte, sofferenza e perdita degli dèi, il mondo primitivo dei Flinstones è molto più simile al nostro di quanto avremmo mai pensato. Un capolavoro.

LIBRI

Donatella Di Pietrantonio, Bella mia, (Einaudi): il libro meno conosciuto di Donatella Di Pietrantonio, che ha vinto il Campiello con L’Arminuta e che in Bella Mia continua a raccontarci il suo Abruzzo, stavolta portandoci tra le macerie del terremoto dell’Aquila.

Erasmo da Rotterdam, Elogio della Follia, (BUR Rizzoli): in un mondo razionalizzato fino all’estremo, dove le macchine sostituiscono il lavoro – e il pensiero – umano, leggere l’elogio della follia di Erasmo è un atto rivoluzionario, ma anche un grande atto d’amore verso se stessi e verso quella componente irrazionale che troppo spesso giudichiamo negativamente.

Richard Sennett, Costruire e abitare, (Feltrinelli): un saggio che è un enorme racconto di come abitiamo le città, di come sono state costruite le prime città e di cosa sono le città oggi, in una continua tensione tra la “ville”, fatta di asfalto, angoli e progetti, e la “citè”, fatta di relazioni e di esseri umani.

ANDREA FEMIA

FILM

The Death of Stalin – Armando Iannucci: Strano affresco delle dinamiche che hanno caratterizzato il potere sovietico una volta venuto a mancare l’uomo che costringeva i suoi discepoli a vedere film sui cowboy. Dialoghi di un livello che, molto spesso, è eccelso.

God’s own country – Francis Lee: Una versione più rurale del borghese/aristocratico Call me by your name, che pure è un bel film, intendiamoci. Meno delicato e meno sentimentale, molto più grigio, a partire dai colori, il che è un bene visto l’enorme tatto con il quale è solitamente trattata la tematica.

Zama – Lucrecia Martel: Difficile farlo rientrare in un genere. Sembra qualcosa di simile ad una commedia introspettiva. O meglio, quella classica roba nella quale si sorride ma non si ride. Sembra letteratura di inizio novecento, invece è un film di oggi. Potrebbe rischiare di annoiarvi ma vale la pena provarci.

Dogman – Matteo Garrone: Il cinema italiano a livelli clamorosamente alti. Molto più che un semplice bel film, è perfetta la commistione tra la resa stilistica e la tetra drammaticità degli eventi. Straconsigliato.

The rider – Tim and Jilly Jandreay: Potrei essere mosso dall’averlo visto esattamente prima di iniziare a scrivere questi consigli estivi che di soleggiato hanno poco o nulla. Si potrebbe dire che è un film minimalista, privo di particolari pretese stilistiche. Più semplicemente, è un perfetto Western odierno.

SERIE TV

Rick & MortyNon è qualcosa che necessiti davvero di un’introduzione. E’ molto più simile ad un cult che ad un mero cartone animato. Amato da diversissime categorie di persone, che trovano un argomento di conversazione per attenuare le loro differenze; se non lo conoscete, rimediate.

Rick Gervais – HumanityNon è una vera e propria serie TV ma è un TV show a tutti gli effetti, quindi ve lo tenete. Lo cito perché da qualche parte dovevo farlo. L’ho visto da solo, nel letto, prima di mettermi a dormire. Non riuscivo a placare le crisi di pianto dal ridere. Avrei voluto citare Louie di Louis C.K., che non è certamente roba nuova, ma poi mi trattano per molestatore (guardatelo).

David Letterman – My Next Guest Needs No IntroductionA questo punto, per la serie “trova una coerenza in quello che scrivi”, abbandono le serie TV come concetto, rimango fermo al TV show. Consigliatissimo, una forma intelligente di intervistare le persone facendo intrattenimento. Bello, letteralmente sublime rispetto al tipo di lavoro svolto.

DISCHI

Arctic Monkeys – TRANQUILLITY, BASE, HOTEL + CASINOErano anni che un disco non mi travolgeva a questi livelli. Perfetto, dall’inizio alla fine. I puristi della band storceranno il naso. Fa nulla.

Father John Misty –  God’s Favorite CustomerL’abilità di Josh Tillman di continuare a migliorare, strada facendo, è qualcosa di invidiabile. Album che parte subito con il botto, con una delle canzoni più belle della discografia del nostro eroe.

Kamasi WashingtonHeaven and earth: Non sono riuscito a capire se mi sembrava più simile a Morricone o a qualche altra roba che non comprendo. Splendido nel suo avere, tutto sommato, poco senso. Da ascoltare alterati. Menzione d’onore per i videoclip. Clamorosi.

Albert Hammond Jr. – Francis Trouble:Se il buon Julian Casablancas ha scelto di esplorare tutt’altre vie con i Voidz, in Francis Trouble c’è tutto quello che potreste trovare in un album degli Strokes oggi. Non è detto che sia necessariamente un bene, ma è per un buon ascolto nostalgico. Va detto che quelle melodie vocali un po’ mancano.

The VoidzVirtueOk, io non ci crederei se me lo dicessero, ma scrivendo di Francis Trouble mi sono detto “quasi quasi ascolto Virtue”. Ed è un cazzo di album pazzesco. Rischia di stancare presto, ma è veramente bello. Consigliato sulle ali del primo ascolto, ve lo dico prima.

ANGELO ZABAGLIO

FILM

The invitation – Karin Kusama: Se vi piacciono le storie che parlano di sette segrete, persone invasate che seguono fantomatici guru fino a perdere la testa allora questo piccolo gioiellino indipendente fa a caso vostro. Una cena tra vecchi amici si tramuta in novanta minuti di tensione continua fino all’inaspettato finale senza speranza.

The final girl – Todd Strauss-Schulson: Una commedia horror per gli amanti del buon vecchio cinema di paura anni 80/90. Sei ragazzi che entrano nella pellicola di un film trash splatter. Un metafilm strapieno di citazioni, battute, colpi di scena mai banali. Una sceneggiatura fighissima e una regia bella fresca che vi farà amare questa pellicola fino alla morte.

Io, Daniel Blake – Ken Loach: Dai, diciamocelo senza peli sulla lingua: gli ultimi film di Ken Loach facevano un pochino cacare, stracolmi di retorica di sinistra e vittimismo proletario. Per fortuna questo “Io, Daniel Blake” ci fa ritornare ai vecchi tempi di “Piovono pietre” e “Riff raff”. Quei film dove la rassegnazione lascia spazio alla rabbia e alla voglia di volerti veramente incazzare per questo schifo di società. Un ritorno alla grande del più comunista dei cineasti inglesi.

Sausage party, vita segreta di una salsiccia – Greg Tiernan e Conrad Vernon:  Non poteva mancare un delizioso cartone animato in questa cinquina di film che hanno segnato i miei ultimi anni. Più scorretto e alternativo di South Park, i Griffin, Moana e Cicciolina ai mondiali, questo cartone per adulti ribalta tutto quello che pensavate di sapere sulla cosiddetta comicità “alternativa” perché la ribalta nuovamente creando uno stile di regia e contenuti senza censure e limiti. Rimarrà nella storia del cinema la celeberrima scena dell’orgia multirazziale.

Autopsy – André Ovredal: Film a basso costo inglese. Il 90% all’interno di una sala per autopsie. Protagonisti: due medici e un cadavere. Quando sceneggiatura, regia e attori fanno le cose per bene escono piccoli capolavori. Non c’è un cavolo da fare.

 

FUMETTI

Tonio Vinci, Nonni, (Tunué): Grottesco al punto giusto. Cinico e malinconico. Una lettura giovane per giovani vecchi e vecchi giovani. Letto in viaggio Bari/Roma con Trenitalia.

Julia Wertz, Drinking at the movies, (Eris): Vuoi ridere? Vuoi piangere? Allora leggiti questo fumettone e segui le avventure della protagonista che si catapulta nella grande Mela attraversando avventure, disavventure e tragiche giornate di quotidiana follia. Letto in viaggio aereo Roma/Vienna e ritorno.

Toni Bruno, Da quassù la terra è bellissima, (Bao Publishing): Un film, ma di quelli belli. Di quelli che quando esci dal cinema ancora hai la pelle all’interno della pellicola. Un libro che quasi ne senti gli odori e ci entri dentro come fossi con i protagonisti. Un libro raro che se non te lo compri non vali niente. Letto in viaggio aereo Roma/Madrid e ritorno.

Richard Appignanesi e Oscar Zarate, Sigmund Freud, isteria, (MagicPress) Volete immergervi in un lago di follia dove ogni pagina e ogni parola vi attiri come un amo? Allora questo stupendissimo fumetto fa per voi. Credo che solo chi ha sfiorato i luoghi profondi dell’irrazionale possa comprendere questo viaggio onirico che stranamente è del tutto reale e accattivante. Letto in viaggio Milano/Roma con Trenitalia.

AAVV, Gangster vol.1, (BugsComics): Devo dire che ero un po’ restio nel comprarlo ma alla fine l’ho comprato e non me ne sono pentito per nulla. Avete presente qui libri con le storie perfette e col finale che vi lasciano come stronzi? Ecco. Questo è “Gangster vol.1”. Delle chicche noir che sarebbe bello veder trasformate in cortometraggi. Letto in viaggio aereo Palermo/Roma.

ELENA REBAUDENGO

FILM

God’s own country – Francis Lee: Questo film è ottimo da recuperare in estate: vi farà sentire tutto il gelo della campagna inglese per poi scalducciarvi il cuore con una storia d’amore fatta di pura lana caprina.

Paddington 2 – Paul King: Questo non è il film dell’anno. È il film di ogni anno!

A ghost story –  David Lowery: Perché temo che sia passato sotto silenzio e non se n’è parlato abbastanza l’anno scorso.

SERIE TV

Killing Eve, 1 stagione: A voi Sandra Oh non mancava da morire? Qui c’è davvero da perdere la testa per tutti questi personaggi magnifici. Ma soprattutto: tante battute sulle salsicce.

Better things, 2 stagione: Pamela Adlon e le sue tre figlie. Una commedia che vi farà piangere così non la trovate da nessun’altra parte.

One day at a timeUna cosa per buonisti? Sicuramente? Ma è fatta bene? Meravigliosamente. E sa toccare con delicatezza così tanti temi che almeno in uno vi ci ritroverete.

High Maintenance, 2 stagione: La compattezza di queste puntate è da sballo (pun intended). Una fantasia e una scrittura a livelli così alti la si fa davvero fatica a trovare da altre parti.

FUMETTI

Emil Ferry, La mia cosa preferita sono i mostri (Bao Publishing): Non voglio rovinarvi la sorpresa. Aprite la prima pagina ed entrate nel mondo di Emil, non vi lascerà più fuggire.

Cristina Portolano, Non so chi sei (Rizzoli Lizard): Cercare se stessi su Tinder si può? Te lo racconta Cristina con un racconto diario.

Zerocalcare, Macerie prime sei mesi dopo (Bao Publishing): Non lo so se qualcun altro è riuscito a parlare con così tanta delicatezza dalla sofferenza di non trovare la propria strada e di sentirsi così persi in lavori senza sbocchi.  

DISCHI

Lump – Lump: Ma voi ve la immaginavate Laura Marling che si incrocia con arrangiamenti elettronicamente barocchi come quelli dei Tunng? È un disco bello sempre, con il caldo e con il sole ma scommetto che diventa perfetto per quando si è in aeroporto in attesa di un volo.

Father John Misty – God’s Favorite Customer: Perché ammettiamolo tutti ora e poi taciamo per sempre: la sua barba fa sognare.

Lucy Dacus – HistorianPerché anche se è uscito nei primi mesi dell’anno al primo ascolto ho capito che era il mio disco dell’anno.

Dirty Projector – Lamp Lit ProsePerché per finire ci vuole anche qualcosa di allegro che ti fa dimenticare di ogni preoccupazione.

Articolo a cura di Carla De Felice e Fabio D’Angelo.

Illustrazioni di Martina Caschera e Anna Giordano.

 

 

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Amore, ironia e cefalità.



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